Mio padre…soggetto itinerante non identificato, per fortuna!


Mio padre, che nella vita di tutti i giorni rimbalza dai giallastri panni di Homer Simpson a quelli più scomodi di Mr Hide, in almeno due occasioni scivola in una nuova identità: infatti non appena sale in macchina o esce con il cane muta in un originale e bizzarro incrocio tra Dick Dustardlee,( ah, i bei tempi del Wacky Races..) e il Professor Fate, il maldestro, addamsiano, e spesso funestato dagli eventi, pilota interpretato da Jack Lemmon nel film ?La corsa più pazza del mondo? o almeno mi pare s?intitolasse così.

Mio padre non ha nessun feeling con le automobili, guida come un cocchiere amish a cui hanno trasfuso del sangue di Schumacher fatto di Lsd, e nel suo stato allucinogeno è perfettamente convinto di essere un ottimo pilota.

E l?unico motivo per cui, in genere, decido di rischiare la vita accettando un passaggio da lui è il mio amore per la puntualità o la mia incoercibile pigrizia.
Per questo motivo di tanto in tanto, il sabato mattina, mi trovo lanciata a folle velocità sulla strada, spesso nella corsia sbagliata, mentre lui, serafico tenta di allacciarsi la cintura di sicurezza, tenendo il volante solo con la pancia.
Sono sicura che i miei primi capelli bianchi sono stati causati dalla sua guida.

Mia sorella deve ancora metabolizzare una capatina con lui all?Ipercoop, durante la quale, uscendo dal parcheggio, hanno speronato un? innocente Ape Car facendola quasi ribaltare? ha ancora negli occhi le teste dei due malcapitati occupanti che cozzano una contro l?altra mentre mio padre scende a controllare il nostro paraurti.

A parte queste sue peripezie, se ne contano a centinaia, le automobili stesse in genere si premurano di fargli capire che non gradiscono la sua presenza.
Ci sono diversi modi in cui un?automobile riesce a farsi capire, eccone due:
- può espettorare la marmitta: una volta abbiamo fatto un lunghissimo, o forse è parso lunghissimo a me, tragitto trascinando una marmitta scatarrante, il casino era tale che non ci sentivamo da un sedile all?altro, senza contare il numero di persone che ci affiancava per comunicarci quello che risultava ovvio a chiunque possedesse un paio di orecchie;
- oppure può far andare in tilt il clacson: per una settimana intera abbiamo girato con il clacson che partiva quando gli pareva a lui, cioè nei momenti più inopportuni, mentre eravamo in una coda, davanti a un semaforo rosso, o davanti a un vigile che tentava invano di darci delle indicazioni invece di abbatterci con il blocco delle multe. Non mi sono mai vergognata tanto in vita mia, e per di più da allora in famiglia si è stabilito un record: nessuno è mai arrivato tanto vicino a prenderle da degli estranei ne? ha mai raccolto tante ingiurie quanto me e mio padre quella volta.
E si che non siamo una famiglia troppo tranquilla.

Anni fa, sulla via delle vacanze, io e mia sorella eravamo piccole, la macchina ha semplicemente preso fuoco.

Una sera, uscendo dalla metropolitana, sotto un nubifragio trovo il caro paparino parcheggiato con il finestrino del passeggero abbassato. Salgo senza fare troppe domande, (uno impara a non fare troppe domande se tiene alla propria salute mentale e non vuole cominciare a fare strani pensieri sulle eredità genetiche), e mi ritrovo a calpestare dei vetri:?Il finestrino è esploso mentre lo tiravo su.? Mi comunica divertito, e aggiunge:?E? meglio se sali dietro.? Vorrei chiedere in primo luogo perché l?aveva tirato giù, visto il diluvio, ma fedele alla mia regola mi astengo e obbedisco
Così salgo dietro, e scopro che non posso sedermi alle sue spalle, dove è più riparato, perché lì c?è la roba della lavanderia; così mi faccio tutto il viaggio verso casa sprofondata tra i vetri, il finestrino era esploso letteralmente, con la pioggia e il vento che mi sferzano la faccia, pronta a giurare in su una testo sacro qualunque che la nuvola dell?impiegato non solo esiste, ma che quella di mio padre risale ai tempi di Noè.

Ci sono un sacco di disavventure che il mio caro genitore ha vissuto anche con Mr Pannolino, che non è soltanto il figlio maschio che non ha mai avuto, ma da quando è diventato diabetico ha anche trasformato papà, che non ha mai fatto nemmeno un caffè, in un infermiere.
(Per i suddetti motivi, e per i servigi resi alla famiglia dopo una breve e informale cerimonia, il Pannolo è stato fatto baronetto e da semplice mister si è potenziato in Sir).

Insomma da quando mio padre è in pensione non solo Sir Pannolino ha salvato un matrimonio, e il sistema nervoso di maman, tenendo mio padre fuori di casa per mirabolanti passeggiate, cito solo quella in cui papà ha tentato di farlo bagnare in un torrentello ed è tornato a casa sconfitto e senza un sandalo, ma insieme sono anche riusciti a far finire l?intera famiglia sulla lista nera, vabbè diciamo nerastra, della polizia.

In breve alle undici di sera papà esce con il cane. All?una di notte è ancora missing in action e cominciamo a preoccuparci, mia madre e mia sorella scendono per fare una ronda dell?isolato e io sono incaricata di rimanere con la nonna.
Tornano a mani vuote e mia madre chiama la polizia.
Spiega la situazione e parte con le descrizioni, generica quella di mio padre, ?è un uomo alto e brizzolato? dettagliata quella del baronetto:?bianco, orecchie e occhio sinistro neri, coda e collo maestosi, senza due denti davanti, abbaia molto?, insomma manca solo l?altezza al garrese, e segue qualche istante in cui l?intelocutore, secondo me preda di un attacco d?incredula ilarità, specie a quell?ora, le chiede se nel caso, devono privilegiare la ricerca del cane o del marito.
Mia madre ci pensa e alla fine opta per la coppia e per una nuova ricerca.
Con mia sorella scende di nuovo, decisa a circumnavigare l?isolato stavolta in macchina.
Peccato che, una volta giunte sul luogo, la macchina sia sparita.
Stanno per telefonarmi per dirmi di richiamare la polizia e aggiungere il furto d?auto, quando vedono passare la nostra macchina, con mio padre che guida con la pancia mentre cerca di allacciarsi o slacciarsi la cintura, i motivi per cui non lo fa quando l?auto non è in movimento sono tuttora non pervenuti, con Sir Pannolino quasi completamente fuori dal finestrino, le zampe e la lingua penzoloni e un ?sorriso? da ubriaco.
Alla domanda ?dove sei stato??, risposta con amici suoi e di Sir Pannolino, tutti suoi vecchi amici del quartiere accaninati come lui, e a quella ?cosa cavolo ci facevi in macchina?? risposta: ho deciso di cambiare parcheggio.
Si, ma PERCHE??
Meglio non fare troppe domande.
Questioni di salute mentale.

9 Commenti

  1. Surj Scrive,

    29 Aprile 2007 @ 18:38

    hummmmmm
    che sia stato il tuo paparino nella prima folle notte bianca cagliaritana a speronare la mia vettura tranquillamente parcheggiata vicino a casa ????? e io che ho anche fatto il diligente, lasciando il carro motorizzato a casa ed uscendo a piedi …. e stamattina che simpatica scoperta ! hummm
    Però mi sa che non è stato il tuo paparino … hum no mi sa he lui avrebbe almeno lasciato un biglietto !

  2. esiliata zia Scrive,

    29 Aprile 2007 @ 22:07

    Piccola freak, la prossima volta che il tuo papà decide di guidare mandami un sms che mi richiudo in casa.
    Comunque l’immagine dell’auto nell’atto di espettorare la marmitta mi ha fatto scompisciare :)

    Un abbraccio.

  3. nuvoledimusica Scrive,

    30 Aprile 2007 @ 00:09

    ahahah vabbe anche se è solo un sogno è una cosa che ti fa onore….hasta el micio siempre!!!!

  4. bob04 Scrive,

    30 Aprile 2007 @ 12:32

    quando vai in macchina con tuo padre se puoi, e se c’e’ il vetro davanti, siediti sempre dietro!

  5. Cippola Scrive,

    30 Aprile 2007 @ 13:11

    Fai i complimenti a Sir Pannolino, per la nuova nomina :-)
    un bacione!

  6. Amfortas Scrive,

    1 Maggio 2007 @ 19:20

    Oddio non sai quanto ho riso con la storia degli Amish!!!
    Ciao!

  7. cartabaggiana Scrive,

    2 Maggio 2007 @ 01:23

    col tuo racconto, come al solito funambolico, ho adesso un buon motivo per non rimpiangere di essere andato via da milano..

    sai com’è: scampati pericoli..

    sbaciotti, fanciulla.

  8. sally brown Scrive,

    3 Maggio 2007 @ 03:09

    non venire a leggere il mio post. potrebbe sorgerti il dubbio che tuo padre sia anche il mio.
    ole /.)

  9. nuvoledimusica Scrive,

    4 Maggio 2007 @ 15:08

    …E fu agli ultimi rintocchi
    che sfiorai la sua pelle
    e si schiusero improvvisi
    tutti i rami delle stelle
    la sua voce d?orizzonte
    si impigliava tra i capelli
    come bambola di seta
    lacerata dai coltelli….

    Sono le parole di un grandissimo poeta musicate ad arte da un bravissimo cantautore dei nostri tempi…vieni a scoprirlo nell’ultimo concerto sopra le nuvole di musica

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