Della bellezza, un vaneggiamento.

 

"Diventi sempre più bella!" questo è l’ultimo messaggio che mi ha inviato il mio ex dopo essere passato a trovarmi in negozio,(il guaio di lavorare in negozio è che sanno sempre dove trovarti..).

Non mi fa un effetto particolare, l’unica cosa che mi è venuta in mente è stata: "Eccolo qua, il complimento migliore che si può fare a una donna."

Sia che la donna in questione sia bella davvero oppure no, sia che la si conosca da tempo o che sia la prima volta che la si  incontra, non è difficile guadagnare qualche punto sottolineando l’avvenenza.

Subito dopo mi torna alla mente una frase che avevo letto o sentito da qualche parte, e cioè che l’ossessione per la bellezza fine a se stessa e priva di contenuto è tipica delle società in declino.

 

Società in declino.

Siamo nel bel mezzo di una crisi economica senza precedenti, o così dicono, contornata, perché l’economia, leggi soldi, conta più di tutto, dicevo contornata da crisi umanitarie, ambientali etc etc, ma il nuovo presidente Usa, (che Dio lo benedica perché immagino ora si sia davvero reso conto del pasticcio in cui si è cacciato) è davvero un bell’uomo, giovane, alto e magro, per non parlare dell’abbronzatura, e i vestiti gli stanno proprio bene.

E’ anche fotogenico.

Ha una bella moglie e due belle bambine che sono diventate due bambole, andate letteralmente a ruba.

 

La parola chiave è bellezza.

Ora, si sa che la ricerca del bello è naturale nell’uomo, inoltre "bello e buono" è una combinazione che va a braccetto da secoli.

Bellezza con contenuto.

Il punto è che adesso il concetto di bellezza è privo di profondità e di varianti.

Nella nostra società la bellezza è diventata un merito dell’individuo.

 

I miei genitori sono due persone piuttosto attraenti, lo erano da giovani e lo sono rimaste anche adesso a quasi settant’anni suonati.

La bellezza fisica ha avuto una certa influenza nella loro vita, perché essere belli facilita le cose, le agevola è un dato di fatto, e se avessero avuto caratteri più malleabili o se fossero stati meno ingenui, ma erano altri tempi, avrebbero forse potuto usufruirne maggiormente.

Ad ogni modo ci hanno sempre tenuto a essere vestiti bene, e ben pettinati, e mia sorella uguale.

Con questo non voglio dire che i miei siano superficiali o poco profondi, tutt’altro perché il loro modo di vivere me lo testimonia tutti i giorni, solo che la bellezza, quando ce l’hai o te la crei, occupa un posto che non si può ignorare perché ti viene continuamente ricordato.

 

Qualche giorno fa, al bar, durante una colazione tra colleghe/amiche, ormai binomio inscindibile, una di loro raccontava di come da piccola, in occasione della cresima, la madre avesse chiesto alla suora di poterle fare indossare un copricapo diverso da quello che si accompagna al vestito da monaca, perché essendo già bruttina di suo questo avrebbe peggiorato le cose.

Ora mi immagino che per una bambina sapere che nemmeno tua madre ti considera bella, parola che per un bambino non comprende solo il significato più generico, non debba essere un fatto di quelli che si dimenticano.

E infatti, sebbene la ragazza in questione non sia affatto brutta, non si riesce a convincerla del contrario.

E la sua presunta bruttezza è diventata, paradossalmente, uno schermo difensivo.

 

 

Il punto è che per quanto si gridi alla superficialità e alla vacuità dei nostri tempi,  la bellezza, semplice fattore epidermico o di struttura ossea, si è trasformata in merito, ed è connessa con l’autostima, mentre in realtà dovrebbe essere il contrario.

Non dovrebbe essere connessa con l’autostima proprio perché non è un merito, voglio dire a meno che uno non creda nel dharma, in tal caso sarebbe un merito perché te la sei meritata in altre circostanze.

 

Essere belli è bello, e lo si può essere in molti modi.

Non di questi tempi dove il campionario di bellezza che ci viene sventolato davanti e alquanto monotono.

Mancano le sfacettatture.

Dove sono le nuove Barbra Streisand e Anjelica Houston?

 

Helena Rubinstein diceva che non ci sono donne brutte, solo donne pigre, e forse sarebbe ora di riportare in auge questo detto.

 

Uno dei miei sogni sarebbe quello di fondare una rivista alternativa ai classici settimanali o mensili femminili: dove tutto quello che viene sempre detto venga davvero messo in pratica.

Basta modelle anoressiche? Nelle ultime sfilate l’impressione non è stata quella, e per di più immagino non sia una vera sfida vestire un corpo la cui unica differenza con un manichino sia il fatto che è in grado di deambulare da solo.

Immagino che là fuori pulluli di nuovi talenti in grado di creare magnifici vestiti per donne normali o  anche un po’ rotonde, basterebbe darsi la pena di cercarli;

Crescono gli shopping addicted? Comprare colma qualche lacuna, è evidente, ed è uno specchio del nostro modo di vivere il fatto che comprare sia diventato un hobby e degenerato in mania.

Inoltre uno dei punti forti della rivista sarebbe di insistere sulle diversità, sul fatto che non è necessario essere tutti uguali.

Nel far si che ci si riabitui a considerare la bellezza da una prospettiva più ampia e complessa, e che la frase essere ‘belli dentro’ significhi che anche quella bellezza può salire in superficie.

Che bisogna applicarla la bellezza interiore.

La favola del brutto anatroccolo ci racconta del riscatto di un pulcino bruttarello, e perciò bistrattato e deriso, che infine si trasforma in un cigno.

Una rivista che aiuti i pulcini a trasformarsi in cigni.

Bellezza con contenuto. Che torni a comunicare qualcosa.

Okay.

Fine del vaneggiamento.

 

 

 

5 Commenti

  1. bob04 Scrive,

    18 Marzo 2009 @ 10:09

    la frase del tuo ex fa sempre colpo.

    ce n’e’ un’ altra che funziona sempre: ma, sei dimagrita?!?

    poi cmq hai ragione: non e’ detto che ci attirino solo se simil-parishilton, a me piace la winehouse!

  2. butter Scrive,

    19 Marzo 2009 @ 21:37

    carissima x phoen! gli dei dell’amicizia virtuale ci stanno mettendo alla prova, ma li convinceremo a favorirci invece che a ostacolarci, vedrai! per adesso andiamo pure avanti così, io sono qui, tu sei nel tuo x-village e comunichiamo grazie a due computer scassati, il mio non sta troppo meglio del tuo, direi che siamo eroiche!! :D

    riguardo alla rivista, conosco quelle di cui parli ma la mia idea era comunque diversa, non una rivista che cerchi di far sentire le donne in un certo modo, ma una che dia per scontato che ci si sentano gia.

    a volte partire dal gradino successivo fa miracoli.

    una rivista glamour-freak!

    ora ti saluto a mica mia, a presto, e speriamo, un giorno, a rivederci,anzi, a vederci!

    un abbraccio

  3. X-Phoen Scrive,

    1 Aprile 2009 @ 19:49

    Sono di corsa, ma non abbastanza per non lasciarti un augurio affettuosissimo, per quanto in lieve ritardo, di buon compleanno e, in sostanza, di buonissimo nuovo anno tutto tuo personalissimo e inalienabile; spero anche ineguagliato (ma non inegugliabile) quanto a liete sorprese, fortuna, amore e felicità.

    Un bacione, tua X-Phoen.

  4. butter Scrive,

    2 Aprile 2009 @ 21:16

    grazie millissime, sei sempre così carina, che mi viene il nervoso non poterti spedire neanche un cartoncino colorato!!

    un grosso abbraccio.

  5. X-Phoen Scrive,

    4 Aprile 2009 @ 16:17

    Un … cartoncino? Orpolina, spero che non sia un piccolo cartone nel senso pugilistico, perché sai, la mia smemoratezza — aggravata pure dall’età — mi fa a volte dimenticare quanto io sia “freak” e irrimediabilmente fuori posto e fuori tempo, nonostante tutti i miei sinceri sforzi in direzione contraria, che a volte sembrano peggiorare, se possibile, ancor più malintesi e amenità connesse.

    Dài, non fare quella faccia, scherzavo!

    Un super-abbraccio e un super-bacio anche da parte mia, congiunti a una pioggia sfavillante di auguri pasquali e non solo. Tua X-Phoen.

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