Archive forMaggio 2007

Storia di Sugar Ray Pannolo


Mentre sono sul bus squilla il cellulare:?Scendi alla prossima. Ti aspetto all?angolo del marciapiede.? Mi ordina mia sorella Sadako.
Obbediente, scendo una fermata prima rispetto alla mia solita, e trovo Sadako e Sir pannolino un po? abbacchiati che mi aspettano.
?Devi consolare il Pannolo.? m?informa lei:?E? rimasto coinvolto in una baruffa, e ha perso un baffo.?
Mi chino verso Sir Pannolino, che mi guarda con aria circospetta, un occhio semichiuso, una macchiolina di sangue sul muso, la bocca lievemente storta, come se tenesse un sigaro in un angolo; so cosa significa quell?espressione, e conosco quella pollastra di mia sorella e le sue circonlocuzioni, acrobatiche, attorno alla verità: non è stato perciò difficile leggere tra le righe ciò che era accaduto realmente.
In sostanza, ecco la versione originale di:?E? rimasto coinvolto in una baruffa, e ha perso un baffo.?
TA DAA!
?Stavo girando con il Pannolo senza guinzaglio, il quale alla prima occasione, ha scatenato una rissa con un cane grosso tre volte lui, che non si è posto il problema di trascinare nella mischia la padrona. Mentre litigavo con la signora, che, devo ammettere, aveva pure ragione ho dovuto estrarre il Pannolo da sotto l?altro cane strattonandolo per la coda, e durante la colluttazione ha perso un baffo.?

Per carità, niente di nuovo sotto il sole.
Sir Pannolino è un meticcio per metà volpino, ha tredici anni, il diabete e non è mai stato così informa, il che ha fatto rinvigorire il suo istinto rissaiolo.

Ciascuno di noi, tranne forse mia nonna, ha dovuto prima o poi estrarlo da sotto qualche cane, o andare a recuperarlo nel luogo dove era stato lanciato dal suddetto cane.
Abbiamo conosciuto una coppia al parco, titolari di uno dei matrimoni più felici della storia e di un pastore tedesco zoppo, di cui siamo diventate amiche in maniera drammatica, proprio grazie alle intemperanze del Pannolo.

Il cane lupo, che chiamerò Claudius se ne stava lì bello placido a rimirarsi la sua zampa sciancata, finchè il Pannolo non ha deciso che gli stava sulle palle e, senza alcun preavviso, gli si è avventato contro.
Lo scontro è durato qualche minuto, e vani sono stati i nostri tentativi d?intervento, in cui il Pannolo è stato lanciato lontano un paio di volte, con il ricavo di tre piercing nell?orecchio destro, e a Claudius si è disarticolata la spalla .
Ora noialtri siamo amici, ma se ci incrociamo con i cani, per ragioni di sicurezza, dobbiamo parlarci da un marciapiede all?altro.

Un pomeriggio ho letteralmente dovuto disincastrare Sir Pannolino da sotto un boxer, non la mutanda, magari!!, dandogli un paio di bastonate sul culo giusto per attrarre la sua attenzione su di me e avere l?occasione di distrarlo dai suoi propositi suicidi;
e un?altra volta, in un parco in cui c?eravamo solo noi due, ha avvistato a cento metri di distanza quello che sembrava essere un rottweiler, e si è lanciato contro di lui, come una piccola furia cieca.
Beh, quel giorno mi deve aver assistito la buonanima di qualche quarterback, perché, per una volta nella vita, sono stata veloce come il lampo e ho bloccato quella sua piccola testa di rapa come se fosse stata la palla ovale e lui non ha potuto far altro che correre sul posto.

Insomma, a Sir Pannolino l?idea di un suo proprio Fight Club non dispiace affatto, ma mi sono sempre chiesta da dove gli venisse tutto questo nervosismo.
In fondo è praticamente il padrone di casa, mio padre da quando è andato in pensione è al suo servizio, e deve seguire passo passo la routine giornaliera per non deluderlo.
Alle quattordici riposino, e se papà non è puntuale il Pannolo si siede sulla soglia della porta e comincia ad abbaiare, sollecitando così l?interventi di maman:
?Vai, su, non vedi che ti sta aspettando?!?
?Pora stella.? aggiunge la nonna.
Così mio padre si alza bofonchiando:?Ma tu guarda se uno deve andare a dormire per far piacere al cane.?
Dopo cinque minuti ronfano entrambi.

Senza contare, che le tre punture quotidiane di insulina il sacro quadrupede le fa ESCLUSIVAMENTE a cavalcioni dello stomaco di mio padre, con maman che ci vede poco e tutte le volte prega di centrare l?obbiettivo giusto.

Perciò, da dove viene tutta questa aggressività, visto che non ha niente di cui lamentarsi?
Le idee mi si sono parzialmente, solo parzialmente sottolineo, chiarite un pomeriggio, prima che mi trasferissi nella freak caverna.
Rientro presto dal lavoro perché è il mio giorno libero. Fuori c?è una replica in tono minore del diluvio universale, e mentre mi scrollo nell?ingresso sento distintamente due voci provenire dal bagno.
?Non fare così, se fai così lo rompi!? il tono di mia sorella è tra lo spazientito e l?isterico.
?Insomma, glielo devo pur provare, forse non ho preso bene la misura delle spalle.? replica maman.
?Guarda che è troppo largo.? Continua mia sorella.
?Lo sistemiamo con la cintura.?
Al che mi avvicino a passi di bimbo e faccio capolino, mia madre e mia sorella stanno cercando di infilare il Pannolo in una specie di strofinaccio con una striscia penzolante, come mi vede mia sorella lo tira su:?Hai visto?? dice Sadako:?Gli abbiamo fatto un accappatoio.?
?Non ti sembra un po? un kimono?? mi chiede mia mamma speranzosa.
Il Pannolo che ha perso tutta la sua aria da Al Capone del Parchetto e mi guarda con un?espressione rassegnata.

Questo è l?incipit di un suo scritto risalente a quel periodo:?Era un pomeriggio buio e tempestoso?!?

Piesse: il bracchetto qui sotto è Porthos, il cane del capitano Archer.

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Psicopatologia del Freak.


Il mio collega Fantasma dei Natali Futuri, di recente denominato dalla sottoscritta anche Ziopapà per la sua facente funzione di padre putativo, ultimamente mi ha fatto notare i miei problemi spazio temporali, che, per forza di cose, si ripercuotono sull?ambiente circostante.
Nel senso che quelli che mi parlano, o mi chiedono qualcosa, o si aspettano qualcosa, non sanno se si stanno rivolgendo alla me del presente, del passato o del futuro.
Con conseguenze imprevedibili.
Le risposte che do, le frasi che dico, le cose che porto, tutto è random, suscettibile di interpretazione.

Purtroppo non posso farci niente, nel pentagramma del tempo le mie note sono tutte stonate, è una situazione del fuori controllo, il tempo per me è una variabile assoluta: si allunga, si accorcia, si trancia, salta di lato, rimbalza contro il muro, ieri oggi domani, che mese è che giorno è, che ora?
Progetti per il futuro? EH?

A volte sono bloccata nel passato, a fare che?
Non si sa, perché non ho ricordi precisi, per cui si suppone che io vaghi nel nulla della mia mente, ormai abitata solo dagli orologi molli di Dalì.

La perdita della memoria.
Questa è una situazione tipica, bloccata nel passato, a quando ero bambina, pur avendo pochissimi ricordi di cui usufruire.
Quindi sono una bambina nuova e vecchia nello stesso tempo.

A volte mi alzo la mattina, e metto un piede nel futuro.
Per tutto il giorno sono una vecchia, ma siccome per ora ho trentasei anni, sono una vecchia nuova, e nello stesso tempo una vecchia vecchia, in totale una rincoglionita.
Si, ma futurista.

Quando mi capita di essere nel presente, non è il flusso temporale a essere deviato ma lo spazio che occupo, credo sia questo che mi rende una mezza freak e che mi rende in grado di attirare gli altri della specie.
Per intenderci, l?altro giorno un cliente mi offerto una caramella lanciandomela!
Tra parentesi: (occhio che ho scoperto di essere altamente infettiva, perciò una volta usciti dal post fate una danza purificatrice).

Così, se racconto che ho seminato delle piantine nella teglia di alluminio che mi era avanzata nessuno si turba più di tanto, come non si sono turbati di fronte al cuore, nel senso di organo, che avevo fatto con il das e dipinto di viola, e ormai non rimangono più perplessi neanche se quando rispondo al telefono invece di dire pronto uso la prima parola che mi viene in mente.
Quando ho iniziato l?esperimento la prima parola che mi è scivolata sulla lingua è stata Don Zaucker. Adesso sono a Zeppelin.
Non hanno storto il naso neppure quando mi sono procurata una cartina dei mezzi pubblici e ho annunciato che avrei sostituito le fermate reali con quelle che faccio io nei sogni.
Io nei sogni viaggio moltissimo in metropolitana e scendo nei posti più strani, così, novella Chatwin, volevo cominciare a prenderne nota.
Dallo schienale delle sedie di casa mia pende una benda da pirata, mi serve per quando accolgo gli
ospiti.
E mentre in genere si ha paura di volare, o dell?acqua o degli spazi chiusi, io ho paura delle montagne russe.
Non che abbia intenzione di salirci mai più, ma lo stesso mi spaventano moltissimo.
L’idea che il carrello si stacchi dal binario mi toglie il fiato, e riassume tre delle mie paure fondamentali: il vuoto, la velocità, e lo sfracellarsi contro qualcosa.

Tutto questo, nel corso degli anni, mi ha portato a pormi una domanda, ci sono o ci faccio?
Ahimè, purtroppo ci sono, alle volte non mi ci capacito da sola!

E mi ha portato a due conclusioni: la prima è che devo avere diverse cose in comune con due gentili e attempate signore che sulla porta del loro negozio hanno attaccato il seguente cartello, senza il pregio, e il beneficio, di una virgola indispensabile:?Ci siamo suonate.?

La seconda è più drammatica: sto diventando come il bizzarro coinquilino di Hugh Grant in Notthing Hill.
Tra poco me ne andrò in giro in muta da sub.
E non so manco nuotare!

Riferimenti: freak happens

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Spiritosi spiriti.. o capitano, mio capitano, aiutoo!


Mi chiedo se esista un ufficio reclami per gli spiriti burloni che ci vengono assegnati alla nascita.
Il mio è sempre stato molesto, ma faceva semplicemente il suo lavoro, da qualche tempo però il suo senso dell?umorismo è degenerato.

Ho cominciato ad accorgermene qualche mese fa, quando, mentre stavo per salire in ascensore, vengo fermata dal vicino del primo piano.
Voleva presentarsi, e mentre ci presentiamo noto con un po? di disappunto che il vicino in questione è una copia sbiadita del Procacciatore di Guai, gli assomiglia in diverse cose, tra le quali il non trascurabile fatto che pure lui deve essere già impegnato, neanche il Procacciatore di Guai fosse stato ricalcato sulla carta carbone.
Assolti i doveri di vicinato, sto per defilarmi in ascensore quando fa capolino dalla porta e mi dice:?Ah, complimenti alla mamma e a tutto lo staff tecnico.? E mi strizza l?occhio.

Era ovvio che gli piacessi, rifletto, per i personaggi come lui devo avere come una specie di bersaglio tatuato sulla fronte.
Ad ogni modo per qualche tempo neanche ci incrociamo, i nostri orari sono del tutto diversi, finchè un bel giorno non mi blocca di nuovo davanti all?ascensore.
?Ah, senti, già che finalmente ti becco, volevo dirti se qualche venerdì sera vuoi andare a ballare io sono qui.?
Sorrido e dico:?Grazie, ma io detesto le discoteche, odio la musica troppo alta.?
E qui lui sfodera quella che pensa essere la sua arma segreta:?Ma non in discoteca, intendevo il salsa e merengue.?
Sento la mano che mi stringe intorno al pomello della porta dell?ascensore in uno spasmo involontario, se c?è una cosa che odio sono i balli latino americani, lui vedendomi titubante termina il suo affondo e aggiunge:?Io lo insegno.?
?Davvero?? Dico con tono sardonico, ma lui non se ne accorge.

Il Procacciatore di Guai suonava la musica latino americana, e questo la balla?!!?
Ehi, spirito dei miei stivali, dacci un taglio!

Gli dico che tengo presente la sua offerta e me la batto.
La sera del venticinque aprile, mentre mi accingo alla visione di un film che la mia amica Vampy mi ha prestato più o meno un anno fa, sono nota per essere fulminea in tutto quello che faccio, mi suona il citofono: è Mr Salsa, naturalmente:?Butter, mon amour, vuoi venire a prendere un gelato??
?Grazie, sei gentile, ma ho la febbre.? Rispondo, usando la medesima scusa che ho rifilato ai Testimoni di Geova quella stessa mattina, i quali mi hanno lasciato nella posta anche un bel numero de ?La torre di Guardia? intitolato ?La crudeltà finirà mai?? e che penso di girare al mio spiritello.
(Ho scoperto poi che sono stata l?unica destinataria di tale omaggio!! Anche per i Testimoni ho un bersaglio tatuato, ma sulla schiena. Tempo fa uno di loro attraversò la strada e mi rincorse, sigh, solo per consegnarmi un volantino con la scritta ?Il mondo si salverà?? e altre due ho dovuto abbatterle a colpi di citazioni bibliche, per lo più prelevate dai Peanuts, dal film ?I dieci Comandamenti? e dal primo ?Ghostbusters?, e beh, oltre che da una lettura superficiale della Bibbia.)
Ad ogni modo, lui pare accusare il colpo:?Vabbè, sarà per un’altra volta.?
?Ciao.? Gli dico, e addio!

Ieri sera alle ventitré e quarantacinque, di nuovo il citofono:?Ciao, volevo sapere come stai, bla bla bla, non ci vediamo mai, bla bla bla..?
?Sto bene grazie, bla bla bla, sono in compagnia, sai la sera sono spesso in compagnia.? Butto lì, come con il giovane Soldato Ryan, se pensa che sono occupata magari molla..
Certo che per essere una single sono super fidanzata!!
Ma poi, accidenti, anche se vedi le luci da fuori, chi cavolo citofona a un?estranea alle ventitré e quarantacinque?
?Un insegnante di salsa e merengue.? Mi risponde mia sorella:?Forse pensava che l?avresti invitato su. Ah, ti ricordi il suo nome?, nel caso dovessi comparire a Studio Aperto.?

Per di più il mio spiritello è molto accurato nell?ordire i suoi piani, come mi faceva notare Luvi, sia il Procacciatore di Guai che Mr Salsa sono logisticamente perfetti, uno mi lavorava di fronte, l?altro mi abita di sotto.

Si vede che il mio spiritello, e anche il mio karma, non amano le cose facili.
Forse se quest?anno sbarcano gli alieni avrò qualche possibilità per una relazione felice, chissà che gente proveniente da un altro pianeta sia abbastanza fuori portata, per loro.

Nell?attesa che questo flusso negativo si dissolva mi rifugerò in un paio di braccia virtuali, come fanno le mie coetanee e non, ma a differenza delle loro la mia di scelta non ricadrà sul dr House,o sul suo collega dr Sheperd di Gray?s Anatomy o sul Sawyer di Lost.
No, dopo una lunga ponderazione, beh non tanto lunga per la verità, la mia scelta è caduta sul capitano Archer, della nuova serie di Star Trek.
Non solo è un capitano, e così io posso declamare gli immortali versi ?O capitano, mio capitano?, ma è anche un tipo affascinante, e forte e onesto, che ama il suo cane tanto da portarselo nello spazio,inoltre non ha un pessimo carattere, non è sposato e non è un truffatore, ma soprattutto sono assolutamente certa che tra un primo contatto con una nuova specie, una missione diplomatica con qualche razza aliena, e un mandato per salvare la terra dalla distruzione, (eh si, è anche un eroe), nel suo tempo libero non si metterebbe di sicuro a suonare il tamburo bongo o a ballare la salsa.
E per me tanto basta!
Per il resto, d?ora in poi dovrò far le scale.

Riferimenti: Salvate il soldato Ryan

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