Elephant men e Elephant women benvenuti al Freak Show!


L?altro giorno, il mio collega Fantasma dei Natali Futuri, che con lo srotolarsi degli anni va rassomigliando sempre di più all?Igor di Frankenstein Jr, viene da me e mi comunica, che tutte le volte che vede il santo padre alla tivù l?esasperazione lo spinge a cambiare canale si sintonizzarsi sul programma dei freaks.
Sorrido davanti a quell?associazione mentale e gli chiedo come l?ha scoperto, il freak-show, e lui mi risponde che gliene ne avevo parlato io.
Non so neanche perché mi sono stupita, nell?ordine, di averglielo detto e poi di averlo dimenticato.
Ad ogni modo ho riconosciuto subito il mio marchio di fabbrica.
Il freak-show, che altro non è che il varietà sul Guinness dei Primati, l?ho scoperto l?anno scorso e da allora io e mia sorella ne siamo intossicate.
E non solo, siamo proprio persuase che l?abbiano inventato apposta per noi.
Per chi coltiva il piccolo freak dentro di sé, Freud ha dimenticato di inserirlo tra Es, Ego e Superego, invece di tentare di soffocarlo, è lo spettacolo ideale.

La parola freak ha significati molteplici, ne cito alcuni: ghiribizzo, capriccio, bizzarria, stramberia, fenomeno (in a circus), eccentrico, fricchettone, singolare, curioso; (living curiosity) = essere ripugnante e/o scherzo della natura.
E? una parola perfetta, completa, persino onomatopeica, se uno si trova davanti qualcosa di strano può dire ?freeaak? come un altro davanti a una sacher può eslamare ?slurp?.
E? chiaro, avendo io allevato il mio lato freak da sempre, che per me è stato inevitabile innamorarmi di una parola con tali fantasmagoriche potenzialità.
Com?è altresì chiaro che tutto ciò che riguarda l?aspetto o l?essenza difforme, e uso la parola difforme invece della parola diverso proprio perché è simile alla parola deforme, delle persone o delle cose esercita su di me un fascino ipnotico.
Ho letto un libro sulle fiere che si tenevano una volta, quelle dei fenomeni da baraccone che poi si declinavano in: gemelli siamesi, donne barbute, persone affette da gigantismo o nanismo, pelli squamate da rettili, bambini sirena, gente con le malformazioni più disparate, e disperate.
Come John Merrick, il famoso Elephant Man, il più noto forse dei fenomeni da baraccone.
Il libro parlava anche di lui.
Per molte di quelle persone la fiera era l?unico modo di campare in una società che non le avrebbe accettate al suo interno, ma tutt?al più confinate in qualche specie di ospedale e poi dimenticate.
Comunque non ho letto quel libro con curiosità morbosa. Ho solo sfogliato ogni singola pagina confidando a me stessa:?Questa sono io, questo sono io, questi due sono io?.
Sono la donna barbuta.
Sono l?uomo con la pelle da lucertola.
Sono il ragazzo con il gemello siamese appollaiato sul collo.
Sono la bambina con le gambe attaccate tra loro simili a una coda di pesce.
Soprattutto sono convinta che ognuno di noi abbia nel profondo una piccola creatura freak che grignisce sconsolatamente perché da sempre tenta di essere ascoltata, invano.
Una creaturina che cerca di farci toccare le viscere della nostra persona, di convincerci a tapparci il naso e lasciarci sprofondare perché come succede per l?oceano, a volte gli abissi nascondono luoghi e esseri meravigliosi.
Con il mio nick name, butterfly+freak, tento sempre di tenere a mente che bisogna provare a volare, ma anche ad immergersi.
Per ora mi dibatto sull?asfalto, ma non si sa mai!
Intanto mi accontento di aver raggiunto la consapevolezza di essere una semi freak.
Non mi nasconderò più.
Non che ci sia mai riuscita granchè bene, comunque.

Infine per chiunque sia interessato a contattare il proprio lato freak torno a consigliare lo show del Guinness dei Primati,(in lombardia è su lasettegold) dove potrà ammirare gente che usa la pelle del collo per coprirsi la faccia,(giuro), che riesce a muovere le orecchie come fanno i cani, che fa giocoleria con le seghe elettriche, straccia elenchi telefonici, bacia in testa i cobra,(poveri cobra) e chi più ne ha più ne metta. L?idea più strampalata passata per la testa di qualcuno lì ha trovato la sua applicazione.
E i freaks, naturali e non , il proprio sdoganamento.
Venghino signori e signore, venghino!

?e a proposito qualcuno è interessato a un movimento liberazione freaks e semi-freaks?

11 Commenti

  1. esiliata pandata zia Scrive,

    5 Aprile 2007 @ 00:57

    Io sono interessata, sissì.
    Comunque la traduzione di Freak che più mi somiglia è sicuramente “scherzo della natura”.
    E neanche uno scherzo di poco conto. ;)

  2. journeyman Scrive,

    5 Aprile 2007 @ 17:23

    Allora…sono un tipo che non si impressiona molto; eppure non leggerei mai un libro sulle fiere che si tenevano una volta. Non perchè mi impressionano i fenomeni che venivano mostrati, quanto perchè mi rattrista molto sapere che per campare queste persone dovevano “mostrarsi”…non lo so, mi irrita un po’ questo.

    Io credo che più che un piccolo freak, in me c’è un lato oscuro; poi che io non sia un tipo normale questo è assodato, e ne vado anche fiero. La parola “normale” (e il concetto che ne deriva) è la parola che più detesto al mondo; poi freak o non freak non me lo sono mai chiesto…magari ci penso un po’ su e ti faccio sapere…

    Se lo becco il freak show lo guardo

    a presto…anche per gli auguri
    jm

  3. Cippola Scrive,

    6 Aprile 2007 @ 12:31

    Io sono interessata!!!!!!!!
    lo sò che c’è una parte mooooooolto freak dentro di me, e le voglio assolutamente dare spazio!!!

  4. nuvoledimusica Scrive,

    6 Aprile 2007 @ 15:26

    …uomini in gessato e donne con file di perle hanno riempito il mio bar per questo concerto di musica d’altri tempi sapientemente ricreata e cantata da una voce cosi sensuale che neanche d’Annunzio e Wilde avrebbero saputo come aprostofarla….Aspettiamo solo te….si richiede abito da sera possibilmente retrò

  5. carlo Scrive,

    7 Aprile 2007 @ 01:22

    Scrivo poco…incasinato…
    ma ricordo e ben saluto
    auguri sinceri

  6. Amfortas Scrive,

    7 Aprile 2007 @ 11:23

    Ancora oggi c’è qualche persona che si guadagna da vivere esibendo la propria “anormalità”.
    L’altr’anno ho acceso la televisione e mi sono trovato di fronte ad un povero ragazzo coperto completamente di peli, intervistato da una cretina.
    Chi dei due era più “freak”?
    Forse il più mostro sono stato io, che non ho spaccato la TV e mi sono limitato a spegnerla.
    Ciao.

  7. journeyman Scrive,

    7 Aprile 2007 @ 12:49

    Ciao Butter
    Tanti auguri di buona Pasqua a tutti voi ossia anche a Marla e Carrot…
    Mi raccomando, dillo soprattutto a Marla che le ho fatto gli auguri, non vorrei s’offendesse permalosa com’è
    baci
    jm&Co.

  8. cartabaggiana Scrive,

    10 Aprile 2007 @ 01:19

    costretti a mostrarci perennemente in ciò che non siamo, ci tocca una vita da freak;

    è il più delle volte il freak che mostriamo per gli altri è invece una bellezza, e viceversa, quel bello che pensiamo di detenere agli occhi degli altri appare soltanto come una cosa deforme, di cui ridere, alla meglio.

    fatto è che noi e gli altri dovremmo imparare a scambiarci più spesso di ruolo.

    Ciao Butter.

  9. bob04 Scrive,

    10 Aprile 2007 @ 11:16

    houston??? mai stato a houston!

  10. luvi Scrive,

    11 Aprile 2007 @ 12:12

    Non ci posso credere….ma quando fanno vedere tutta questa roba? Chissà se c’è anche quello che si strangola con le palle. Sarebbe il mio eroe, in questo momento.
    Ciao tata, a presto (spero anch’io)

  11. Surj Scrive,

    11 Aprile 2007 @ 22:52

    credo che un pò tutti siamo un pò freak ! ognuno a proprio modo…. però sai una cosa ??? anch’io, come il tuo collega provo lo stesso stimolo quando vedo il santo padre …..!!!

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