Archive forAprile 2007

Mio padre…soggetto itinerante non identificato, per fortuna!


Mio padre, che nella vita di tutti i giorni rimbalza dai giallastri panni di Homer Simpson a quelli più scomodi di Mr Hide, in almeno due occasioni scivola in una nuova identità: infatti non appena sale in macchina o esce con il cane muta in un originale e bizzarro incrocio tra Dick Dustardlee,( ah, i bei tempi del Wacky Races..) e il Professor Fate, il maldestro, addamsiano, e spesso funestato dagli eventi, pilota interpretato da Jack Lemmon nel film ?La corsa più pazza del mondo? o almeno mi pare s?intitolasse così.

Mio padre non ha nessun feeling con le automobili, guida come un cocchiere amish a cui hanno trasfuso del sangue di Schumacher fatto di Lsd, e nel suo stato allucinogeno è perfettamente convinto di essere un ottimo pilota.

E l?unico motivo per cui, in genere, decido di rischiare la vita accettando un passaggio da lui è il mio amore per la puntualità o la mia incoercibile pigrizia.
Per questo motivo di tanto in tanto, il sabato mattina, mi trovo lanciata a folle velocità sulla strada, spesso nella corsia sbagliata, mentre lui, serafico tenta di allacciarsi la cintura di sicurezza, tenendo il volante solo con la pancia.
Sono sicura che i miei primi capelli bianchi sono stati causati dalla sua guida.

Mia sorella deve ancora metabolizzare una capatina con lui all?Ipercoop, durante la quale, uscendo dal parcheggio, hanno speronato un? innocente Ape Car facendola quasi ribaltare? ha ancora negli occhi le teste dei due malcapitati occupanti che cozzano una contro l?altra mentre mio padre scende a controllare il nostro paraurti.

A parte queste sue peripezie, se ne contano a centinaia, le automobili stesse in genere si premurano di fargli capire che non gradiscono la sua presenza.
Ci sono diversi modi in cui un?automobile riesce a farsi capire, eccone due:
- può espettorare la marmitta: una volta abbiamo fatto un lunghissimo, o forse è parso lunghissimo a me, tragitto trascinando una marmitta scatarrante, il casino era tale che non ci sentivamo da un sedile all?altro, senza contare il numero di persone che ci affiancava per comunicarci quello che risultava ovvio a chiunque possedesse un paio di orecchie;
- oppure può far andare in tilt il clacson: per una settimana intera abbiamo girato con il clacson che partiva quando gli pareva a lui, cioè nei momenti più inopportuni, mentre eravamo in una coda, davanti a un semaforo rosso, o davanti a un vigile che tentava invano di darci delle indicazioni invece di abbatterci con il blocco delle multe. Non mi sono mai vergognata tanto in vita mia, e per di più da allora in famiglia si è stabilito un record: nessuno è mai arrivato tanto vicino a prenderle da degli estranei ne? ha mai raccolto tante ingiurie quanto me e mio padre quella volta.
E si che non siamo una famiglia troppo tranquilla.

Anni fa, sulla via delle vacanze, io e mia sorella eravamo piccole, la macchina ha semplicemente preso fuoco.

Una sera, uscendo dalla metropolitana, sotto un nubifragio trovo il caro paparino parcheggiato con il finestrino del passeggero abbassato. Salgo senza fare troppe domande, (uno impara a non fare troppe domande se tiene alla propria salute mentale e non vuole cominciare a fare strani pensieri sulle eredità genetiche), e mi ritrovo a calpestare dei vetri:?Il finestrino è esploso mentre lo tiravo su.? Mi comunica divertito, e aggiunge:?E? meglio se sali dietro.? Vorrei chiedere in primo luogo perché l?aveva tirato giù, visto il diluvio, ma fedele alla mia regola mi astengo e obbedisco
Così salgo dietro, e scopro che non posso sedermi alle sue spalle, dove è più riparato, perché lì c?è la roba della lavanderia; così mi faccio tutto il viaggio verso casa sprofondata tra i vetri, il finestrino era esploso letteralmente, con la pioggia e il vento che mi sferzano la faccia, pronta a giurare in su una testo sacro qualunque che la nuvola dell?impiegato non solo esiste, ma che quella di mio padre risale ai tempi di Noè.

Ci sono un sacco di disavventure che il mio caro genitore ha vissuto anche con Mr Pannolino, che non è soltanto il figlio maschio che non ha mai avuto, ma da quando è diventato diabetico ha anche trasformato papà, che non ha mai fatto nemmeno un caffè, in un infermiere.
(Per i suddetti motivi, e per i servigi resi alla famiglia dopo una breve e informale cerimonia, il Pannolo è stato fatto baronetto e da semplice mister si è potenziato in Sir).

Insomma da quando mio padre è in pensione non solo Sir Pannolino ha salvato un matrimonio, e il sistema nervoso di maman, tenendo mio padre fuori di casa per mirabolanti passeggiate, cito solo quella in cui papà ha tentato di farlo bagnare in un torrentello ed è tornato a casa sconfitto e senza un sandalo, ma insieme sono anche riusciti a far finire l?intera famiglia sulla lista nera, vabbè diciamo nerastra, della polizia.

In breve alle undici di sera papà esce con il cane. All?una di notte è ancora missing in action e cominciamo a preoccuparci, mia madre e mia sorella scendono per fare una ronda dell?isolato e io sono incaricata di rimanere con la nonna.
Tornano a mani vuote e mia madre chiama la polizia.
Spiega la situazione e parte con le descrizioni, generica quella di mio padre, ?è un uomo alto e brizzolato? dettagliata quella del baronetto:?bianco, orecchie e occhio sinistro neri, coda e collo maestosi, senza due denti davanti, abbaia molto?, insomma manca solo l?altezza al garrese, e segue qualche istante in cui l?intelocutore, secondo me preda di un attacco d?incredula ilarità, specie a quell?ora, le chiede se nel caso, devono privilegiare la ricerca del cane o del marito.
Mia madre ci pensa e alla fine opta per la coppia e per una nuova ricerca.
Con mia sorella scende di nuovo, decisa a circumnavigare l?isolato stavolta in macchina.
Peccato che, una volta giunte sul luogo, la macchina sia sparita.
Stanno per telefonarmi per dirmi di richiamare la polizia e aggiungere il furto d?auto, quando vedono passare la nostra macchina, con mio padre che guida con la pancia mentre cerca di allacciarsi o slacciarsi la cintura, i motivi per cui non lo fa quando l?auto non è in movimento sono tuttora non pervenuti, con Sir Pannolino quasi completamente fuori dal finestrino, le zampe e la lingua penzoloni e un ?sorriso? da ubriaco.
Alla domanda ?dove sei stato??, risposta con amici suoi e di Sir Pannolino, tutti suoi vecchi amici del quartiere accaninati come lui, e a quella ?cosa cavolo ci facevi in macchina?? risposta: ho deciso di cambiare parcheggio.
Si, ma PERCHE??
Meglio non fare troppe domande.
Questioni di salute mentale.

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Dello scrivere…beh non esageriamo, dello scribacchiare, piuttosto.


Immagino che un desiderio comune a molti bloggher sia quello di scrivere in maniera professionale, saggi, romanzi, racconti quello che è, e di venire pubblicati.
Di sicuro è il mio sogno da sempre, in pratica da quando ho imparato a scrivere, alle elementari, sogno che però ora ha subito una specie di evoluzione, o involuzione, a seconda dei punti di vista.

La causa principale è che quando leggo i romanzi di autori che mi piacciono mi rendo conto di non essere all?altezza, ma le concause sono quelle più significative.
Ho scoperto di essere affascinata dalla serialità.
Così l?altro giorno, a pranzo con Luvi, ho capito che una cosa che mi piacerebbe davvero fare sarebbe inventarmi di sana pianta un serial televisivo.
Proprio così, uno stupido, assurdo, pidocchioso telefilm.

E? strano che me ne accorga solo ora, perché ci sono telefilm che fanno parte della mia vita..da una vita, appunto.
Per di più io li ho sempre guardati, come dire, come si guarda una radiografia, il tipo di storie, i personaggi etc etc, e ho sempre invidiato la fantasia dei vari creatori di serial, perciò di seguito ecco che vi beccate una lista dei miei telefilm e/o personaggi preferiti:

- Star Trek la Serie Classica: tuttora secondo me il miglior telefilm in circolazione, le puntate erano piccoli racconti e Kirk e Spock sono praticamente entrati nella storia, stracitati in moltissimi film e telefilm;

- Buffy The Vampire Slayer: l?input è semplicissimo, in ogni generazione nasce una Cacciatrice che ha la forza, fisica, di combattere i vampiri e le forze del male, da lì uno si può praticamente inventare qualunque cosa. Tra i personaggi migliori, Buffy a parte, il suo Osservatore, Giles, inglese compassato dal passato turbolento; Cordelia, la ragazza più popolare delle scuola e anche una vera stronza; Spike il vampiro prima nemico per la pelle poi amante; tra i nemici capitali, ce n?è uno per serie, il Sindaco Wilkins era strepitoso.

- Colombo: a parte l?idea geniale di rovesciare la stessa struttura del romanzo giallo, si sa da subito chi è il colpevole, il tenente è un personaggio straordinario;

- CSI Las Vegas: mi piace, ma senza Grissom perde più della meta del suo fascino. Grissom è un gran personaggio e anche un po? freak, (e questa tendenza a freakizzare i protagonisti è sempre più diffusa) e quando non c?è il telefilm ne risente;

- Dr. House: è fantastico perché è un ribaltone, quello che in altri telefilm in genere è l?antagonista qui è il protagonista. I personaggi di contorno secondo me non sono all?altezza, tranne forse la Cuddy.

- Star Trek Enterprise, tra le varie serie è forse l?unica, sempre a parer mio, che si avvicina allo spirito della classica,(dilemmi etici e morali sono all?ordine del giorno come anche nelle altre serie, ma qui l?alchimia tra i personaggi è più vicina a quella del cast della serie originale), personaggi che preferisco: il Capitano Archer, il dottor Phlox, medico alieno, e il primo ufficiale scientifico vulcaniano, come Spock, che però in questo caso è una donna, T?Pol tra l?altro personaggio riuscitissimo;

- Vita da Strega: anche qui idea semplice ma geniale, una strega con una famiglia ingombrante sposa un mortale rivelando la sua vera natura solo dopo il matrimonio.Le storie sono sempre vivaci e scanzonate.

- The Closer, è un poliziesco, il capo della squadra è una donna, anche lei un po? freak , e la squadra è composta da personaggi variegati, che si combinano bene.

- Ally Mac Beal: l?idea di uno studio di avvocati sui generis è bellissima, Ally forse è un po? troppo sopra le righe, ma John ?Biscottino? Cage, Richard Fish, e la ?cattiva? Ling sono tre personaggi che valgono da soli la visione, in fatti quando John e Ling se ne vanno la serie si spegne.

Ad ogni modo, da adesso mi impegno, e come faceva Dickens ai suoi tempi, tenterò di scrivere storie a puntate.
Cercherò di inventarmi i personaggi, il contesto, le trame.
Se non avrete più mie notizie probabilmente è perché, nello sforzo, mi si sarà screpolato il cranio!
Bye bye.

Ah, la foto qua sotto è del cast di “The Closer”.

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L’amore ha due facce? Bel guaio!


Qualche tempo fa ho accidentalmente fatto perdere l?innocenza a mia madre, almeno nei miei confronti; in casa il sesso non è mai stato un argomento tabù, ma vuoi forse per la presenza di mia nonna, vuoi perché comunque i miei sono di una generazione più pudica, non se ne è mai parlato in maniera troppo approfondita. Insomma, nessun mistero ma neanche nessuna ostentazione.

Ad ogni modo, chiacchierando di uomini, maman e io arriviamo ad un punto a cui non eravamo mai realmente giunte e cioè: come faccio io a capire se un uomo mi piace?
Lei stessa mi ha sempre raccontato che prima di sposarsi, quando incrociava mio padre, avvertiva un fortissimo formicolio alla base della nuca che in seguito si traduceva in pelle d?oca sulle braccia, in pratica era tutta un fremito, ed è stato solo per quello che, candidamente, alla sua domanda ho risposto:? Beh, mi chiedo se ci andrei a letto. Se la risposta è negativa difficilmente sarà qualcosa di più di un amico.?
Cioè mai dire mai, ma fino ad ora per me ha funzionato così.
La guardo e in pochi secondi vedo stamparsi sul suo viso una versione soft de?L?Urlo? di Munch, a momenti stramazza giù dal letto:?Ma cosa dici.? Inizia con voce strozzata:?Non c?è niente di più bello dell?amore platonico,(mah?!) è puro nobile? e via ad un lunghissima arringa sulla virtù dell?amore spirituale.
Io ascolto leggermente confusa: tutti i discorsi che mi ha sempre fatto sull?attrazione fisica, la pelle d?oca, i brividi, etc etc, mi sembrava pacifico non collegarli all?amore platonico, e poi che diamine, mia madre ha sempre avuto una cotta gigantesca per Marlon Brando, voglio dire Marlon Brando, che ai suoi tempi trasudava sesso, mica Cary Grant.
Da quando è diventata così romantica?

Intanto mi domando se, oltretutto, non le ho anche messo il dubbio di essere una specie di Salomè in incognito, quando in realtà gli uomini con cui sono stata a letto si contano sulle dita di una mano, anzi forse di mezza.
Per me l?attrazione fisica è fondamentale ma non mi accade molto spesso di provarla, non c?entra la bellezza esteriore, mentre maman è fissata con l?estetica la mia è proprio solo una questione di feeling epidermico
Comunque non sono andata a dirle della mezza mano di amanti solo perché sono certa che si sarebbe convinta del contrario, mia madre dice sempre ?Gallina che canta ha fatto l?uovo..? e insomma io conosco la mia pollastra.

Ad ogni modo non avevo più pensato alla suddetta conversazione fino ad oggi, a pranzo.
Ero seduta al tavolino di un bar con una specie di amico d?infanzia, nel senso che io ero un?amica della sua di infanzia, dato che ha quattordici anni meno di me e quando l?ho conosciuto, durante le vacanze estive, stava cantando ?Hanno ucciso l?uomo ragno? al karaoke del hotel alla tenera età di otto anni.
Adesso di anni ne ha ventitré, allena una squadra di basket di ragazzini è fissato con le poesie e deve dare la tesi di laurea.
Quando gli chiedo il tema della tesi mi risponde:?La donna gentile.?
Aggrotto le sopracciglia:?Cioè del tipo amor cortese? Poemi cavallereschi? AMORE PLATONICO?? la mia voce è un crescendo, inoltre comincio a sentirmi un po? una cavernicola e a pensare che devo fare un corso accelerato di educazione sentimentale.
Lui sospira con una certa soddisfazione:?Si.? Risponde, perso nei suoi pensieri, e mi viene in mente che la sua ragazza ha un certo non so che della donna angelicata.
Ad un certo punto si riscuote e mi chiede:?Allora, come va la tua vita sentimentale??
Gli angoli della bocca mi vanno in giù come nei cartoni animati.
?Dovresti parlarne con mia madre.? Rispondo.
E mi viene in mente una scena del film ?L?amore ha due facce?, quando Jeff Bridges entra nell?aula gremita di studenti dove Barbra Streisand sta tenendo una lezione sull?amor cortese, e se ne va prima di sentire la conclusione, che invece era essenziale compromettendo così la sua relazione con la Streisand per almeno tre quarti di film.
Ecco io sono Jeff Bridges, probabilmente quando sono state fornite le istruzioni necessarie per avere una vita sentimentale degna di questo nome o ero distratta, o non c?ero o sono andata via prima.

Tuttavia non credo nell?amor cortese perciò pubblico qua sotto la foto di un attore che mi è sempre piaciuto moltissimo? in senso non cavalleresco!

Ah, un ultima cosa, qualcuno ha un libretto di istruzioni in più? Lo userò per rianimare mia madre.

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Elephant men e Elephant women benvenuti al Freak Show!


L?altro giorno, il mio collega Fantasma dei Natali Futuri, che con lo srotolarsi degli anni va rassomigliando sempre di più all?Igor di Frankenstein Jr, viene da me e mi comunica, che tutte le volte che vede il santo padre alla tivù l?esasperazione lo spinge a cambiare canale si sintonizzarsi sul programma dei freaks.
Sorrido davanti a quell?associazione mentale e gli chiedo come l?ha scoperto, il freak-show, e lui mi risponde che gliene ne avevo parlato io.
Non so neanche perché mi sono stupita, nell?ordine, di averglielo detto e poi di averlo dimenticato.
Ad ogni modo ho riconosciuto subito il mio marchio di fabbrica.
Il freak-show, che altro non è che il varietà sul Guinness dei Primati, l?ho scoperto l?anno scorso e da allora io e mia sorella ne siamo intossicate.
E non solo, siamo proprio persuase che l?abbiano inventato apposta per noi.
Per chi coltiva il piccolo freak dentro di sé, Freud ha dimenticato di inserirlo tra Es, Ego e Superego, invece di tentare di soffocarlo, è lo spettacolo ideale.

La parola freak ha significati molteplici, ne cito alcuni: ghiribizzo, capriccio, bizzarria, stramberia, fenomeno (in a circus), eccentrico, fricchettone, singolare, curioso; (living curiosity) = essere ripugnante e/o scherzo della natura.
E? una parola perfetta, completa, persino onomatopeica, se uno si trova davanti qualcosa di strano può dire ?freeaak? come un altro davanti a una sacher può eslamare ?slurp?.
E? chiaro, avendo io allevato il mio lato freak da sempre, che per me è stato inevitabile innamorarmi di una parola con tali fantasmagoriche potenzialità.
Com?è altresì chiaro che tutto ciò che riguarda l?aspetto o l?essenza difforme, e uso la parola difforme invece della parola diverso proprio perché è simile alla parola deforme, delle persone o delle cose esercita su di me un fascino ipnotico.
Ho letto un libro sulle fiere che si tenevano una volta, quelle dei fenomeni da baraccone che poi si declinavano in: gemelli siamesi, donne barbute, persone affette da gigantismo o nanismo, pelli squamate da rettili, bambini sirena, gente con le malformazioni più disparate, e disperate.
Come John Merrick, il famoso Elephant Man, il più noto forse dei fenomeni da baraccone.
Il libro parlava anche di lui.
Per molte di quelle persone la fiera era l?unico modo di campare in una società che non le avrebbe accettate al suo interno, ma tutt?al più confinate in qualche specie di ospedale e poi dimenticate.
Comunque non ho letto quel libro con curiosità morbosa. Ho solo sfogliato ogni singola pagina confidando a me stessa:?Questa sono io, questo sono io, questi due sono io?.
Sono la donna barbuta.
Sono l?uomo con la pelle da lucertola.
Sono il ragazzo con il gemello siamese appollaiato sul collo.
Sono la bambina con le gambe attaccate tra loro simili a una coda di pesce.
Soprattutto sono convinta che ognuno di noi abbia nel profondo una piccola creatura freak che grignisce sconsolatamente perché da sempre tenta di essere ascoltata, invano.
Una creaturina che cerca di farci toccare le viscere della nostra persona, di convincerci a tapparci il naso e lasciarci sprofondare perché come succede per l?oceano, a volte gli abissi nascondono luoghi e esseri meravigliosi.
Con il mio nick name, butterfly+freak, tento sempre di tenere a mente che bisogna provare a volare, ma anche ad immergersi.
Per ora mi dibatto sull?asfalto, ma non si sa mai!
Intanto mi accontento di aver raggiunto la consapevolezza di essere una semi freak.
Non mi nasconderò più.
Non che ci sia mai riuscita granchè bene, comunque.

Infine per chiunque sia interessato a contattare il proprio lato freak torno a consigliare lo show del Guinness dei Primati,(in lombardia è su lasettegold) dove potrà ammirare gente che usa la pelle del collo per coprirsi la faccia,(giuro), che riesce a muovere le orecchie come fanno i cani, che fa giocoleria con le seghe elettriche, straccia elenchi telefonici, bacia in testa i cobra,(poveri cobra) e chi più ne ha più ne metta. L?idea più strampalata passata per la testa di qualcuno lì ha trovato la sua applicazione.
E i freaks, naturali e non , il proprio sdoganamento.
Venghino signori e signore, venghino!

?e a proposito qualcuno è interessato a un movimento liberazione freaks e semi-freaks?

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