Archive forNovembre 2006

Arriva Natale! … di nuovo.


?Scusi, avete lettere per scrivere a Babbo Natale?? mi chiede una donna con la dentatura da cavallo.
Inspiro profondamente dal naso, vorrei rispondere:?Quel signore non è ben visto qui, e le uniche lettere che gli scriviamo sono minatorie.?
Solo che Butter, quella guastafeste, me l?ha impedito.
Secondo lei ?non era il caso?. Bleah!
L?unica cosa che posso fare è lanciare occhiatacce attraverso le lenti nebbiate, ma insomma, meglio di niente.

Il Natale è un periodo difficile, io lo odio e Butter lo ama e lo odia, perciò ci troviamo in una sorta di equilibrio instabile per tutto il mese.
Butter ha deciso di fare l?albero e il presepe, e stasera ha montato l?albero perché secondo lei doveva acclimatarsi con la casa prima di venire decorato (?!).
Quanto al presepe, ci siamo accordate su un presepe kitsch: la sacra famiglia è quella tradizionale, ma invece della solita stalla si troverà in un tepee indiano, con una sentinella sioux appena fuori, l?uomo medicina e un elfo in mezzo ai Re Magi, un disco volante tra gli alberi e personaggi vari qua è la.

L?altra sera ho trovato una cavalletta letteralmente spiaccicata all?interno della porta finestra del balcone, ho tentato due volte di estrarla, ma la prima volta ho quasi vomitato sulla tenda, e la seconda sulle scarpe così alla fine ho rinunciato e alzando un grido nella notte ho chiamato i soccorsi:?MAAAMMAAAA? , praticamente è una M proiettata nel cielo, come il pipistrello di Batman, e il giorno dopo mia madre è arrivata e ha fatto il lavoro sporco.
Continuo a chiedermi, però, che fine ha fatto lo spirito della cavalletta.
Negli angoli del soffitto non c?è.

Nel pomeriggio invece, mentre mi prendo una pausa nel cesso del negozio, e mi accorgo che si sentono i piccioni tubare, e per qualche motivo penso che sono stata in circolazione abbastanza tempo da mettermi nei guai.
In pochi giorni sono riuscita a ficcarmi di nuovo in un vicolo cieco.
Stavolta però non ho tentato di arrampicarmi sul muro, ho semplicemente fatto retromarcia.
E ho deciso di prendermi un po? di tempo per piangere sul latte versato.
Almeno non sarà stato versato invano.

Ad ogni modo, ho in mente di scrivere un libro che diventerà un classico come ?Il canto di Natale? di Dickens, ho già il titolo:?Natale, distruzioni per l?uso.?
E se il negozio fosse mio, scriverei un bel cartello a caratteri cubitali e lo attaccherei fuori dalla porta:? Chiuso per Spavento.?

Ah, e il dottor House è finito.
Mi manca già.

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la bleahfarite che mi ha colpita!


Dopo almeno un mese in cui ho caracollato per il negozio sbattendo le palpebre come ali di colibrì, cercando invano rifugio dal caldo eccessivo della temperatura interna e rifuggendo la luce, costretta ad usare il computer e a guardare la tivù il meno possibile e nel caso con su gli occhiali da sole decido finalmente di recarmi dall?oculista.
Più che altro per evitare che qualunque cliente appartenente al genere maschile pensasse che gli stessi facendo l?occhietto.
Così, per la modica cifra di 75 euro, l?esimio dottore mi ha diagnosticato una lieve blefarite dovuta all?infausta esiguità del film lacrimale.
Sto per dirgli che in effetti io detesto qualunque genere di film lacrimevole ma mi mordo la lingua, se odia i pazienti spiritosi quanto io odio i clienti burloni, beh potrei cacciarmi nei guai.
Alla fine me ne torno a casa con le pive nel sacco, e la prescrizione per un nuovo collirio sostitutivo delle lacrime che non ho.

L?analisi più azzeccata e arguta l?hanno invece fatta le mie colleghe, che mi hanno diagnosticata una ?bleahfarite? dovuta alla prolungata esposizione all?estro della nostra clientela, così, mentre scelgo un paio di occhiali con lenti grigioline che dovrebbero essere riposanti, e con indosso i quali sto ora scrivendo al computer, mi rendo conto, come ha intuito Baol, che è Marla, il mio lato oscuro, che sta tentando di emergere, che la ?bleahfarite?, che mi rende fotosensibile allo spettro della luce mi rende insofferente anche al vasto spettro della stoltezza di alcuni tipi umani, o S.I. soggetti ignoti, come direbbero in Criminal Minds.
Che sfuggire caldo e luce è tipico dei lati oscuri.
E forse anche girare con un paio di occhiali con lenti che filtrano la luce.

Se non altro, Marla a parte, gli occhiali fanno di me una specie di Blues Sister, in tono minore ovviamente, e ora capisco perché Jake e Elwood si ostinavano ad indossarli anche di notte: permettono di veder girare il mondo senza accusare eccessivo stordimento, specie se ne possiedi già una buona scorta personale.
Ad ogni modo, per il momento posso usufruire del computer solo per un tempo limitato, che sta per scadere visto il bruciore agli occhi.
Ringrazio tutti quelli che sono passati di qua mentre non c?ero, e quelli che si sono fatti vivi per chiedermi dove mi fossi cacciata.
E anche per una meravigliosa cartolina virtuale di Auuliin!!

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