Il ritorno della Donna Lupo

 

Mi ci è voluto un po’, ma finalmente il 31 dicembre 2008 ho preso coscienza della situazione: devo essere una delle ultime Donne Lupo rimaste.

Sono da inserire tra le specie in via di estinzione, e magari destinate a qualche area protetta, (ammetto che su un area protetta dalle parti di Maui non ci sputerei sopra).

 

Alla cena di Capodanno eravamo in cinque, quattro donne, tra le quali figurava mia sorella Sadako e un uomo, e tra le donne io ero l’unica a non depilarsi, più o meno regolarmente, l’inguine.

Non che prima fosse solo un sospetto, viviamo in una società che aborre il pelo superfluo più della povertà, e inoltre ho diverse amiche ossessionate dal tema, una se li brucia con una candela, l’altra si destreggia tra composti chimici decoloranti e strisce adesive con l’abilità di un ricercatore l’Oreal e ormai pensa che il miele serva solo per la ceretta, non lo considera nemmeno più commestibile.

 

Ingenua io, che essendo a conoscenza solo di questi due esemplari non mi ero accorta che la depilazione pressoché integrale fosse così diffusa non solo nello star e/o porno system, ma ovunque.

 

Una delle commensali della cena di San Silvestro mi spiega che sul suo pube è sopravvissuta un’unica strisciolina del vello originario e che a volte l’estetista deve rimbalzarla a casa perché non c’è abbastanza da strappare, lasciando da parte il fatto che la lanugine superstite versa nella cupa disperazione della solitudine coatta.

Mentre lei parla, all’idea di un’estetista che mi si avvicina per estirparmi qualcosa che sta con me da quando avevo undici anni, cioè un sodalizio poco meno che trentennale, mi viene da coprirmi il la parte interessata con le mani.

E penso, cos’avranno fatto di così orribile i crini pubici per meritare un siffatto trattamento?

E mi sento inadeguata, io a malapena sto dietro al binomio polpacci/ascelle, (  anche perché se non lo facessi mia sorella si recherebbe in tribunale e mi revocherebbe lo status di parente), e ogni volta che devo andare al mare cado in prostrazione perché mi tocca depilare i ribelli che altrimenti fuoriescono dal costume e maledico la moda.

Sono anni che cerco dei costumi tipo quelli che si vedevano nei film degli anni cinquanta: reggiseno e calzoncini, che naturalmente non essendo mai di moda è impossibile reperire. Dovrò rinunciare al mare?

 

Ma quello che non capisco è perché le donne debbano essere completamente pelate, e ultimamente pure gli uomini!

Già l’idea mi fa senso, vederla rappresentata è ancora peggio.

Nei treni della metropolitana milanese ricorre un avviso pubblicitario con la foto di un bellimbusto sudato, evidentemente in spiaggia, che mette in mostra due pettorali ipertrofici, tumefatti e lucidi da bambola gonfiabile, e che da l’impressione di star per cadere fuori dalla foto e in testa a qualche sventurato passeggero.

Lo slogan, manco a dirlo, è una frase tipo "Liberatevi dai vostri peli superflui" e su di me ha l’effetto opposto da quello voluto, io ad un uomo come quello non permetterei mai di avvicinarsi, avrei paure che quelle carni rosee e lisce e gommose mi si abbrancassero a mo’ di giganti ventose e mi stritolassero in qualità di rappresentante di una razza imperfetta, ancora dotata di follicoli funzionanti.

 

Forse è perché a me gli uomini sono sempre piaciuti un po’ villosi, tra Wolverine e Barabba, come dicevo nel post precedente, o perché sono affezionata alla nostra sana natura animale e noi siamo dei primati, anche se tendiamo a rimuoverlo, o forse perché le persone nella stragrande maggioranza dei casi mi piace vederle come sono veramente, cioè al naturale, ma trovo tutta questa continua istigazione al ‘plastificarsi’ un tantino perniciosa.

 

La Barbie è una bambola tanto vituperata, eppure è proprio in quella bambola che la Supremazia Estetica sta cercando di trasformarci, e gli uomini ci seguono a ruota, diventando tanti Ken, il quale non aveva nemmeno il beneficio del capello di nylon, ma solo una calotta di plastica rigata color giallo polenta.

 

Beh, io ho sempre amato le mie Barbie, che tra l’altro essendo io di fogliame bruno erano sempre etniche perciò un po’ più esotiche e meno uniformi, ma il Ken mi è sempre stato sulle palle, lui quella sua trico-calotta e quella specie di pustola che aveva al posto del pene.

 

E odio questo sottile invito al disgusto di se stessi che ci viene continuamente perpetrato.

 

Se mai, in una situazione da conoscenza biblica, dovessi trovarmi dinanzi ad un uomo che di fronte al mio essere allo stato brado in zona pubica storcesse il naso, gli riferirei le immortali parole pronunciate da Linus a Frieda, che l’aveva criticato per la sua coperta."Ci devono essere centinaia di agenzie di viaggio felici di guidarti dall’altra parte della terra."

E adios hombre.

 

Intanto mi trastullo in una delle mie fantasie preferite, prendere il posto del direttore di una rivista di moda prestigiosa, mia sorella mi suggerisce Anna Wintour di ‘Vogue America’ e pubblicare un servizio di moda intitolato il "Il ritorno della Donna Lupo": protagoniste modelle vestite con abiti fiabeschi e i peli tutti al loro posto: gambe ascelle e inguine.

A confronto, il crollo di Wall Street sarà ricordato come una giornata un po’ fiacca.

6 Commenti

  1. ivy phoenix Scrive,

    18 Gennaio 2009 @ 21:43

    moda solo moda…

    personalmente gli uomini lisci come signorine, braccia e gambe compresi non mi attirano per niente

  2. X-Phoen Scrive,

    19 Gennaio 2009 @ 19:07

    Chissà, forse i peli non-testuali possono perdersi anche per contorsioni a forza di risate: una scrollatina di troppo e … via! Anche la mia biografia di Donna Lupo di Montagna bramerebbe altro inchiostro per una riscrittura totale. Povere pagine e povere teste kennanti che devono accontentarsi di tatuaggi. La vita è un’altra cosa.

    Ciao Inimitabile, ti mando un altro abbraccio batuffoloso, ma dalla mia postazione terrestre stavolta.

    X-Phoen.

    P.S.: Tiscali commenta con “canzon”. E questa è la canzone intelligenteee che farà ballar che farà ballar che farà ballaaar … lo sciocco in blu. Riattattatà!

  3. butter Scrive,

    21 Gennaio 2009 @ 22:10

    e quanti sciocchi in blu e doppio petto e gessato ci sono in giro..

    la mia parola di oggi è dindi!

    perciò dindi anche a te, ma chere.

  4. bob04 Scrive,

    22 Gennaio 2009 @ 12:34

    con tutte le spese che ho gia’ ci mancherebbe ancora che cominciassi a spendere per strisce depilatorie e cremine antiage che prevengono le rughe… eppure pare che stiano diventando un must!?!

    se la cosa puo’ consolarti alla depilazione totale preferisco la donna lupo!

  5. m. Scrive,

    5 Febbraio 2009 @ 00:06

    io amo la non depilazione totale e la depilazione totale.
    Ovvero, non amo la via di mezzo.
    Insomma, sono un “ambiestremista” ;>

  6. ingeborg Scrive,

    5 Febbraio 2009 @ 13:01

    ehi fammi sapere com’è quel film su Diane Arbus,e se è quello con Nicole Kidman.

    Se ti piace, ti consiglio caldamente la lettura di

    Bosworth, Patricia, “Diane Arbus, Una biografia”, Serra e Riva Editori, 1987.

    Il libro è la traduzione dall’inglese della biografia di Diane Arbus pubblicata per la prima volta nel 1984. C’è dentro tutta Diane, il mondo dei ricchi e quelli dei freaks, e tanto altro. Baci

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