Psicopatologia del Freak.


Il mio collega Fantasma dei Natali Futuri, di recente denominato dalla sottoscritta anche Ziopapà per la sua facente funzione di padre putativo, ultimamente mi ha fatto notare i miei problemi spazio temporali, che, per forza di cose, si ripercuotono sull?ambiente circostante.
Nel senso che quelli che mi parlano, o mi chiedono qualcosa, o si aspettano qualcosa, non sanno se si stanno rivolgendo alla me del presente, del passato o del futuro.
Con conseguenze imprevedibili.
Le risposte che do, le frasi che dico, le cose che porto, tutto è random, suscettibile di interpretazione.

Purtroppo non posso farci niente, nel pentagramma del tempo le mie note sono tutte stonate, è una situazione del fuori controllo, il tempo per me è una variabile assoluta: si allunga, si accorcia, si trancia, salta di lato, rimbalza contro il muro, ieri oggi domani, che mese è che giorno è, che ora?
Progetti per il futuro? EH?

A volte sono bloccata nel passato, a fare che?
Non si sa, perché non ho ricordi precisi, per cui si suppone che io vaghi nel nulla della mia mente, ormai abitata solo dagli orologi molli di Dalì.

La perdita della memoria.
Questa è una situazione tipica, bloccata nel passato, a quando ero bambina, pur avendo pochissimi ricordi di cui usufruire.
Quindi sono una bambina nuova e vecchia nello stesso tempo.

A volte mi alzo la mattina, e metto un piede nel futuro.
Per tutto il giorno sono una vecchia, ma siccome per ora ho trentasei anni, sono una vecchia nuova, e nello stesso tempo una vecchia vecchia, in totale una rincoglionita.
Si, ma futurista.

Quando mi capita di essere nel presente, non è il flusso temporale a essere deviato ma lo spazio che occupo, credo sia questo che mi rende una mezza freak e che mi rende in grado di attirare gli altri della specie.
Per intenderci, l?altro giorno un cliente mi offerto una caramella lanciandomela!
Tra parentesi: (occhio che ho scoperto di essere altamente infettiva, perciò una volta usciti dal post fate una danza purificatrice).

Così, se racconto che ho seminato delle piantine nella teglia di alluminio che mi era avanzata nessuno si turba più di tanto, come non si sono turbati di fronte al cuore, nel senso di organo, che avevo fatto con il das e dipinto di viola, e ormai non rimangono più perplessi neanche se quando rispondo al telefono invece di dire pronto uso la prima parola che mi viene in mente.
Quando ho iniziato l?esperimento la prima parola che mi è scivolata sulla lingua è stata Don Zaucker. Adesso sono a Zeppelin.
Non hanno storto il naso neppure quando mi sono procurata una cartina dei mezzi pubblici e ho annunciato che avrei sostituito le fermate reali con quelle che faccio io nei sogni.
Io nei sogni viaggio moltissimo in metropolitana e scendo nei posti più strani, così, novella Chatwin, volevo cominciare a prenderne nota.
Dallo schienale delle sedie di casa mia pende una benda da pirata, mi serve per quando accolgo gli
ospiti.
E mentre in genere si ha paura di volare, o dell?acqua o degli spazi chiusi, io ho paura delle montagne russe.
Non che abbia intenzione di salirci mai più, ma lo stesso mi spaventano moltissimo.
L’idea che il carrello si stacchi dal binario mi toglie il fiato, e riassume tre delle mie paure fondamentali: il vuoto, la velocità, e lo sfracellarsi contro qualcosa.

Tutto questo, nel corso degli anni, mi ha portato a pormi una domanda, ci sono o ci faccio?
Ahimè, purtroppo ci sono, alle volte non mi ci capacito da sola!

E mi ha portato a due conclusioni: la prima è che devo avere diverse cose in comune con due gentili e attempate signore che sulla porta del loro negozio hanno attaccato il seguente cartello, senza il pregio, e il beneficio, di una virgola indispensabile:?Ci siamo suonate.?

La seconda è più drammatica: sto diventando come il bizzarro coinquilino di Hugh Grant in Notthing Hill.
Tra poco me ne andrò in giro in muta da sub.
E non so manco nuotare!

Riferimenti: freak happens

Comments (11)

Elephant men e Elephant women benvenuti al Freak Show!


L?altro giorno, il mio collega Fantasma dei Natali Futuri, che con lo srotolarsi degli anni va rassomigliando sempre di più all?Igor di Frankenstein Jr, viene da me e mi comunica, che tutte le volte che vede il santo padre alla tivù l?esasperazione lo spinge a cambiare canale si sintonizzarsi sul programma dei freaks.
Sorrido davanti a quell?associazione mentale e gli chiedo come l?ha scoperto, il freak-show, e lui mi risponde che gliene ne avevo parlato io.
Non so neanche perché mi sono stupita, nell?ordine, di averglielo detto e poi di averlo dimenticato.
Ad ogni modo ho riconosciuto subito il mio marchio di fabbrica.
Il freak-show, che altro non è che il varietà sul Guinness dei Primati, l?ho scoperto l?anno scorso e da allora io e mia sorella ne siamo intossicate.
E non solo, siamo proprio persuase che l?abbiano inventato apposta per noi.
Per chi coltiva il piccolo freak dentro di sé, Freud ha dimenticato di inserirlo tra Es, Ego e Superego, invece di tentare di soffocarlo, è lo spettacolo ideale.

La parola freak ha significati molteplici, ne cito alcuni: ghiribizzo, capriccio, bizzarria, stramberia, fenomeno (in a circus), eccentrico, fricchettone, singolare, curioso; (living curiosity) = essere ripugnante e/o scherzo della natura.
E? una parola perfetta, completa, persino onomatopeica, se uno si trova davanti qualcosa di strano può dire ?freeaak? come un altro davanti a una sacher può eslamare ?slurp?.
E? chiaro, avendo io allevato il mio lato freak da sempre, che per me è stato inevitabile innamorarmi di una parola con tali fantasmagoriche potenzialità.
Com?è altresì chiaro che tutto ciò che riguarda l?aspetto o l?essenza difforme, e uso la parola difforme invece della parola diverso proprio perché è simile alla parola deforme, delle persone o delle cose esercita su di me un fascino ipnotico.
Ho letto un libro sulle fiere che si tenevano una volta, quelle dei fenomeni da baraccone che poi si declinavano in: gemelli siamesi, donne barbute, persone affette da gigantismo o nanismo, pelli squamate da rettili, bambini sirena, gente con le malformazioni più disparate, e disperate.
Come John Merrick, il famoso Elephant Man, il più noto forse dei fenomeni da baraccone.
Il libro parlava anche di lui.
Per molte di quelle persone la fiera era l?unico modo di campare in una società che non le avrebbe accettate al suo interno, ma tutt?al più confinate in qualche specie di ospedale e poi dimenticate.
Comunque non ho letto quel libro con curiosità morbosa. Ho solo sfogliato ogni singola pagina confidando a me stessa:?Questa sono io, questo sono io, questi due sono io?.
Sono la donna barbuta.
Sono l?uomo con la pelle da lucertola.
Sono il ragazzo con il gemello siamese appollaiato sul collo.
Sono la bambina con le gambe attaccate tra loro simili a una coda di pesce.
Soprattutto sono convinta che ognuno di noi abbia nel profondo una piccola creatura freak che grignisce sconsolatamente perché da sempre tenta di essere ascoltata, invano.
Una creaturina che cerca di farci toccare le viscere della nostra persona, di convincerci a tapparci il naso e lasciarci sprofondare perché come succede per l?oceano, a volte gli abissi nascondono luoghi e esseri meravigliosi.
Con il mio nick name, butterfly+freak, tento sempre di tenere a mente che bisogna provare a volare, ma anche ad immergersi.
Per ora mi dibatto sull?asfalto, ma non si sa mai!
Intanto mi accontento di aver raggiunto la consapevolezza di essere una semi freak.
Non mi nasconderò più.
Non che ci sia mai riuscita granchè bene, comunque.

Infine per chiunque sia interessato a contattare il proprio lato freak torno a consigliare lo show del Guinness dei Primati,(in lombardia è su lasettegold) dove potrà ammirare gente che usa la pelle del collo per coprirsi la faccia,(giuro), che riesce a muovere le orecchie come fanno i cani, che fa giocoleria con le seghe elettriche, straccia elenchi telefonici, bacia in testa i cobra,(poveri cobra) e chi più ne ha più ne metta. L?idea più strampalata passata per la testa di qualcuno lì ha trovato la sua applicazione.
E i freaks, naturali e non , il proprio sdoganamento.
Venghino signori e signore, venghino!

?e a proposito qualcuno è interessato a un movimento liberazione freaks e semi-freaks?

Comments (11)

Bollettino dalla freak-caverna


Corey :? ?.come dicono nelle riviste d?arredamento, la casa non avrà un suo stile fino a che la personalità della sposa non si sarà rivelata pienamente.?
Ethel, sua madre:?Non so, io dico che ti somiglia già parecchio.?
da ?A piedi nudi nel parco.?

Da quando, finalmente, sono riuscita ad entrare nella freak caverna, mia madre è ossessionata dalla parola ?normale?, che nel mio caso è come voler incastrare una sfera in un foro quadrato , qualsiasi cosa io dica lei risponde:?Cominciamo nel modo normale?.
Ora, io non so fare niente, letteralmente non so da che parte cominciare, se non mi aiutasse un po? probabilmente affonderei nelle sabbie mobili delle mie cianfrusaglie, ma quest?idea di cominciare nel modo normale, la trovo irritante.
Come la storia della volpe e dell?uva, non mi riesce di cominciare in modo normale, così come la volpe non riesce a prendere l?uva e dice che non le piace, se non mi sbaglio.

Ora che mi sono stabilita in casa mia, mi sono accorta di essere allo scoperto; ho passato una vita a fuggire e adesso, all?improvviso, in quello che dovrebbe essere il mio covo ufficiale, sono allo scoperto.
Chiunque metterà piede qua dentro, saprà immediatamente con chi ha a che fare, chi sono, cosa mi interessa.
Non che siano argomenti che di solito tengo nascosti, ma un conto è parlarne e un conto è avere una vetrina che parla per te.
Devo ancora abituarmi.
Come devo ancora abituarmi a dormire in una casa che contiene solo me, fino alle tre di notte non riesco a prendere sonno, e alle sette del mattino mi svegliano con la loro musica gli operai che stanno rendendo abitabile la soffitta della mia vicina.
Anch?io ho un solaio, per ora è vuoto, anche se non credo che lo rimarrà per molto.

Ho preso un letto con le sponde in ferro battuto, come l?ho sempre desiderato, un letto matrimoniale, perché non avendo un divano letto gli ospiti saranno costretti a dormire con me, e perché spero di trovare qualcuno da ficcarci dentro prima o poi.. voglio dire, oltre all’enorme e arrabbiato coccodrillo di pezza che già lo divide con me!
La cucina, invece, me l?hanno lasciata i precedenti inquilini, due persone gentili e un tantino strampalate, così come i mobili del bagno, e se avessi avuto qualcuno che, conoscendomi, fosse stato in grado di arredare la casa al posto mio gli avrei affidato l’ingrato compito al volo, perché per me è stato una specie di incubo! Ci ho messo ore per decidere i colori, due per stanza, che volevo, per poi scoprire che i pittori hanno usato le tonalità che preferivano, ed è una fortuna il risultato mi sia piaciuto lo stesso.
Inoltre io detesto fare shopping e detesto i luoghi affollati, e se non fosse stato per mia madre e mia sorella, all?Ikea avrei fatto immediatamente dietrofront e sarei scappata.
Ma tant?è , è andata, la casa è a posto!

Ora sono qui.
Devo imparare a cucinare, a fare le faccende di casa, devo imparare tutto quanto, e io sono il tipo che, riguardo certe cose, impara solo quando ha le spalle al muro.
Ed ecco cosa mi succede: sono allo scoperto e con le spalle al muro.
Eppure sono felice, o credo che lo sarò non appena mi renderò ben conto della portata di questo evento nella mia vita.
E mi sa che sono sulla buona strada perché non vedo l?ora di comprare un albero di Natale, e di addobbarlo.
E io lo odio il Natale!

Comments (8)

Freak post natalizio- 5 stranezze


Visto che già due care amiche bloggher, Monimix e Cippola, mi hanno passato questo freak testimone mi accingo a svolgere il compito affidatomi, anche se , riguardo le mie stranezze, la mia amica Vampy sarebbe molto più brava di me, visto che è in trepida attesa del momento in cui andrò a vivere da sola per usufruire delle risate preregistrate stile sit-com di cui si è munita!

Dunque, la prima che mi viene in mente, essendo circondata da persone che amano i fumetti , è che io non sono capace di leggerli, il ?balloon? è troppo fitto di parole e mi incasino con la progressione delle vignette,(eccezion fatta per i Peanuts)!

Non posso guardare documentari sulla natura e film con gli animali, di qualunque genere siano, senza che mi venga l?ansia.
Ho seguito ?Babe maialino coraggioso? con l?angoscia che uno spettatore normale riserva a film come ?Il silenzio degli innocenti?,( e anche lì, gli agnelli?) fino al lieto fine! Ma è stata una tortura: il cane sordo, le pecore annegate, Babe che viene quasi sparato?aaargh.

Se sono tesa, innervosita o incazzata i miei capelli formano un?indistricabile famiglia di nodi all?altezza della nuca e non c?è niente io che possa fare al riguardo.

Ci sono concetti che la mia povera mente non è in grado di concepire, vedi la moda,(per me un vestito rimarrà sempre e solo un pezzo di stoffa cucita, non importa come) o lo shopping,(e di conseguenza non riesco a considerare il comprare uno svago).

C?è gente che quando mi parla è assolutamente sicura di rivolgersi a una deficiente! Questo perché, con alcuni individui e in modalità del tutto involontaria, mi capita di non capire una sola parola di quello che mi dicono, come se parlassero un?altra lingua, quelli che mi conoscono bene sanno che sovente ho bisogno di un traduttore universale, come quello che usava il capitano Kirk nelle prime puntate di Star Trek.
E poi, in genere io mai e poi mai capirò come va questo mondo!

Passo il testimone a Skizo e Luvi, che so mi ameranno molto per questo, Ziamaria, Flavia e Journeyman.

Comments (16)

Pensieri dissociati di un’anima freak!(Però ho un cuore in un ginocchio!)


Sabato pomeriggio in negozio, nel mezzo della bolgia, tra bambini frignanti, genitori pedanti o con il coltello tra i denti, ragazzini/e persuasi di essere Eminem o Britney Spears, mentre faccio cassa o pacchetti, i miei pensieri si sdoppiano e il pilota automatico si inserisce:

Butter:?Ah, quanto mi prenderei una vacanza tra gli Amish, circondata da grembiuli cuffiette e barbe lunghe?probabilmente non sanno neanche cos?è lo shopping!?
Marla:?Perché non sono invisibile e non possiedo una mazza da baseball??

Butter:?Se domani mi sveglio e ho ancora otto anni mi butto dalla finestra!?
Marla:? Sarei davvero una pessima madre. ?Mostri urlanti!?

Butter:?Questa vuole sapere se può entrare con il cane. Può entrare SOLO il cane, lei resti pure lì!?
Marla:?Dovrebbero inventare un Autan per tenere alla larga la gente.?

Butter:?Dove sono finite tutte le bambine che giravano con la barbie in mano, come ai miei tempi??
Marla:?Ehi, dov?ero quando ero piccola??

Butter:?Ho sempre voluto i capelli lunghi come la Barbie.?
Marla:?Ehi, dove cazzo ero quando ero piccola??

Butter:?Anni che mi frequentano, decenni si può dire, e ancora non sanno come sono fatta.
Nemmeno i miei lo sanno, eppure sono convinti del contrario. E? così esasperante!!?
Marla:?In un arco di tempo indefinito, un evento che non si è mai verificato ha più probabilità di accadere o di continuare a non verificarsi? Me lo sono sempre chiesta..?

Butter:?Eppure faccio il possibile per fai sì che aspetto interiore ed esteriore combacino.?
Marla:? La gente spesso ha di me un?opinione positiva che non merito. Mi rendo conto che vivo di rendita. Sono quasi un?artista della truffa!?

Butter:??l?ideale sarebbe un incrocio tra Tyler Durden , Atticus Finch e Mary Poppins!?
Marla:?Oddio, questo non è capace di trasportare un castello giocattolo da qui a lì senza svenire! Cosa direbbe se sapesse che l?ho personalmente scaricato dal camion e sono la metà di lui?
Se fossi la moglie chiederei il divorzio!?

Butter:?Il dentifricio mi fa bruciare gli occhi.?
Marla:? Sono cento anni che non faccio neanche una visita medica!Se esiste una legge di compensazione le nonne si decomporranno mentre sono ancora in vita, e io morirò d?un colpo!?

Butter:?Siccome sono capace di farmi gli affari miei, pensano che io non abbia bisogno di niente.
Mio malgrado tendo ad essere sguaiata eppure, per certi versi rischio di diventare invisibile.
Non si accorgono di niente.?
Marla:?Che scocciatura essere nati vecchi.?

Butter:?Per non alterare i tempi di posa ho dovuto fare la tinta a mia sorella sul cesso, perché le è venuto un attacco di cagotto! Cacca e tinta insieme odorano di cesso pubblico, proprio la mia passione!?
Marla:?Se domani mi sveglio e ho otto anni voglio pettinarmi con le trecce e procurarmi una cerbottana!?

Butter:?All?ufficio brevetti Einstein deve averne viste delle belle!?
Marla:?Questa deve avere un Q.I. sotto il livello di guardia.?

Butter:?Se la consegna la facciamo a casa sua? No, la facciamo a casa mia, ho sempre desiderato un catafalco di plastica come letto! Cretino.?
Marla:?Come vorrei scappare via e ricominciare da zero da qualche altra parte! Solo che non so da che parte cominciare.?

Butter:?Forse quando nasciamo sappiamo tutto e crescendo dimentichiamo! E quel poco che non abbiamo scordato viene definito talento.?
Marla:?Mi chiedo come questa tizia sia arrivata alla sua età incolume, visto le domande che fa.?

Butter:?Per di più lavoro anche domani.?
Marla:?Strano che non siano ancora arrivate le giostre. Non vedo l?ora di mangiare lo zucchero filato!?

Butter:?Porto una pallina in regalo a Mister Pannolino.?
Marla:?Quanto gli spaccherei la faccia a questo!?

Butter:?Quanto devi essere disperato per raccontare le tue cose a una commessa??
Marla:?Ma secondo te quanto me ne può fregare delle tue stronzate? Compra non compra, basta che te ne vai!?

Butter:?Adesso vado a chiudermi per un po? nel cesso.Mi serve un po? di tregua.?
Marla:?Perché Natale non può cadere in agosto??

Butter? Ma a che ora mangiano i bambini? Sono quasi le sette e sono ancora tutti in giro? Non devono andare a casa a cucinare??
Marla:?Va bene adesso inizio a sbatterli fuori a calci in culo, tanto domani si ricomincia.?

Comments (19)

Freak happens!- cose di (quasi) tutti i giorni..


ecco alcune cose che continuano a capitarmi e da cui, nonostante il mio prossimo trentaquattresimo compleanno,(sic!?), non riesco ad emendarmi:
- girare con i baffi del latte! perchè non mi viene mai in mente di controllarmi allo specchio prima di uscire?
- la cerniera dei pantaloni abbassata! idem come sopra;
- golf allacciati storti, cartellini attaccati, cose strane tra i capelli!(ma giuro niente del genere Cameron Diaz in “Tutti pazzi per Mary”, e se mi è mai successo non voglio saperlo!);
- perdersi nei grandi magazzini o nei centri commerciali, che comunque frequento il meno possibile. Il problema è che i luoghi vasti e affollati mandano in tilt il mio sistema radar!
- dovermi fare tradurre i menu nei ristoranti, italiani o stranieri che siano, così va a finire che qualcuno deve sempre ordinare al posto mio, perchè per me, per esempio, carne alla tartara non vuol dire niente, per quante volte me lo abbiano spiegato, per me i tartari staranno sempre e solo nel deserto!!!
- scendere sulle chiappe tutte le scale a chiocciola dei negozi o locali di Milano, quando li frequentavo, questo perchè mi ostino a scendere sempre nella parte più stretta del gradino!
- dover leggere le istruzioni figurate allo specchio, o “tradurre” quelle scritte, ma di questo non ho colpa. La colpa è del mio mancinismo, anche se io ci ho messo un po’ a capire che vedevo le cose alla rovescia. Ne ho avuta lampante dimostrazione davanti ad una casa di bambole di tre piani con terrazza montata da me in maniera esatta ma speculare alle istruzione, e a un ‘infintà di tricicli che andavano solo all’indietro!
Naturalmente marcavo male sin da bambina, a parte i vari tentativi di suicidio:
- un pomeriggio, colpa di una pubblicità che tagliava a scaglie un sapone, ho costretto mia sorella Sadako a cooperare, e dopo aver tagliato la saponetta a scaglie ce la siamo mangiata a merenda!
- ci siamo lavate i denti col Fargan, pomata contro le punture di zanzara, per me un tubetto era un tubetto!;
- le ho inciso sulla fronte, con una penna a sfera, la scritta “bentornata” per accogliere mia mamma che tornava dall’ospedale! Scritta che non voleva più andare via, così per un po’ ho avuto la mia stele di rosetta vivente!
- ho sovrinteso e sponsorizzato la decapitazione di tutti i nostri Ken, anticipando Sleepy Hollow di almeno una ventina d’anni! e una testa non è mai stata ritrovata!(la stiamo ancora cercando);
- ho mangiato i carciofi con le spine e tutto quanto, e ho scoperto che non era il caso solo quando mia mamma mi ha domandato dove le avevo messe, e, saputolo, mi ha guardato con apprensione tutto il pomeriggio;
- per una giornata intera ho aspettato di venire condotta nell’amena cittadina di Capperi, questo perchè mia mamma, sorpresami con le dita nel naso, mi ha chiesto:”Andiamo a capperi?” e io l’ho presa sul serio.
E purtroppo devo dire che tutt’ora prendo molte cose in senso letterale.
- dulcis in fundo, nell’unica lettera che ho scritto in vita mia a Gesù Bambino l’unica mia vera preoccupazione è stata chiedergli se Goldrake esisteva veramente!
Ecco due domande con cui, qualche anno fa, ho fatto incazzare da morire mio padre, che sui miei svarioni ha pochissimo senso dell’umorismo, entrambe le volte l’ho colto di sorpresa, alle spalle:
-”Papà, ma la chiave della Punto apre tutte le Punto?”;
-”Papà, come mai l’Argentina non gioca negli Europei di calcio?”(A mia parziale discolpa posso dire che io stavo pensando solo a Maradona, che allora giocava nel Napoli, e mi era sembrato strano non sentirlo nominare dureante gli Europei. Ehi, ho detto PARZIALE discolpa.);
Ecco una domanda con cui ieri ho fatto incazzare il mio collega Fantasma dei Natali Futuri durante la pausa pranzo:” Ma secondo te, esistono film porno interpretati dai vecchi?”
Pertanto, viste le premesse è ovvio che:
- il medico di famiglia decida di scegliere proprio tuo padre come ambasciatore per comunicarti che o smetti di prendere la pillola,perchè l’hai presa per diversi anni di seguito o fai un esame del sangue!
-l’unica volta che sono stata al Louvre qualcuno ha fatto scattare l’allarme e sono scese le porte di sicurezza;
- sempre a Parigi, ci salta la navetta per l’aeroporto perchè doveva passare il Tour de France!
-subito dopo un Natale, con la mia capa in vacanza e io al comando, è scoppiata una tubatura e il negozio si è allagato. E la gente non voleva andarsene. Una mi ha detto che veniva da Como e io le ho risposto”Signora se aspetta ancora un po’ il lago lo ritrova qui.”;
- un ragazzino mi guarda, mi avverte che sta per sentirsi male, e si vomita nel maglione per non sporcare il pavimento; allora avvisto il padre, lo chiamo e lui invece di riprendersi il figlio, scappa in preda ai conati.
- l’altro giorno, con quaranta gradi in negozio, un corriere per fare lo spiritoso mi chiede se soffro il solletico, io gli dico che per il suo bene non è il caso ma è troppo tardi, e così intinge il suo dito nella mia ascella zuppa;
- un colpo di vento mi fa volare il giornale sulle scale della metropolitana, un vecchietto me lo raccoglie,(ma se fossimo stati in un film sarebbe stato Brad Pitt!) e dopo aver guardato bene il groviglio che ho in testa dice:”Per fortuna IO non ho i capelli” e se ne va.
- in metropolitana, vedo un tipo chiaramente innocuo ma non del tutto a posto farsi largo tra la folla, arrivare fino a me, farmi un sorriso sgangherato e chiedermi:”Ciao, sei fidanzata?”
- un barbone cliente fisso del negozio, gira con il moccio che gli scende dal naso come un elastico, sceglie qualcosa e finalmente decide di pagare. Vengo trascinata con la forza alla cassa perchè sono l’unica con abbastanza stomaco per reggerlo, anche se intanto penso che se il moccio gli cade sui soldi qualunque cosa abbia preso gliela regalo, per fortuna non è successo, ma rimpiango ancora di non aver potuto immortalare l’espressione attonita della signora in fila dietro di lui!
Comunque, tirando le somme, una domanda mi sorge spontanea: come sarebbe la mia vita se fossi un po’ più Butterfly e un po’ meno Freak?
E’ possibile esercitarsi? O forse ormai sono troppo vecchia!
Sarò una vecchia freak che parla con gli alberi……..
Aiuto!
Aiuto?

Comments (15)

Nonna -freak


Oggi mia sorella Sadako ed io siamo dovute andare a trovare la nonna, quella che vive con noi, nella casa di cura dove ogni tanto si concede un po’ di vacanza da noialtri.
Parcheggiamo alla fine del divieto di sosta. Un po’ prima del nuovo palo con il cartello.
Quello vecchio lo abbiamo abbattuto noi durante un’altra vacanza della nonna; in effetti mi ero accorta che il palo stava prendendo una strana postura, ma non mi è venuto in mente di segnalarlo fino a che ho visto che mia sorella non aveva proprio nessuna intenzione di smettere di strofinarci contro la mia portiera, allora le ho detto:”Guarda che si sta eccitando! Se viene io scendo dalla tua parte!”
Al che lei scarica un cumulo di improperi, tra i quali: “perchè cazzo non me l’hai detto prima!” e si ferma.
La volta seguente del palo neppure l’ombra.
Tornando al presente parcheggiamo senza problemi, una volta tanto, e ci avviamo verso l’istituto che oltre ai vecchietti da ospitalità ad altri vari personaggi, uno dei quali esce sparato dall’atrio porgendo la mano a chiunque gli si pari davanti, in questo caso mia sorella, che gliela stringe e poi mi guarda dubbiosa:” Non voglio mai sapere cosa ci ha fatto con quella mano!”
E io:”Sono tutti anticorpi”, e proseguiamo.
La nonna è al terzo piano ma, mistero, le scale si fermano al secondo!
Entriamo, seguiamo i cartelli di lungadegenza, arriviamo a una grande porta scorrevole che si apre su un corridoio che scende!
Per salire al terzo piano bisogna scendere!, forse se scendiamo ancora un po’ arriviamo al sesto piano, ma non abbiamo tempo di verificare, siamo già in ritardo.
Le stanze e i vecchietti mi ricordano alcune pagine del libro “Soffocare”, così per qualche istante mi sento un po’ letteraria.
La nonna dormicchia ma il suo radar funziona e come entriamo apre gli occhi e si tira un po’ su. E’ pettinata da punk, con una specie di cresta di lato che mia sorella le riavvia, io le metto in testa un cerchietto da bambine, pieno di perline blu, che le ho portato a casa dal negozio e che le piace tanto.
Da punk stava meglio.
Sempre meglio, comunque, dell’ultima volta in cui le ho tagliato i capelli.
Lei si è addormentata e, mentre tagliavo, la sua testa è caduta in avanti, così per un po’ ha avuto uno scalpo su cui sembrava fosse passata una folgore.
Mia mamma non aveva il coraggio di guardarla.
“Se non mi facesse male la gamba faremmo un giro” ci dice la nonna, ottimista. La gamba gli fa male dal lontano novecentottantatre e non cammina da dieci anni.
“Mi fa male questa gamba” dice toccandosi la sinistra:”e anche questa” la destra, e poi indica in diagonale.
“Come il nostro governo!” gli dico:”Non ti senti rappresentata a livello parlamentare?”
Lei mi guarda e con un dito indica il muro di fronte:”Quello lì!” grida quasi.
Il crocifisso.
“Gli chiedo tutte le notti di farmi morire!” afferma risentita:”Ma mica mi da ascolto!”
“Se fosse uno stupido non sarebbe lì da duemila anni!” dice mia sorella:”L’ha già fatto una volta di non allontanare il calice, ha imparato la lezione. Di sicuro è convinto che è mille volte meglio se tu continui a dare il tormento a papà,che è già abituato, piuttosto che a lui. Ma vedrai che se fai la brava ti accontenta.”
La nonna sorride, rasserenata.
Nel suo intimo, invece, mia sorella è convinta che le nostre nonne siano due highlander, e che prima o poi dovremo decapitarle.
Intanto la nonna ci raccomanda di spartirci i suoi gioielli, quando torniamo a casa.
“Veramente pensavamo di fare come gli egiziani, e di seppellirli nella bara con te!” dico.
“Guarda che vuole farsi bruciare.” mi fa notare mia sorella.
“Con l’oro potete fare quello che volete, se non vi piacciono così come sono i gioielli.” aggiunge la nonna.
Qualche secondo di silenzio, in cui la vecchina resetta il sistema per cambiare argomento:”Quelli delle pulizie, sono così brutti… ma gentili!”
“Mica se uno è brutto deve per forza essere cattivo.” dico, e lei:”Voi siete belle, e brave.” Bontà e ingenuità favolistiche da nonna, salvo poi girarsi verso mia sorella e dire:”Lei non è tanto brava.” riferendosi a me.
Mia sorella alza le spalle rassegnata.
La nonna parte con il racconto di come nostro padre, che secondo lei beve di nascosto, sia bravo a fare le faccende quando va lì: le lava i bicchieri, la dentiera, la fa mangiare… e noi cominciamo a domandarci se nostro padre, che non sa fare un caffè, non abbia assunto una controfigura, o un maggiordomo o se beve davvero….
La visita è quasi alla fine, la nonna ci ordina di pregare per la sua morte, di esprimere tutto il suo affetto al nostro cane, e veniamo congedate, e solo uscendo ci rendiamo conto che c’era un’altra vecchietta nella stanza, che ci guardava con i capelli ritti sulla testa.
Risaliamo il corridoio per scendere,!!, e usciamo.
Mia sorella ha scordato il cellulare in auto ed è convinta che ci abbiano rotto il vetro della macchina per rubarlo, io le dico che nessuno rompe un vetro per rubare un telefono vinto con i punti, e la conversazione continua finchè scatta una competizione su chi delle due ha un carattere più di merda.
Io dico lei, e lei dice me.
Alla fine telefoniamo a maman perchè non siamo in grado di aspettare i cinque minuti di tragitto che ci separano da casa.
Mia madre tra le risate dice che mia sorella ha una doppia personalità, e che io sono suonata.
Poi la grande rivelazione:”Voi non siete sorelle, siete due figlie uniche.”
Amen.

Comments (12)

Anonima Freaks- (Freak – addiction)

Ecco un breve elenco delle dipendendenze e delle debolezze che ho contratto nel corso degli anni, più o meno dall’infanzia, chissà che l’esternarle non mi aiuti a debellarne qualcuna:
- mi sono consumata lo stomaco a furia di bere coca cola, ancora prima che minacciassero di regalarti dei folletti;
- non posso vivere senza i Peanuts, i filosofi del nostro millennio;
- vado in crisi di astinenza se non ho sempre con me spazzolino e dentifricio;
- quasi impossibile togliermi i jeans e le scarpe da ginnastica, mai stata capace di sacrificare la comodità per l’eleganza;
- riesco a scrivere solo con la Bic, immagino che il signor Bic avrà salvato dal tracollo nervoso generazioni di mancini;
- se devo andare al lavoro senza il walkman e un libro rischio un attacco di panico;
- parimenti se in estate mi trovo sfornita di rimedi antizanzare;
- sono dipendente anche dal burrocacao e dalle lacrime artificiali(ebbene si, noi piccoli cuori di Grinch facciamo anche fatica a piangere!anzi, piangiamo solo per finta);
- lo zucchero filato, per gli interessati adesso si trova anche in barattolo;
- i tulipani e le margherite;
- sono sempre stata una fan della Barbie, compresi i suoi film, tra i quali Barbie Raperonzolo è il mio preferito(come vedete ognuno ha i suoi problemi);
- sono una anche una fan di Buffy – The Vampire Slayer;
- se un film mi piace lo guardo fino a che non lo imparo a memoria, l’ultima volta è toccato a Signs;
- ho solo biancheria intima disegnata, con fiori, righe, quadretti, streghe, cani, gatti etc etc, e posseggo solo calze a righe, non sono capace di comprare cose in tinta unita;
- i libri in genere,ma guai a non avere con me Il buio oltre la siepe, l’ho regalato o fatto leggere a tutte le mie amiche;
- tutti gli animali, ma questa è una dipendenza che mi piace;
- io detesto lo shopping, ma vengo letteralmente ipnotizzata dal DisneyStore, dove posso entrare solo con guinzaglio e museruola e cinghie di contenzione o, in alternativa, con un paio di robusti accompagnatori;
- adoro anche le borse;
- se la mattina alla tv becco un cartone animato rischio di far tardi al lavoro;
beh, mi sembra di aver messo tutto quello che potevo dire, se qualcuno ha il recapito dell’Anonima Freaks mi raccomando, me lo passi!

Comments (14)

Butterfly + Freak


Da quando ho aperto il blog mi capita una cosa strana, non mi riesce più di far tacere la ragazzina che sono stata, ma soprattutto quella che non sono stata e che sono anni che mi tormenta con le sue ragioni e i suoi dubbi.
La piccoletta salta di qua e di là come una pazza, mi tira i capelli, cosa che poi io faccio agli altri, mentre mastica apre la bocca mostrandomene il contenuto, cosa che ogni tanto, ahimè, anch’io alla mia venerabile età mi trovo a fare e mi fa dire le cose più assurde.
Se la ragazzina che sono stata, la piccola butterfly, era ed è ragionevole, silenziosa, sempre preoccupata di non infastidire, e distratta, quella che non sono stata, la freak, è una peste: è dispettosa, rumorosa, sguaiata e agitata e non mi da tregua con le sue domande e le sue osservazioni, è impertinente e mi fa sentire come se stessi camminando su un cornicione e io non posso guardare giù perchè soffro di vertigini.
Magari, se avessi il coraggio di guardare, scoprirei che si tratta di un salto di pochi metri e che potrei farcela…
Ad ogni modo, nonostante mi complichi la vita più di quanto non faccia io da adulta, non ho nessuna voglia di liberarmene.
E’ carino avere qualcuno che ti tiene sveglio quando stai per addormentarti durante il tran tran quotidiano, ed è carina anche l’espressione che assumono le persone che mi circondano quando pensano che sono strana.
Ed è divertente constatare come i freaks si attirino tra di loro.
Come direbbe un mio amico: è una questione di kharma letale!

Comments (1)