La grande Suonatrice di Scarpe

 

Succede, quando sono al lavoro, che uscendo dal magazzino mi capiti di trovare qualcuno dei miei colleghi arrampicato sulla scala a cercare qualcosa; se in quel momento il gradino sul quale stazionano fa si che le scarpe si trovino proprio davanti ai miei occhi ecco che non posso trattenermi e la mia natura molesta, ma tutto sommato innocua, e sirenide, suppongo che tutti i sirenidi siano attratti dalle scarpe, mi spinge ad agire.

 

La prima cosa che faccio è premere col pugno sulla scarpa per schiacciare il piede, se hanno delle stringhe, va da sè, le slaccio, (se non le annodo insieme è solo perché invece di cinque anni ne ho ben otto…)

Se la scarpa ha una fibbia, o delle fibbiette, mi metto a muoverle in su o in giù finchè non mi dicono di piantarla;

se ha la suola traspirante le schiaccio ai lati per vedere se fanno un rumore tipo di sgonfiamento, per la cronaca, non lo fa; il velcro lo stacco e riappiccico fino ad esaurimento proprietario scarpe, le cerniere le tiro su e giù idem come sopra.

E i tacchi?

Beh i tacchi li impugno e li tiro indietro, o li spingo avanti tutto per rendere più interessante la permanenza sulla scala.

 

Perchè mi definisco suonatrice di scarpe?

E’ semplice: in genere il malcapitato o la malcapitata teme che agitandosi troppo finisca coll’abbattermi con un bel calcio in faccia, e, sebbene sia difficile crederlo, io sono alquanto benvoluta, e sanno che se cercano di arrampicarsi più in alto o scendere io li afferro per le caviglie impedendo il movimento, così’ si limitano ad emettere grida, snocciolare parole inventate, le parolacce si sentirebbero in negozio, cercare di blandirmi o di minacciarmi, il tutto con notevoli variazioni di tono, quasi musicali.

 

Ormai so esattamente quali sinfonie estrarre da ciascuno di loro tre.

Peccato che ultimamente, tutte le volte che entro, o esco dal magazzino, siano sempre fuori portata.

Attaccati al soffitto, quasi.

10 Commenti

  1. esiliata zia Scrive,

    15 Ottobre 2007 @ 21:56

    Attaccati al soffitto? Perchè la mia mente malata ha fatto partire immediatamente il tormentone “Spider-pork” di Homer? E comunque suonare le scarpe ha un suo perché!!!

    Omadonnasanta.

    Bacio

  2. bob04 Scrive,

    16 Ottobre 2007 @ 14:40

    beh… se siete andati in quello verso la tangenziale ovest in effetti non e’ facile!

  3. NM Scrive,

    18 Ottobre 2007 @ 14:54

    ……Sta tornando a Blog-O-Polis……..

  4. Cippola Scrive,

    23 Ottobre 2007 @ 09:58

    Flo…che ne hai fatto della mia amica Butter? e di Marla?

    mi mancano tanto!!!!!!!!!

  5. Cippola Scrive,

    23 Ottobre 2007 @ 10:00

    P.S.

    Però sono contentissima che sei tornata a scrivere!!!!

  6. bob04 Scrive,

    25 Ottobre 2007 @ 11:29

    birichina…!

  7. nuvoledimusica Scrive,

    23 Novembre 2007 @ 12:33

    Vieni anche tu a brindare alla riapertura di Quel Bar Sopra Le Nuvole Di Musica?
    -Consumazioni gratuite fino alla sbronza!!!!

  8. X-Phoen Scrive,

    29 Novembre 2007 @ 13:35

    e io che mi ero lasciata convincere da Gigi Proietti che il ballo più difficile in assoluto fosse il tip-tap!

    Era ovvio che non dovevo credergli, se è un attore recita, a ognuno la sua parte, ci mancherebbe.

    Comunque i tuoi colleghi, oltre a strimpellare le loro magiche scale musicali così ovattate da risultare persino silenziose, con le loro verticali, tàcite ascese intendono forse placare la tua nostalgia di sirènide esiliata da Isaura, la città sottile i cui religiosi anèliti il Marco Polo di Calvino descrive così: “Gli dèi della città, secondo alcuni, abitano nella profondità, nel lago nero che nutre tutte le vene sotterranee. Secondo altri, gli dèi abitano nei secchi che risalgono appesi alla fune quando appaiono fuori della vera dei pozzi, nelle carrucole che girano, negli argani delle norie, nelle leve delle pompe, nelle pale dei mulini a vento che tirano su l’acqua delle trivellazioni, nei castelli di traliccio che reggono l’avvitarsi delle sonde, nei serbatoi pensili sopra i tetti in cima a trampoli, negli archi sottili degli acquedotti, in tutte le colonne d’acqua, i tubi verticali, i saliscendi, i troppopieni, su fino alle girandole che sormontano le aeree impalcature d’Isaura, città che si muove tutta verso l’alto”.

    Sicuramente i tuoi colleghi montano fin lassù per omaggiare di girandole la cima della scala e blandire così al suo dolce soffio i tuoi ricordi; di girandole non ne mancheranno di certo in un negozio di giocattoli, dopotutto.

    Baciotti sospiranti, quasi pre-natalizi.

    X-Phoen.

  9. bob04 Scrive,

    21 Dicembre 2007 @ 11:59

    hai finito di fare pacchetti???

    tanti auguri!

  10. X-Phoen Scrive,

    22 Dicembre 2007 @ 09:01

    Be’, ci siamo quasi, Natale è ormai più vicino della cima della scala … di Giacobbe: non senti il serico fruscìo delle ali degli angeli tutti indaffarati nel loro saliscendi cosmico? Se anche ti desse ai nervi, pensa che ormai il countdown è iniziato e presto scotch e scocciature finiranno.

    Buon natale, cara butter, buon natale per adesso e per tutto l’anno. Un forte abbraccio, X-Phoen.

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