Dello scrivere…beh non esageriamo, dello scribacchiare, piuttosto.


Immagino che un desiderio comune a molti bloggher sia quello di scrivere in maniera professionale, saggi, romanzi, racconti quello che è, e di venire pubblicati.
Di sicuro è il mio sogno da sempre, in pratica da quando ho imparato a scrivere, alle elementari, sogno che però ora ha subito una specie di evoluzione, o involuzione, a seconda dei punti di vista.

La causa principale è che quando leggo i romanzi di autori che mi piacciono mi rendo conto di non essere all?altezza, ma le concause sono quelle più significative.
Ho scoperto di essere affascinata dalla serialità.
Così l?altro giorno, a pranzo con Luvi, ho capito che una cosa che mi piacerebbe davvero fare sarebbe inventarmi di sana pianta un serial televisivo.
Proprio così, uno stupido, assurdo, pidocchioso telefilm.

E? strano che me ne accorga solo ora, perché ci sono telefilm che fanno parte della mia vita..da una vita, appunto.
Per di più io li ho sempre guardati, come dire, come si guarda una radiografia, il tipo di storie, i personaggi etc etc, e ho sempre invidiato la fantasia dei vari creatori di serial, perciò di seguito ecco che vi beccate una lista dei miei telefilm e/o personaggi preferiti:

- Star Trek la Serie Classica: tuttora secondo me il miglior telefilm in circolazione, le puntate erano piccoli racconti e Kirk e Spock sono praticamente entrati nella storia, stracitati in moltissimi film e telefilm;

- Buffy The Vampire Slayer: l?input è semplicissimo, in ogni generazione nasce una Cacciatrice che ha la forza, fisica, di combattere i vampiri e le forze del male, da lì uno si può praticamente inventare qualunque cosa. Tra i personaggi migliori, Buffy a parte, il suo Osservatore, Giles, inglese compassato dal passato turbolento; Cordelia, la ragazza più popolare delle scuola e anche una vera stronza; Spike il vampiro prima nemico per la pelle poi amante; tra i nemici capitali, ce n?è uno per serie, il Sindaco Wilkins era strepitoso.

- Colombo: a parte l?idea geniale di rovesciare la stessa struttura del romanzo giallo, si sa da subito chi è il colpevole, il tenente è un personaggio straordinario;

- CSI Las Vegas: mi piace, ma senza Grissom perde più della meta del suo fascino. Grissom è un gran personaggio e anche un po? freak, (e questa tendenza a freakizzare i protagonisti è sempre più diffusa) e quando non c?è il telefilm ne risente;

- Dr. House: è fantastico perché è un ribaltone, quello che in altri telefilm in genere è l?antagonista qui è il protagonista. I personaggi di contorno secondo me non sono all?altezza, tranne forse la Cuddy.

- Star Trek Enterprise, tra le varie serie è forse l?unica, sempre a parer mio, che si avvicina allo spirito della classica,(dilemmi etici e morali sono all?ordine del giorno come anche nelle altre serie, ma qui l?alchimia tra i personaggi è più vicina a quella del cast della serie originale), personaggi che preferisco: il Capitano Archer, il dottor Phlox, medico alieno, e il primo ufficiale scientifico vulcaniano, come Spock, che però in questo caso è una donna, T?Pol tra l?altro personaggio riuscitissimo;

- Vita da Strega: anche qui idea semplice ma geniale, una strega con una famiglia ingombrante sposa un mortale rivelando la sua vera natura solo dopo il matrimonio.Le storie sono sempre vivaci e scanzonate.

- The Closer, è un poliziesco, il capo della squadra è una donna, anche lei un po? freak , e la squadra è composta da personaggi variegati, che si combinano bene.

- Ally Mac Beal: l?idea di uno studio di avvocati sui generis è bellissima, Ally forse è un po? troppo sopra le righe, ma John ?Biscottino? Cage, Richard Fish, e la ?cattiva? Ling sono tre personaggi che valgono da soli la visione, in fatti quando John e Ling se ne vanno la serie si spegne.

Ad ogni modo, da adesso mi impegno, e come faceva Dickens ai suoi tempi, tenterò di scrivere storie a puntate.
Cercherò di inventarmi i personaggi, il contesto, le trame.
Se non avrete più mie notizie probabilmente è perché, nello sforzo, mi si sarà screpolato il cranio!
Bye bye.

Ah, la foto qua sotto è del cast di “The Closer”.

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Un teorema dello zio Albert


Secondo Einstein: ?la teoria è quando si sa tutto ma non funziona niente; la pratica è quando funziona tutto ma non si sa il perché; in ogni caso si finisce con il coniugare la teoria con la pratica: non funziona niente e non si sa il perché!?
A dimostrare, se ce ne fosse ulteriore bisogno, che Einstein era una genio il fatto che questo teorema è facilmente applicabile anche alla vita di tutti giorni.
E? chiaro che ci sono delle eccezioni: ad esempio ci sono situazioni o anche giornate, in cui tutto funziona perfettamente ed è MEGLIO non chiedersene il motivo, onde evitare il rischio di rompere l?incantesimo..

In genere però capita che magari si sa come comportarsi ma per qualche misterioso motivo non è sufficiente, e non si riesce ad afferrare bene dove si è sbagliato nell?applicare la formula; oppure ci si ritrova capaci di sistemare dei contrasti o riparare degli oggetti, così, come per magia.

Insomma, per me ha funzionato in questo modo per un lungo periodo di tempo, specie la prima parte:
?la teoria è quando si sa tutto ma non funziona niente?, di solito la teoria l?ha insegnata qualcun altro, le regole, la buona educazione, come bisogna o come non bisogna vestirsi, cosa è giusto e cosa no, le cose che bisogna sapere e quelle trascurabili, ed è inevitabile che chiunque sia deputato a elargire un po? della propria conoscenza può somministrarla solo combinata con una buona dose delle sue idee o peggio, della sua filosofia.
Io ci ho messo degli anni per verificare questa cavolo di formula, come mai non funzionava, e a furia di sbattere la testa contro il muro, alla fine ho capito che dovevo smontare tutto l?apparato.
Dismettere tutto, regole, buona educazione etc etc, tutto quello che mi avevano inculcato in testa da piccola, e sì che era difficile catturare la mia attenzione, si vede che in ogni caso una parte di me aveva la vocazione della spugna.
Mi sono presa una bussola con l?iniziale del mio nome al posto del nord e ho cominciato a seguirla.
Una delle prime tappe è stato il mio analista, con lui abbiamo smontato tutto pezzo per pezzo e dopo aver giocato un po? con le componenti me le ha rilanciate, si proprio come Goldrake, o Jeeg, non mi ricordò più quale!

Quindi, sempre bussola alla mano è iniziata la fase b:?la pratica è quando funziona tutto (o quasi, nel mio caso), ma non si sa il perché?.
Già, ed è meglio non scoprirlo, perché è probabile che si tratti di un mix di istinto e intuito che funziona alla perfezione ma non è spiegabile razionalmente, a meno di non volerlo rovinare o banalizzare, e soprattutto non è il prodotto di una teoria, il succo è ?fa di testa tua? e nessuno, nemmeno il proprietario della testa, può sapere con esattezza come si articola la cosa deve solo fare affidamento su se stesso.

La terza parte dell?enunciato:? in ogni caso si finisce con il coniugare la teoria con la pratica: non funziona niente e non si sa il perché? in realtà è un monito, come si può dedurre dalle persone che ragionano con il proprio cervello, (si riconoscono facilmente perché pur essendo fuori dal gregge non sembrano appena sbarcate da Marte), nella vita non esiste una teoria, e quando esiste non è applicabile perché non siamo tutti uguali, come cercano di farci credere, o diventare.

In sostanza alla fine forse l?ho imparato, ho abbandonato la teoria, e continuo a fare pratica, non funziona sempre tutto ma fa parte del pacco regalo.
E soprattutto, continuo a tenere la bussola in tasca!

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