Come Dorothy NON salvò lo Spaventasseri, e in questo modo salvò l’Uomo di Latta.


?E il mio cuore?? chiese il Boscaiolo di Latta.
?Be?, quanto a questo,? rispose Oz:?Secondo me tu fai male a desiderare un cuore. Il cuore rende infelice la maggioranza delle persone. Tu sei fortunato a essere senza, basterebbe che te ne rendessi conto.?
Da ?Il meraviglioso Mago di Oz?

Io non sono una persona romantica. Nessuna parte di me lo è. E ce ne sono diverse: la vecchia di centanni, la bambina di otto, un ragazzino dall?età imprecisata, un vecchio scontento e brontolone, Carrot, il mio occhio alieno, e Marla.
Una piccola idea romantica però, la stavo covando, praticamente a mia insaputa.
Nel fondo strafondo del mio cuore una parte di me non ancora identificata, ma giuro che la isolerò e la sbatterò al confino!, s?immaginava che prima o poi le cose con il Procacciatore di Guai si sarebbero raddrizzate e che avrebbe celebrato il fatto scrivendo un post dal titolo ?Come Dorothy salvò lo Spaventapasseri?.
Lungi da me attribuirmi qualsiasi capacità salvifica, nel titolo io sarei stata rappresentata dallo Spaventapasseri.
Mi si addice, soprattutto grazie alle considerazioni che sono andata facendo ultimamente.
Come lo Spaventapasseri, sono stata appesa ad un palo per quasi tutta la mia infanzia e per l?intera adolescenza, non mi sono accorta di niente ed è un periodo di cui ho pochissima memoria.
Non sono qui che mi strappo i capelli dalla testa per questo, e per fortuna nell?oceano di difetti in cui nuoto non ho la cattiva abitudine di rimuginare su cose che non posso cambiare, però resta il fatto che non so che cosa mi fosse successo.
Otto anni di analisi hanno letteralmente fatto di me una persona nuova, ma alcune domande sono rimaste in sospeso.
Dov?ero?
Anzi no, dove non ero e cosa non stavo facendo?
Dov?erano la mia mente e il mio cuore?
E perché?

E come se non bastasse, a rendere più difficile la convivenza con me stessa si aggiunge la consapevolezza della mia stupidità.
Io davvero non posso credere di essere ricascata in sentimenti che, in assoluta buona fede se non altro, credevo morti e sepolti.
Posso dare la colpa a Marla fino a diventare blu in faccia, ma in realtà è solo colpa mia, e non posso perdonarmi per questo.
Ci sono già passata, e so che ne uscirò, non ho il temperamento delle eroine dei romanzi di appendice di una volta, ma so anche che questa volta è diverso.
Allora mi ci ero buttata con tutto il cuore, ero un?imbecille anche allora ma l?impeto del sentimento stemperava l?imbecillità.
Adesso è differente, sono entrata con calma in un mare placido che poteva anche essere inquinato, ma non mi sono posta il problema.
E mi sono intossicata, e peggio ancora so che ne uscirò intaccata.
Danneggiata in un certo senso.
Ed è un guaio, perché con la mia incompetenza naturale nel vivere mi mancava solo di guastarmi, di nuovo.

Questo per me è un periodo difficile, e sto male e mi sento molto sola, ed è un sollievo poterlo confidare a qualcuno.
In quasi tre anni come bloggher è la prima volta che scrivo qualcosa nello stesso momento in cui mi scorre nelle vene, per questo ho deciso di pubblicarlo solo nel mio blog e non nella pagina comune.
Ci sono cose che non si vogliono mostrare a tutti.

?dunque se Dorothy non avesse salvato lo Spaventapasseri, l?Uomo di Latta non avrebbe avuto il cuore che tanto anelava.
E la sua incolumità sarebbe stata assicurata.
Invece, lo salvò.

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