Della bellezza, un vaneggiamento.

 

"Diventi sempre più bella!" questo è l’ultimo messaggio che mi ha inviato il mio ex dopo essere passato a trovarmi in negozio,(il guaio di lavorare in negozio è che sanno sempre dove trovarti..).

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..e dacci oggi il nostro shopping quotidiano!


L?altro ieri mi sono accorta che non c?è un posto, in questa città soffocata, dove uno possa riposare l?occhio, non un albero, ne? un fazzoletto di verde o un trancio di cielo.
Attendevo sul marciapiede il mio turno per accedere alla cassa continua e fare un versamento, dietro di me avevo due tram, (cosa interessante ho scoperto che sul muso dei tram c?è un bottone rosso che fa aprire e chiudere le porte, accessibile a chiunque..), e poi vetrine a perdita d?occhio: abbigliamento, scarpe, occhiali, abbigliamento, borse, gioielli, abbigliamento, telefonini, profumerie, abbigliamento, etc, etc, abbigliamento..
Di quanti accessori abbiamo bisogno per essere felici? Per sentirci definiti, o intriganti?
Per contornare o decorare la nostra personalità?
Quante volte lasciamo che siano loro a parlare per noi? O, peggio, che siano loro a dirci chi siamo?
(Anche se i miei al massimo possono dirmi che sono mia sorella, visto che riciclo i suoi..)
? nel mezzo della baraonda, nella frenesia degli acquisti del sabato: ?ma perché non siete aperti anche la domenica?? pigolano i nostri clienti mai sazi, dacci oggi il nostro shopping quotidiano rimetti a noi i nostri debiti così possiamo consumare ancora di più,?sa, io vengo qua tutti i sabati? pigola un?altra e io devo trasformare la smorfia in un sorriso e intanto penso:?che perdita di tempo!? vorrei dirglielo, ma non posso, la diplomazia fa parte del mio lavoro.
E ringrazio il cielo, o chi per esso, per questa benedizione, per questa vaccinazione miracolosa, io non sono mai stata una shoppeuse, non so se esiste come termine, se non esiste pazienza, e adesso di sicuro non lo sarò mai! Dato che il commercio esiste da sempre il mio lavoro è antico come mestieri di ben altra portata, e mi ha impedito di diventare una consumatrice, gli unici due luoghi che mi inducono in tentazione sono le librerie e il Disney?s Store, ognuno ha le sue perversioni, ma da quest?ultimo esco sempre a mani vuote.
Non compro quasi mai niente, perché è un meccanismo in cui rischi di venire stritolato, perché non desidero niente di quello che vedo, perché non voglio che riviste di moda piene di pubblicità e di miliardari cerchino di farmi fessa fingendo di regalarmi quello che invece mi stanno vendendo a caro prezzo: l?oro degli sciocchi.
Non mi interessa fornire carburante a questo enorme ingranaggio senza sostanza, virtuale, propagatore di credi che non esistono, e che alimentano il mondo parallelo in cui non vivono nemmeno quelli che l?hanno creato, perché sono gente come noi, anche se fanno finta di no.
Forse sono così polemica, in realtà la polemica è una corrente sotterranea che mi circola nelle vene da sempre, infatti il mio sangue è un tantino acido al gusto, perché in questi giorni in casa stiamo facendo un?esperienza Amish.
Ci si è rotto lo scaldabagno, il trecentesimo della nostra storia, e così ci laviamo un po? con l?acqua fredda, anzi gelata, e un po? con l?acqua scaldata nei pentoloni.
Mia sorella va in giro dicendo di essere diventata Laura Ingalls e di stare vivendo nella Casa nella Prateria, e io penso ai vantaggi di una vita semplice, quando sei ancora in grado di capire le cose, di vedere davvero come stanno, di apprezzarle.
Certo la vita degli Amish è un po? troppo austera, e io non sono in grado di seguire alcuna dottrina, ne? politica ne? religiosa, ma non posso non pensare che la loro vita sia molto più genuina della mia.
Io non sento cantare gli uccelli, non vedo sbocciare i fiori in compenso sono circondata da tipi sofisticati come cibi transgenici, gente che pare uscita da Vogue, ma perché?, finti alternativi con i dredd e scarpe di marca,tutti uguali, e bambini che fanno pratica per diventare consumatori.
I consumatori di domani, quando tutto sarà già stato consumato.
Ma non è un insulto venire definiti consumatori?
Ma esisteranno ancora le riserve auree che servono a garantire il valore del denaro circolante?, non sarà che tutto il mondo gira intorno a della carta straccia?
Nel 1845 Thoreau scriveva:?..l?accidentale possesso di ricchezze rivelato con il solo sfoggio di vestiti e carrozze ottiene al loro possessore un rispetto quasi universale. Ma quei molti che cedono a tale rispetto sono, sotto questo punto di vista, idolatri cui bisognerebbe spedire qualche missionario.?
E ancora:? Noi conosciamo pochissimi uomini, ma una quantità innumerevole di giacche e calzoni. Vesti il tuo spaventapasseri con il tuo ultimo completo, e mettiti nudo accanto a lui: chi non saluterebbe lo spaventapasseri per primo??
E aggiunge:?Guardatevi da tutte le imprese che richiedono abiti nuovi, invece che nuovi indossatori!Se non c?è l?uomo nuovo, come si potranno fare abiti che gli si adattino??
Quanto siamo cambiati da allora?
Siamo cambiati da allora?

Letture consigliate:Henry David Thoreau ?Walden ?Vita nei boschi?
R.W.Emerson: ?Natura e altri saggi?
C.Palahniuk ?Invisibile Monsters? e ?Fight Club?
Jonathan Swift ?I viaggi di Gulliver?

Film consigliati:?The Village.? Di M.Night Shyamalan.

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