Gente da cornicione


Oggi pomeriggio, mentre Butter e Marla cercavano litigiosamente di estrarre una giraffa dal barattolo dei colori, sono uscita e mi sono seduta sul cornicione.
E? una cosa che mi piace fare di quando in quando, specie se sono troppo prese per badare a me, se no mi stanno addosso mi subissano di raccomandazioni:?Attenta, non ti sporgere, stai seduta immobile, non fare movimenti bruschi etc etc? insistono al punto da farmi venire un capogiro, così alla fine rinuncio.
Marla è convinta che io nuoccia al loro equilibrio mentale, e odia che io mi vesta sempre di bianco.
Comunque sono uscita, mi sono seduta sul cornicione e mi sono stiracchiata.
Seduti sopra un cornicione si possono vedere un sacco di cose: per esempio sei vis a vis con i pompieri, che sono entrati in azione per via di un impianto guasto nel palazzo di fronte.
Loro però non potevano vedere me.
Ho assistito ad una disputa tra piccioni e colombi per il possesso del territorio, e osservato la gente occupata a pettinarsi, farsi la barba, depilarsi, fare le smorfie allo specchio.
Stranamente tutte le finestre dei bagni erano aperte.
?Cosa fa quassù, miss?? mi chiede una voce mentre sto osservando un tale che si strappa i peli dalle orecchie. Mi giro e vedo un vecchio in salopette grigia, con spazzolone e secchio d?acqua in mano.?
? E lei?? chiedo di rimando.
?Addetto alle pulizia dei cornicioni, miss. Facciamo i turni.?
?Se le do fastidio, mi sposto subito.?
?Non è necessario, miss, fa piacere un po? di compagnia ogni tanto. E? difficile trovare qualcuno con cui fare due chiacchiere di questi tempi. La maggior parte di quelli che si siedono lì poi tentano il salto. Lei non mi ha l?aria di voler..? completa la frase con un gesto della mano che significa ?buttarsidisotto? così, tutto attaccato.
?Oh no, sto solo prendendo un po? d?aria.?
?Quella che abita qui, lei la conosce??
?Butter? Si.?
?Le darebbe un messaggio da parte mia??
?Sicuro.?
?Le dica di levare la cipolla dal davanzale della finestra, ogni volta che io o i miei colleghi passiamo lì davanti rischiamo di cascare di sotto a forza di starnutire.?
?Glielo dirò.?
?Lei è straniera, vero??
?Perché me lo chiede.?
?Ha un?aria come di fuori. Allora, lo è??
?In un certo senso, sono l?occhio alieno.?
?Di quella che abita qui??
?Si.?
?Ah, caspita, non ne avevo mai conosciuto uno prima. Deve essere un lavoraccio.?
?Senza orari. E devo anche convivere con il suo lato oscuro. Ma in fondo non è poi così complicato, la titolare del corpo è gia sempre un po? spiazzata di suo, è un terreno fertile.?
?Sono sempre stato convinto che se fossimo tutti un po? stranieri, se ci sforzassimo di esserlo, forse le cose sarebbero più chiare. Non crede??
?Veramente?non lo so.?
?E se uno nutrisse un po? di fede nella propria follia, non sarebbe in grado di fare cose meravigliose?? dice un?altra voce.
Io e il vecchio ci giriamo alla mia sinistra, dove ha preso posto un tale con indosso un impermeabile azzurro e lunghi capelli castani raccolti in due grosse trecce.
?Il suo potrebbe essere un pensiero fuorviante, e pericoloso.? Dice il vecchio.
?Più pericoloso dello stare su un cornicione con un secchio pieno di acqua saponata??
Mi volto verso il vecchio, curiosa di sentire la sua risposta, ma invece ecco le voci di Butter e Marla.
?Quella è uscita di nuovo.? Sta gridando Marla:?Ma dico, lo sa che soffriamo di vertigini??
?Beh, tu lo sai no?? risponde Butter.
?Si, ma quella è tutta svirgolata.?
Allora mi alzo e dico ai miei interlocutori:?Mi sa che devo rientrare.?
?La prossima volta ci prendiamo un bel caffè.? Dice il tizio con le trecce.
?E io porto un disco di Jimmy Durante.? Aggiunge il vecchio:?Magari possiamo fare due salti. Ehm, non di sotto.?
?Okay. Arrivederci, è stato un piacere.?
?Arrivederci, miss. E si riguardi.?
?Esistono ottimi tappi per le orecchie in commercio.? Dice l?altro alludendo a Marla.
E mi pare proprio una buona idea. La terrò presente.

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E’ l’anno del maiale? Corro a nascondermi.


?Don?t tell me the sky is out of order, now!?
Odona al capitano Kirk ne ?Il marchio di Gideon?

Come ci ha annunciato il telegiornale, oggi in Cina è iniziato ufficialmente l?anno del maiale, o cinghiale, che dir si voglia.
Bene, io mi crogiolavo nella beata ignoranza di queste cose fino a qualche mese fa, quando un vegliardo carico di ori si siede accanto a me in metropolitana, mi chiede la data di nascita e mi sciorina il mio oroscopo cinese, che funziona per annate: dunque io sono un cinghiale, o maiale, di metallo, e vado d?accordo con cani, tigri e capre.
Secondo lui la grande passione scatterà con una capra, meglio se del sessantasette.

Senza contare che, a fine dicembre e inizi gennaio, c?è stato il consueto bombardamento televisivo, tutti gli astrologi si sono radunati per annunciare i segni fortunati del 2007, tra i quali figura l?ariete.

Ebbene io sono ariete e maiale nello stesso tempo, e avendo una certa dimestichezza con il mio karma, che è una specie di bastian contrario, ho cominciato a preoccuparmi.
Se questo è l?anno buono per entrambi i segni significa che io dovrò girare stando attenta ai quattro elementi, nella speranza che non mi caschino addosso meteore, (ne è prevista una per il 2036 ma manca ancora un po? di tempo), che su casa mia non piovano rane, che la cipolla che ho piantato non diventi carnivora o che Mr Pannolino non dimentichi di essere un discendente del lupo e si metta a miagolare.

Perché ho scritto tutto questo?
Per lanciare un appello ai miei vicini di blog: se all?improvviso scompaio dalla circolazione, vi prego, cercate sui giornali le notizie più strampalate così sapete dove trovarmi e venitemi a cercare!
Perfavoreperfavoreperfavore!

Dopotutto nessun freak è un?isola.

Grazie.

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Un po’ di fiori e una cipolla. Sottotitolo: Salvate il soldato Ryan!


Credo sinceramente che S.Valentino, il santo non la festa, abbia una propria lista di persone antipatiche, nella quale io rientro, a occhio e croce devo essere anche nella top ten, e a cui si diverte tirare degli scherzi.
Non mi riesce di avere una vita sentimentale.
Sul serio, devo essere sotto una specie di incantesimo buffo, (buffo per lui, di sicuro non per me), perché se mi innamoro non sono corrisposta e se qualcuno si prende una cotta per me sono io a non poter ricambiare.
Insomma il giorno in cui m?innamorerò e il sentimento sarà reciproco è chiaro che rimarrò secca a causa dello shock e non mi potrò godere la relazione.

Qualche giorno fa ho comprato dei tulipani al supermercato, ho attaccato le istruzioni su come allevarli sul frigo, per fortuna erano semplici: innaffiarli, tenerli alla luce etc, e le ho seguite alla lettera. In poco tempo sono cresciuti e sbocciati.

Una sera, un mese esatto dopo Natale, uscendo dal negozio con la mia capa veniamo quasi assalite da uno dei ragazzini che ci aiutano a dicembre, apparentemente sbucato dal nulla, trasaliamo entrambe e io ancora di più quando mi chiede se può parlarmi in privato.
La mia capa se ne va e noi rimaniamo lì da soli, lui tutto agitato ed io perplessa, in queste faccende sono sempre stata un po? retard.
Dopo qualche giro di parole comincio ad intuire di cosa si tratta, quindi arriva la dichiarazione:?Butter, so che sarà uno shock per te, ma devi sapere che questa cosa ce l?ho sul groppo da un bel po?: tu mi piaci, e non poco.?
Io lo guardo trasecolata, dire che sono caduta dal pero è un eufemismo, diciamo che sono precipitata da un baobab.
Ma come? Come ha fatto a prendersi una cotta, quando per tutto il periodo natalizio io lascio libero il mio lato oscuro, Marla, che si diverte a giocare a Draco Malfoy, per tenere insieme la ciurma.
Come è stato possibile?
?Io ho quasi trentasei anni.? Dico.
?Lo so.?
?Ho appena avuto una ricaduta con un uomo di quarantacinque.?
Lui alza le spalle, allora io ripeto:?Trentasei.?
?So fare le sottrazioni, sono quattordici anni di differenza.?
In realtà per me l?età non è affatto un problema, non ho tutti questi scrupoli, il problema era che mancava qualsiasi tipo di attrazione fisica, per me invece fondamentale.
?Mettiti nei miei panni.? Comincio.?Questa è una cosa a cui non ho mai pensato.?
?Lo so, ma pensacipensacipensaci.?
Sul momento non mi riesce di troncare di netto, ma dov?è Marla quando serve?, e prometto di pensarci.

Un pomeriggio, mentre i tulipani sono in fiore, mi metto a cercare le patate sotto il lavabo della cucina, mia mamma ci tiene che almeno il sotto del mio lavabo corrisponda al suo visto che tutto il resto non è andato secondo le sue idee, e nella penombra una cipolla mi prende una mano, facendomi rischiare un infarto.
La tiro fuori e mi accorgo dell?enorme gambo che le è spuntato.
Si vede che non ce la faceva più in mezzo a quegli ortaggi dimenticati ed è esplosa.

Due giorni dopo richiamo il soldato Ryan, come l?ha soprannominato mia sorella dopo che le ho raccontato la storia, che nel suo ufficio è nota come ?Salvate il soldato Ryan?.
Ci vediamo e gli spiego che mi è molto simpatico, che ammiro il coraggio che ha avuto, ahimè non è da tutti gli uomini, e che se mi fosse scattata la scintilla lui se ne sarebbe accorto subito perché non mi faccio tanti problemi, ma che purtroppo non è stato così.
Ad ogni modo per precauzione aggiungo che sono innamorata di un altro.
Il soldato Ryan ascolta e sembra capire, poi ci tiene a precisare diverse volte che il suo è un sentimento sincero, per spazzare via ogni mio eventuale dubbio riguardo al fatto che volesse solo provare a stare con una donna più grande.
Nessun problema, non ci ho neanche pensato.
Credevo di avere risolto.

Ad una cena a casa mia uso la cipolla con gambo come centro tavola, i tulipani sono sfioriti.
Tutti lo trovano esilarante.
Il giorno dopo la pianto in un vaso con un po? di terra, ho deciso di tirarla su, e vedere fin dove vuole arrivare.

Stamane ricevo un enorme mazzo di fiori, gigli e rose bianche, con un biglietto scritto fitto fitto.
Avrei desiderato fossero del Procacciatore di Guai, lo so lo so ognuno è stupido a modo suo, invece sono del soldato Ryan, che dopo aver ribadito durante una telefonata che intende insistere è passato all?azione.
Ora mi tocca lasciarlo a Marla, ( adesso si, salvate il soldato Ryan), mi dispiace perché so benissimo cosa si prova ad essere nella sua situazione, ma so anche che se mi avessero tolto subito tutte le illusioni me la sarei sbrigata meglio.

I fiori sono bellissimi e devono essergli costati un patrimonio.
Però quei gigli?sono davvero puzzolentissimi.

Si vede che io sono più il tipo della cipolla.

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E se fossero i cavalli a sussurrare? Anzi, a mugugnare?


Ieri pomeriggio ho dipinto un cavallo.
Ho preso la foto da un catalogo di puzzles, l?ho sistemata vicino al cartone che uso al posto della tela, non passerò alle tele fino a che la tela stessa non si butterà sulla mia strada implorando di venire usata, e ho cominciato ritraendo grosso modo la sagoma del cavallo col carboncino.
I guai sono cominciati quando ho messo mano ai colori.
Stavo lavorando sul muso, per la precisione su un occhio, quando sento sbuffare.
La cosa non mi turba più di tanto, non è la prima volta in vita mia che sento delle voci o dei rumori che non ci sono, e non sarà di sicuro l?ultima.
Così continuo per un po?, ma dopo qualche minuto di nuovo lo sbuffo.
So gia da dove viene:?Che c?è?!? chiedo esasperata:?Ho appena cominciato.?
?Ho la criniera sull?altro occhio.? Mi comunica il mio interlocutore, un tantino seccato.
?Lo so.?
?Quindi la toglierai? Lo sai quanto costa un oculista? E poi io non sono mica Veronica Lake. Ti sembro forse un? attrice degli anni 40??
?No, non mi sembri un? attrice degli anni 40, ma è la foto che è così.?
?E non potevi prendere una foto dove a un povero cristo di cavallo si vedessero tutti e due gli occhi?? insiste lui.
?Mi piaceva questa.?
?E cos?ha di tanto speciale questa, a parte mostrare un cavallo guercio?? il tono del mio amico sta diventando polemico.
?Beh, guardandola ho pensato che mi sarebbe piaciuto entrarci dentro.?
?Se pensavi di potermi montare in sella puoi scordartelo fin d?ora. Posso vederla??
Questa volta sono io a sbuffare, ma glie la metto di fronte.
?Così a occhio e croce, nota bene che ho detto occhio al singolare, non è che ci somigliamo poi tanto.?
?E? solo il secondo dipinto che faccio.?
?Chi è stato il primo sfortunato??
?Mr Pannolino.?
?Ah, quel cane rognoso? Gli sta bene.?
?Ora posso continuare??
?Dipende, come pensi di fare tutto quello sfondo, e i riflessi del sole??
Non si è ancora accorto di avere la coda gialla:?Per esempio consumando chili di bianco. E di verde.?
?Ma sai quello che fai? Hai mai preso lezioni di pittura??
?No, sto improvvisando.?
?VUOI DIRE CHE SONO NELLE MANI DI UNA DILETTANTE?? il tono adesso è decisamente isterico.
?Si, e se continui a distrarmi le cose non potranno fare altro che peggiorare.
Emette una specie di singhiozzo, poi sembra riprendersi:?Almeno hai scelto una foto dove c?è il sole, non avrei sopportato la pioggia in eterno.?
?Comunque c?è l?effetto serra.?
?Lo dici a me? Sono inchiodato su un pezzo di cartone.?
?Vero, però è un bel pezzo di cartone.Ora se non mi fai finire l?occhio nemmeno un oculista potrà aiutarti.?
Qualche secondo di benedetto silenzio, quindi:? Ci sono dei papaveri nella foto, hai intenzione di metterli??
?Nei limiti delle mie possibilità.?
Limiti piuttosto ampi, lui deve intuirlo perché grugnisce.
?Ora se ti stai zitto posso andare avanti.?
?Va bene, ma voglio dirti il mio nome, così ogni volta che ti avvicini con il pennello non mi vedrai come un cavallo guercio qualunque e mi tratterai con il dovuto rispetto.?
?Lo stavo già facendo, in ogni caso, dimmi, come ti chiami??
?Sigmund.?
E che ti pareva?!

Così mi sono chiesta, se ho dovuto sopportare questa tiritera io, che ho messo al mondo solo un cavallo naif, cosa cavolo avrà passato Michelangelo con ?La Creazione di Adamo.??

E poi, perché nella Bibbia, quando Dio ha creato Adamo, non l?ha creato infante invece che già adulto?
Quanti innumerevoli guai ci saremmo risparmiati?

Post Scriptum per Cippola: non mi riesce di entrare nel tuo blog.
E a Baol: BENTORNATO!

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Una pura formalità, signore?


Sissignore, ammetto di aver rubato quei cucchiaini.
Erano due, e li ho prelevati a distanza di un paio di mesi l?uno dall?altro.
Semplici cucchiaini qualunque, mica roba d?argenteria però, in fondo i bar ne hanno tanti e i miei cucchiaini sono troppi piccoli per le tazze da caffellatte, ci affondano sempre dentro, e così mi trovo a mescolare lo zucchero con le dita.
Penso che non si siano nemmeno accorti della loro assenza.

Sissignore, io e mia sorella abbiamo letteralmente buttato via una domenica pomeriggio in cantina a cercare le nostre vecchie barbie, con i loro vestiti e gli arredi della casa che non avevamo.
Devo dire che le nostre barbie sono ancora in gran forma.
Anche la sirenetta.
Sissignore, so che suona nostalgico ma ogni tanto la cantina emette il suo speciale richiamo ed è difficile resistere.
Ammetto che siamo piuttosto sensibili a certi richiami.

Ammetto di essere stata io ad impiastricciare di coca cola il frigo del negozio.
Prometto che non lo farò più.

Sissignore, ammetto di tollerare a malapena quelli che si vantano della loro auto, ma non posso prometterle niente in questo caso.

Sissignore, ammetto di diffidare di quelli che non amano gli animali e anche di quelli cui sono indifferenti.

Sissignore, ammetto di non stravedere per i clienti del negozio in generale, che amino gli animali o no, e già che ci siamo nemmeno i bambini mi fanno proprio sballare, anche se a quanto pare io gli piaccio.
Nossignore, credo che il mio orologio biologico non sia mai stato caricato, forse non gli ho cambiato la pila.
Può anche darsi che l?abbia perso.

Nossignore, non ho mai fatto la patente.
Odio le auto e in genere mi fanno paura., la gente in auto diventa un po? matta, e io ho già i miei problemi così.

Nossignore, sono anni che non vado da nessun tipo di medico, credo che morirò alla vecchia maniera, senza lasciare album di controlli dietro di me.
Sissignore, so che è stupido, ma ognuno è stupido a modo suo.

Nossignore, non so niente dell?amore, e non ho mai imparato a vivere.

Sissignore, sto leggendo un libro della Montalcini e ne capisco la metà, ma sono una testadura e continuerò, voglio capire come pensa un cervello come il suo.

Sissignore, ammetto di sperare di incontrare un uomo interessante.
Va bene anche se viene dal futuro, o da un altro pianeta.
O anche solo se lo crede, così, per movimentarsi la vita!

Sissignore, mi diverte credere che i cerchi nel grano li abbiano fatti davvero gli alieni, che male c?è?
Beh, in effetti è colpa mia se dopo aver visto ?Signs? il mio collega si è presentato una mattina con un imbuto di stagnola in testa.
Ho già ammesso in altra sede di essere altamente infettiva.

Sissignore , a fine marzo farò 36 anni.
Nossignore non ho mai capito da che parte girarmi, ho un pessimo senso dell?orientamento, e come le dicevo prima, non ho mai imparato a vivere.
Sa, spesso devono spiegarmi le cose due o tre volte, e lentamente, per essere sicuri che io intenda.

Abbiamo finito?
Bene, perché ho registrato ?Babe? così posso mandare avanti le parti che mi fanno paura.
Sissignore so che è la storia di un maiale, lei non l?ha mai visto?
Dovrebbe, allora.

Posso andare? Grazie.
Ah, prima posso farle una domanda, signore?
Si possono perdere tutte le battaglie e vincere la guerra?
Non è una questione di sua competenza?
Allora fa niente.
Arrivederci, signore.

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Apocalisse? data e ora, prego.


Un giorno verrà la fine del mondo e ci troverà tutti in un centro commerciale.
O meglio, una buona parte di noi sarà impegnata a fare shopping, un?altra incollata davanti alla tivù, una terza, probabilmente petrolieri e multinazionali, impegnata a lanciare allarmi anticatastrofismi, e una minoranza intenta a combattere contro i mulini a vento.
Il resto della specie, e non solo la nostra, starà continuando a morire lentamente o a scomparire con ostinazione, come fa già da tempo.
E’ difficile perdere le vecchie abitudini.

Mi immagino lo scenario apocalittico che tutti si affannano a descrivere da quando si sono resi conto che l?emergenza clima è reale: inondazioni, desertificazione, glaciazione, surriscaldamento etc etc, e tra le variabili c?è una sola costante: i nostri utilissimi e preziosissimi politici, a prescindere da schieramenti e anche nazioni ormai, ben saldi al loro posto, a dirigere il disastro.

Mi pare evidente che se continuiamo così la pace nel mondo sarà ben presto cosa fatta: inutile combattere per luoghi che non esistono più o in cui è impossibile vivere, per risorse quasi del tutto sperperate; va da sé che si risolveranno da soli anche la fame e la povertà nel mondo, e la antica diatriba socialismo versus capitalismo servirà solo a dare una patina di frivolezza ad altro genere di conversazioni, che temo non riguarderanno più la moda o i palinsesti televisivi.
Pure le religioni dovranno venirne a capo, trovare una spiegazione mistica, al limite filosofica agli eventi o rassegnarsi, e cercarsi un posto tra la mitologia greca e quella romana prima di venire dimenticate.
Interi gruppi di ideologie, dottrine, teorie saranno costrette ad andare in pensione, compresa quella che ha assillato l?umanità fin dalle sue origini, quella che a parer mio è stata la più nefanda e perniciosa: l?idea di razza superiore.
Da lì si possono declinare quasi tutti i disastri, storici e ambientali, riconducibili all?umanità, dico quasi perché il resto è imputabile agli effetti collaterali di questa sbornia di supremazia assoluta: l?arroganza e l?avidità.

In realtà l?homo sapiens è un animale, e come gli altri animali è fatto di carne e sangue.
E? dotato di intelligenza, intraprendenza, a volte di genialità, ma manca in maniera preoccupante di umiltà, tanto che si è resa necessaria la creazione di grandi religioni allo scopo di inculcargliene un po? in testa, (a posteriori il fatto che gli dei pagani rappresentassero le forze della natura e tentassero di disciplinare gli uomini mi sembra opera di straordinaria lungimiranza da parte della nostra psiche), che miopia non prevedere che sarebbero entrate in conflitto tra loro.

Ora, premesso che io credo nell?esistenza di un Ente Supremo, anzi, diciamo Ente Creativo che mi suona meglio, perché per me è impossibile credere nella casualità, e che si dovrebbe amare tutta l?umanità e via dicendo, ma come cantava Mina: parole parole parole?, e che spero che questo Ente, chiunque sia, ci impedisca di distruggere tutto, ma sono i benvenuti anche gli extra terrestri, mi sento di esprimere la mia incondizionata solidarietà a tutti quelli che fanno solo le spese dell?irresponsabilità della razza superiore senza avere alcuna voce in capitolo.
Anzi senza avere proprio voce: gli animali, le piante, e qualche sparuto gruppo di indios casualmente, che triste parola, vero?, sopravissuti alle tempeste ormonali di arroganza e avidità e al contagio di superiorità.

So di essere cinica, ma per il resto temo che siamo tutti, chi più chi meno, complici, o consenzienti.

RESET

E pensare che prima che saltasse fuori Marla, volevo parlare dei cerchi nel grano.
Ho ancora tutte le orecchie rosse tanto me le ha ritorte!
Butter.

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Il mio nome è Nessuno


?Quella ragazza fa sempre scena vuota!?
Maisie Springfield a proposito di Elsie/Marilyn ne ?Il principe e la ballerina?

E parafrasando Eleanor Roosevelt :? Nessuno può farti sentire invisibile, senza il tuo consenso.?

Per la verità, spessissimo nella mia vita ho cercato di rendermi invisibile, o se non altro di mimetizzarmi, e come sempre capita in questi casi, non c?è miglior modo per venire notati, ed essere scelti; ho un lungo curriculum di questo tipo: protagonista della recita natalizia alle elementari( dove ovviamente ho scordato più di metà delle mie battute, ero una Vergine Maria dimentica di aver avuto un Figlio, e che Figlio!);
- interlocutrice ideale di chiunque si aggiri per le strade, ma soprattutto sui mezzi pubblici, come ho già riportato in altri post, in cerca di qualcuno con cui scambiare due parole, o anche solo qualcuno verso cui lanciare un saluto, giusto ieri, mentre scendevo le scale della metropolitana un tale si gira verso di me e mi dice:?Ciao nocciolina? quindi sparisce tra la folla.
- interlocutrice ideale di freaks in generale, anche questo documentato;
- oggetto del desiderio di uomini delle caverne, idem come sopra;
- amica. E? chiaro che non mi lamento di essere scelta come amica, anzi ringrazio sentitamente, è solo che alle volte mi rimangono un po? oscuri i passaggi. Sono diventata amica di due colleghe di mia sorella, due ragazze squisite per di più, che avevo visto pochissime volte. Adesso vengo invitata ad ogni evento e se nicchio, io poi nicchio sempre per pigrizia e perché non sono per niente nottambula, loro cominciano a lavorare ai fianchi mia sorella la quale a sua volta agisce su di me fino a farmi cedere, sfinita.

Insomma se mi parlano, se mi notano significa che esisto, no?
Se mi guardo allo specchio e vedo un?immagine riflessa, e se quando mi tocco la faccia anche l?immagine ripete il gesto, significa che esisto, no?

Mi sono messa in discussione tante volte, su tanti punti, ho anche fatto sei o sette anni di analisi, non mi ricordo più, ma mai ho dubitato di esistere.
Fino a questi ultimi giorni.

C?è una puntata di ?Buffy l?ammazzavampiri?, lo so lo so ognuno ha i suoi problemi, che mi ha sempre colpito molto e che spiega con curiosa chiarezza la mia sensazione..
La serie all?inizio è ambientata in un liceo, che come tutti i licei americani, vampiri a parte, ha le solite caratteristiche, bulli, cheer leaders, ragazze/i più o meno popolari, campioncini di football; i nerds etc etc, ed essendo una serie sul paranormale, come spesso succede anche per la fantascienza, tratta diversi argomenti in chiave metaforica.
Nella suddetta puntata, una ragazzina, a furia di essere ignorata dai compagni, e persino dagli insegnanti comincia gradualmente a diventare invisibile sino a scomparire del tutto, al che può muoversi indisturbata tra gli altri compiendo la sua vendetta.

Io ho spesso fantasticato su tutte le cose divertenti che si possono fare da invisibile, potrei fare un elenco infinito, ma in questo momento mi sembra inutile.
Essere invisibili è una cosa terribile.

Non sono impazzita, e sono certa di non essere diventata invisibile, ma mai in vita mia qualcuno si è comportato con me come se non esistessi.
Ho già accennato un paio di post addietro di essere caduta nell?infausta tentazione di riesumare il cadavere di una relazione, anzi, è stata Marla, lei si era presa la cotta per il Procacciatore di Guai, ma sono io a pagarne le conseguenze. Con Marla succede sempre così.
Conoscendo i miei limiti l?ho rispedita in piccionaia, Marla, e ho troncato la storia, già con il cuore in pace, è una storia senza futuro, lo so da sempre.
Ma nonostante questo io e lui eravamo legati da qualcosa che non si era mai estinto del tutto, una specie di amicizia o di intimità, un qualsivoglia tipo di legame ormai di quasi sette o otto anni che non chiedeva altro che la decenza di un briciolo di onestà e rispetto, o almeno per me era così.

Gli chiedo di lasciarmi riacquistare il distacco necessario, affinchè si possa ritornare, un giorno, a essere un po? amici.
Prima acconsente, poi cambia idea.
Non sopporta il distacco, ma stavolta sono io che non cambio idea.
Quindi tenta di imbrogliarmi con una telefonata.
Non ci casco, ma Marla è tutta un livido, un impiastro di lana e sangue, i suoi sentimenti sono stati nello stesso tempo ignorati e mortificati senza il minimo riguardo.
Ed ora, sia io che Marla siamo diventate invisibili.

Spero che questo mio sfogo non venga scambiato per il piagnisteo di una donna innamorata.
La delusione posso fronteggiarla, sapevo che era un sentimento univoco, anche questo documentato, ci sono già passata e so che non morirò.

Ma sono molto offesa e ferita per un trattamento che io mi sono sempre guardata bene di usare,
quando bastava un pizzico di sincerità per salvare un futuro rapporto di amicizia, e per avvalorare quello che c?era di affetto reciproco.

Bene il risultato per me è molto sgradevole, perché se prima volevo solo piangere un po? sul latte versato, per colpa di Marla tra l?altro, adesso invece sono carica di veleno.
Mi trasuda dai pori.
Ma non farò niente, non muoverò un dito.
Mi butterò tutto dietro le spalle inesistenti.
Però mi riservo di fare una cosa: come insegnava quel vecchio detto cinese, starò solo seduta sulla riva del fiume.
E se esiste un qualunque tipo di giustizia karmica, cosmica o fognaria, prima o poi il cadavere passerà.

Portate pazienza, il veleno in circolo è così tanto, anche se non esisto, che per non intossicarmi qualcuno dovevo pur metterne a parte.

Lunga vita e prosperità!

Riferimenti: A love disease

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Movimento di liberazione stendibiancheria?


Sospetto che insieme al movimento di liberazione dei nani da giardino, e a quello più recente dei babbi natale, ne esista anche uno degli stendibiancheria.
Questo perché ieri sera, tornando da casa dei miei, ne ho incontrato uno fermo sul marciapiede.
Aveva un?aria integra e in salute, perciò ho supposto che non l?avessero buttato via ma che fosse in fuga, e che magari stesse aspettando qualcuno che lo aiutasse ad espatriare.
Al mio passaggio arretra un po? e io lo supero senza guardarlo troppo per non metterlo in ansia, quando noto che ha un aria familiare, allora faccio dietrofront e mi avvicino, voglio solo dargli un?occhiata, ma lui seguita a rinculare così mi accontento di scrutarlo da dove sono.
Non vorrei mai che fosse il mio proprio stendibiancheria datosi alla macchia, è una possibilità che non posso escludere perché il nostro rapporto non è un granchè, dato che il mio tentativo di aprirlo si traduce sempre in un corpo a corpo che rischia di terminare in un groviglio di carne, mia, e fili metallici, suoi.
Inoltre i suoi fili funzionano come perfette antenne, perché ogni volta che mi necessitano i suoi servigi lui è sparito, ed è anche un tipo ingegnoso visto il numero di nascondigli che è riuscito a scovare in una casa che non offre certo grandi spazi.
Ad ogni modo alcuni dettagli non combaciano, lo stendibiancheria non è il mio perciò riprendo la mia strada verso casa.

Ho avuto i miei problemi anche con l?asse da stiro, che però sono stati di più facile risoluzione.
La prima volta che ho stirato a momenti l?asse mi arrivava alle spalle e dovevo stare attenta a non scottarmi la faccia, la seconda volta non era andato oltre le ginocchia, e dopo aver stirato per una buona mezzora genuflessa, arrovellandomi sulla cosa, (la mia memoria è così inaffidabile che la sensazione che la volta prima fosse più alto mi ha sfiorata suscitando legittimi dubbi senza però fermarsi), mi viene finalmente la grande idea di guardare sotto e scopro che l?altezza è regolabile.
Da allora andiamo d?amore e d?accordo.

Il frigo è un po? asmatico oltre ad essere allergico al latte, per due volte l?ha espulso dai suoi scaffali; la lavatrice è bipolare, a volte crede di essere una dama di corte e bisogna rivolgersi a lei con una certa deferenza per ottenerne collaborazione, altre volte invece crede di essere una lavatrice industriale e diventa insaziabile.

I fornelli hanno rovinato per sempre la stima dei fagiolini surgelati nei miei confronti, ma perché perchè PERCHE? metà si scongela e l?altra metà si carbonizza NELLA STESSA PADELLA?

Ma non mi lamento, in special modo per il fatto che da agosto, cioè da quando mi sono trasferita nella freak caverna in pianta stabile, non mi è ancora capitato un incidente mortale. (Se non consideriamo il giorno in cui mi sono pugnalata una mano per colpa di una noce di cocco)
Dato significativo per una che non ha mai saputo fare niente e ancora più rilevante se si tiene conto che ha fatto perdere diverse scommesse.

Forse riuscirò a sopravvivere per tutto il 2007!

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Che fine ha fatto Eliza Doolitle? E i fratelli Pontepee? E Babe?


E? così ecco l?anno nuovo. Un?altra volta, come direbbe Forrest Gump.
In questi ultimi tempi sono stata un po? assente, e non è sempre stata colpa del lavoro.
La verità è che sebbene io adori scrivere, da sempre tento di limitare il numero di scempiaggini che potrei riuscire ad immettere nel web, ne dico già tante a voce che non mi sembra il caso di BISsare per forza.
Per di più spesso e volentieri non avevo nemmeno voglia di accendere il computer.
Così ho passato un sacco di tempo a leggere, a vedere film e telefilm, ad arrovellarmi sulla mia presunta storia d?amore, (di recente, come nei film sentimentali di bassa lega, mi è capitato persino di ?dettare delle condizioni? che di sicuro non avranno buon esito ahimè), a girellare per casa facendo e disfacendo le pulizie.

Così nel tentativo di sfuggire alle pessime notizie propinate dai telegiornali in qualsiasi giorno, a qualunque ora, mi sono accorta che non esiste più un palinsesto natalizio.
Quando io ero piccola, ai miei tempi cioè?, nel periodo delle feste impazzavano i musical.
Pellicole come ?Sette spose per sette fratelli?, ?My fair Lady? erano imprescindibili dalla vigilia di Natale.
Io e mia sorella ci siamo cresciute.
Insieme alle più svariate versioni de ?Il Canto di Natale? di Dickens, dal cartoon Disney, io non dimenticherò mai il piccolo topolino Tiny Tim, al musical, alla versione di Bill Murray:?Scrooged?.
I bambini di oggi non ne hanno mai sentito parlare, eppure, a parte ?Lo schiaccianoci? quella è forse il racconto di Natale per eccellenza.
Adesso bene che vada fanno ?Il Grinch?, che a me è piaciuto parecchio, ma due settimane prima.
Nemmeno di Babe si è visto il grugno!
Sotto Natale hanno fatto ?Terminator?e ?Indipendence Day?, certo, in qualche punto della settimana hanno dato ?Mary Poppins?, ma ieri pomeriggio, alle soglie dell?anno nuovo, hanno trasmesso i primi due Fantozzi.
Fantozzi mi ha sempre fatto ridere, è una maschera geniale ed azzeccata, e sono pure una fan di Terminator, chi non lo vorrebbe come amico?, ma da quando questi sono film natalizi?
Faccio un po? di zapping, capito su La7 e trovo quello che ci voleva per catturare davvero la mia attenzione in questo periodo: una specie di film documentario sul musical americano, a raccontarne la storia ci sono niente meno che Frank Sinatra, Gene Kelly, Bing Crosby, Fred Astaire , Liza Mannelli, in mancanza della madre Judy Garland, Liz Taylor e via dicendo.
Raccontano dell?avvento del musical con l?arrivo del sonoro, e del suo prosperare specie nei momenti difficili, come le guerre o le depressioni economiche.
Dopotutto i musical erano scoppi di gioia, di allegria e ottimismo, e quando si è reso disponibile, anche di colore.

Così, mi rendo conto che per una volta, quei maghi perversi che allestiscono i palinsesti televisivi, sono stati lungimiranti, hanno subodorato quello che c?era nell?aria, o meglio che non c?era, e hanno agito di conseguenza.
Sapendo che all?altro capo del tubo catodico, attraverso quello che è lo specchio della nostra rancorosa e frivola società, (che nostalgia dello specchio di Alice vero?), c?è una varia umanità satura di oggetti, vestiti e tecnologia, satolla di immagini e suoni e nello stesso tempo profondamente disincantata, si sono ben guardati dal proporre maialini parlanti o boscaioli danzanti, che probabilmente sarebbero stati difficilmente accettati, e hanno virato su film apocalittici e maschere demenziali, che certo loro credono più vicine al nostro modo di sentire attuale.
Beh forse è così.
Ma ora, mentre per gentile concessione di Canale 5 guardo ?Hook ? di Spielberg, mi sento proprio come Trilly-Julia Roberts quando capisce che Peter Pan non tornera più.
Il Capodanno è quello che è, non è nemmeno una vera festa, o perlomeno non è una festa che io capisca, infatti l?ho passata per i fatti miei a guardare la Maratona Star trek su La7, lo so lo so, ognuno ha i suoi problemi, ma Natale?.

Per la maggior parte della gente, ho potuto constatare, non ha più un significato ed ora nemmeno più l?apparenza di quel significato, insomma, non ha più nemmeno una colonna sonora, a volte ci basta poco per regalare un po? di atmosfera.

Vabbeh, concludo questo sproloquio rivolgendo i miei più sinceri e caldi auguri affinché questo sia un?anno stupendo per tutti gli amici di blog .

?.fuori piove, e la pioggia non prevede metrica, ma che mi venga un accidente, fuori dalla mia finestra, sotto un lampione, c?è un uomo che balla.
Fuori dalla mia finestra, forse, sono altri tempi!

Se sentite che sono caduta di sotto, sapete perché!

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A love disease – l’amore è una malattia senza vaccino!


Queenie, parlando con nipote Nicky della sorella di lui, Gillian:?Non capisci, è innamorata!?
Nicky con aria seccata:?Meglio morta sarebbe!?
da ?Una strega in paradiso?

?Mai in vita mia avrei pensato di far da spalla ad un metronomo.?
Lucy van Pelt circa il suo rapporto con Schroeder.

?Lasciami piangere sul latte versato!? mi dice Marla, anzi, me lo ordina.
Eh già, per lei è facile, c?è e non c?è, per lei è pacifico che le conseguenze delle sue azioni me le sorbisco io.
Per i Lati Oscuri e gli Alter Ego certe cose sono più semplici, raramente si trovano ad fronteggiare le reazioni a catena che innescano, e altrettanto raramente si sentono in dovere di farlo.
Forse questa è la vera libertà. Io non lo so.
Ma so che, tribolazioni interne a parte, ho vissuto in maniera sentimentalmente ignorante, (proprio nel senso che ignoravo), per ventotto anni, poi un giorno ZAC, forse allertata dal suo sesto senso, forse dall?istinto, magari pure dall?olfatto come un segugio, Marla sguscia fuori, incontra un tizio con un?insegna luminosa sulle fronte che diceva, anzi avvisava:?Suonatore di Tamburi e Procacciatore di Guai? e si prende una sbandata Paurosa.
E? stato così che ho scoperto le poche cose che so sull?amore:
1- è contagioso, se il tuo Lato Oscuro ne viene infettato è impossibile non esserne contaminati;
2 – è una cosa che può succedere tuo malgrado;
3 – può capitare di sapere quando è iniziato, ma è impossibile prevedere quando finirà.
E poi il numero 4, il peggiore di tutti: quando arrivi a scoprire che ?cuore spezzato? non è solo una figura retorica, (a proposito, si dice così?).
Il Procacciatore di Guai, come immagino succeda sempre in questi casi, è un tipo attraente, di quelli che si fanno benvolere senza troppi sforzi.
E? anche di quelli che aspettano che tu ci sia dentro prima di dirti che sono già impegnati.

Quello che ne è seguito nei successivi tre anni è stato il frutto del tormento a cui mi ha sottoposto Marla unito al fatto che io non ci ho capito quasi niente.
I danni del non avere un?Educazione Sentimentale.
Quando sono riuscita a farmi un?idea, approfittando del fatto che tutte le energie emotive di Marla ormai si erano prosciugate e pertanto non aveva più la forza di opporsi, ho troncato la storia e buonanotte.
E siccome oltre che non essere un?aquila sono una che dimentica in fretta, beh più o meno, sono rimasta anche in buoni rapporti.
Dato che lavora di fronte a me spesso ci vedevamo a pranzo e si scambiava quattro chiacchere, durante le quali mi dicevo:?Ma come ho fatto ad innamorarmi di questo pisquano?!?
E? stato così che ho scoperto un?altra triste verità: se allora ero un?ignorante nel senso che ignoravo, ora sono un?imbecille nel senso che imbello, come direbbero Aldo, Giovanni e Giacomo.
Mi chiede di vedere casa mia, io lo invito per una cena, (CRETINA!), ed ecco che Marla, miracolosamente rinfrancata, allestisce la scena del crimine.
Salvo poi scoprire che il morto non era affatto morto, ma solo ferito.
Questa volta però, qualcosa ho imparato, non giro più il coltello nella piaga, ma lo estraggo, riavvolgo il moribondo nel tappeto, lo assicuro a dei pesi e lo ributto in acqua.
Tronco di netto i rapporti, non lo saluto più nemmeno dalla vetrina, perché all?improvviso, dopo ben sette anni, numero fatidico, mi sono resa conto, che il sentimento era così meravigliosamente a senso unico da non essere riuscita a capirlo.
Che la spina dorsale della nostra storia era l?attrazione sessuale che provava nei miei confronti, e il fatto che lo facevo ridere.. come a dire una clown in sottoveste.
(Anche se resta un mistero il perché si sia confidato con la mia capa, che per me è come una vice madre e gliene ha dette quattro!)

Ora, io detesto con tutte le mie forze gli sproloqui sentimentali, ma questo post ho dovuto scriverlo, perché costringermi ad estromettere qualcuno dalla mia vita, è per me una cosa innaturale, come lo fu a suo tempo il dover reprimere il sentimento, per poterne uscire almeno parzialmente indenne, cosa che mi tocca fare di nuovo.
Perché adesso Marla lo odia e mi importuna ancora.
Vuole, esige di piangere sul latte versato.
Ma io ho paura che se piangi sul latte versato, non si asciugherà mai.

Ho dovuto scriverlo perché ho bisogno di condividere questa cosa con qualcuno, e, chiunque stia leggendo, a quanto pare, ha pescato la pagliuzza più corta.
Ad ogni modo l?amore, guai a mettere la maiuscola è come scatenare il giudizio, è una cosa terribile!

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