Archive forSettembre 2006

Who wants music on monday?


?(?)Ogni volta che mi accorgo di atteggiare le labbra al torvo, ogni volta che nell?anima mi scende come un novembre umido e piovigginoso, ogni volta che mi accorgo di fermarmi involontariamente dinanzi alle agenzie di pompe funebri e di andar dietro a tutti i funerali che incontro, e specialmente ogni volta che il malumore si fa tanto forte in me che mi occorre un robusto principio morale per impedirmi di scendere in strada e gettare metodicamente per terra il cappello alla gente, allora decido che è tempo di mettermi in mare al più presto. Questo è il mio surrogato della pistola e della pallottola.?

Queste sono alcune delle righe con cui inizia il libro ?Moby Dick?.
Per inciso sono le righe che mi hanno convinto a leggerlo.
In tutte le anime prima o poi scende un novembre umido e piovigginoso, in alcune addirittura alberga fino a diventare un lungo e oscuro dicembre, basta guardare i telegiornali o leggere i quotidiani, dai quali si evince anche che nessuno, ma proprio nessuno, ha intenzione di usare un qualunque surrogato per pistola e pallottola.
Ismaele si è messo in mare, ma è chiaro che in molti soffrono del mal di barca.
Beh meglio per i pesci, e peggio per noi.

Ad ogni modo questo è un periodo in cui anch?io mi metterei volentieri per mare, lontano dalla pazza folla, come diceva il titolo di un libro, mi pare.
Mi sembra di non poter tollerare le continue scempiaggini, la melensaggine, le futilità che ci vengono continuamente propinate.

Le canzoni sono tutte uguali, per la maggior parte sdolcinate canzoni d?amore, e i vari cantanti sono tutti diventati dei personaggi tali da renderla addirittura superflua la canzone. E che palle!
Perché qualcuno non descrive la vita quotidiana?
Che so:?Stamattina sono uscita di corsa e ho lasciato i piatti da lavare/ sono andata al cesso e la carta igienica era finita/ piove e io non ho uno zerbino ne? un portaombrelli/ mi hai lasciato? Bene adesso respiro meglio! Libera la casa dalla tua robaccia al più presto!!?

Tempo di sfilate di moda: bene per quanto mi riguarda la vita è già abbastanza complicata senza che io debba anche capire come vestirmi, in più non mi sembra una grande sfida vestire corpi perfetti o che assomigliano a delle grucce: in un caso o nell?altro i vestiti cadranno nella maniera appropriata.
Sono i corpi della gente comune che bisogna vestire.
Ed il fatto che i negozi di abbigliamento siano sempre affollati per me rappresenta un autentico mistero: altro che Santo Graal!
Ma un vestito ha davvero tutta questa importanza?
Anzi, la domanda è un?altra: di quanto valore viene caricato il proprio guardaroba?
E poi auto, telefonini, la tivù che è inguardabile e nonostante questo viene divorata!

Questa terribile tendenza all?omologazione fa dimenticare il fatto che il termine ?eccentricità? non dovrebbe esistere, che l?eccentricità dovrebbe essere la normalità, che in teoria siamo tutti diversi.
Però forse è proprio solo una teoria.

Ci vogliono tutti uguali perché così siamo più facili da gestire?
Perché come un branco di topi seguiremo la nostra moderna versione del Pifferaio di Hamelin?
E fin dove saremo disposti a seguirlo?

Essere tutti uguali, e purtroppo non nel senso più alto, cioè tutti gli uomini sono uguali davanti a Dio o nei loro diritti, ma nel senso di uniformazione, è un idea alla base di interi movimenti politici e religiosi.
Già il solo pensarlo mi fa accapponare la pelle.

Comments (16)

Al di qua del coccodrillo


Si sa che i cani ridono, Mr Pannolino lo fa spesso e volentieri, una risata un tantino beffeggiante, giusto per non dire che ci prende bellamente per il didietro; ma giuro che non sapevo che cantassero pure.
Così ieri, mentre lavavo i piatti, il Pannolo, che incidentalmente si trovava ospite a casa mia, ha cominciato a modulare un?aria.
Non capendo da dove provenisse il suono chiudo l?acqua mi guardo intorno, alla radio parlano non cantano, e intorno c?è solo il vociare dei vicini.
Riapro l?acqua e di nuovo quella specie di cantilena, allora la richiudo di colpo, cominciando a pensare ad un fantasma,(deve essere l?effetto dei miei soliti ?cinque minuti ogni tre ore? combinato con la casa nuova), quando vedo il Pannolo, colto in flagrante, seduto sotto il tavolo che mugola il suo tema musicale.
Vorrei dire una cosa qualunque, in fondo quel cane mi ha anche chiamato per nome una volta, chiedergli se intende scrivere un musical, o esibirsi in qualche formazione tipo ?Pannolo e friends?, ma mi trattengo.
Io e il Pannolo ci conosciamo da undici anni, ci capiamo, e a parte questo ci deve essere necessariamente qualcosa che segni il confine tra me e .. Carrot, il mio alter ego alieno, per esempio.
Qualcosa che mi trattenga al di qua del coccodrillo, come il grosso coccodrillo di pezza che ho sul letto che impedisce a tutte le cose che ci abbandono vicino di cascare di sotto mentre mi rigiro nel sonno!

Senza contare tutti i problemi che mi hanno creato il mazzo di margherite e i due gigli che avevo deciso di adottare.
Nessuno mi ha mai rivelato questo segreto: i fiori possono diventare delle specie di animali domestici.
Possono guardarti con disapprovazione, come si evince dai petali tutti scompigliati, o non sopportare di essere piazzati in un tal posto, come quegli stupidi puzzolentissimi gigli che non hanno perso occasione per impiastrami con il rosso dei loro pistilli o come cavolo si chiamano, ogni volta che ne hanno avuto modo, ho persino caracollato in giro il Pannolo per un?ora con striature di giglio su un braccio e uno sbaffo in faccia come una deficiente, neanche fossero stati Zorro.
E per aggiungere il danno alla beffa, ero letteralmente ossessionata dal loro stato di salute,(mi capita con le creature di qualunque genere), la mattina mi alzavo prima per cambiargli l?acqua, chi mi conosce sa che evento straordinario sia per me ?l?alzarmi prima? in genere, e poi, se mi trovavo altrove, tutto il tempo a chiedermi, avranno abbastanza luce, avranno caldo, freddo, si staranno annoiando?
Ecco, ho smesso quando mi è parso di sentirli cantare.
In fondo, malgrado ci siano persone pronte a testimoniare il contrario, non ho mai veramente tentato di attraversare lo specchio, come Alice.
Solo un coccodrillo.

Riferimenti: cinque minuti ogni tre ore sono fuori dal mondo

Comments (12)

Sirene


SIRENE

Dieci giorni di mare mi hanno permesso di condurre un studio antropologico sulle sirene, infatti ho potuto osservarne diversi esemplari nel loro habitat naturale:
- sirene infilate in costumi che evidentemente gli sono stati cuciti addosso, dai quali straripavano le squame;
- sirene che hanno seguito diete a base di alghe per così a lungo da avere ormai le squame attaccate alla lisca;
- sirene talmente palestrate da avere le squame incrinate come tanti minuscoli specchi deformanti.
Quasi tutti gli esemplari leggono riviste che trattano di altre sirene, più ricche e famose, con costumi cuciti più stretti, corpi ancora più ?liscati?, muscoli più lucidi e tonici.
Ma nonostante queste creature rasentino la perfezione, dal punto di vista delle sirene se non altro, la rivista non manca di far notare un naso pronunciato, qualche smagliatura, qualche etto di troppo, una presunta mancanza di gusto del vestire, come a dire: nessuno è perfetto.
Peccato che il messaggio contenuto nelle suddette riviste, e anche nei vari rotocalchi televisivi, non sia affatto nessuno è perfetto: il messaggio è ?Se sono imperfette loro, figuratevi voi!?
E tutte le sirene giù a comprare prodotti, a intasare palestre a fare shopping nello sterile tentativo di scimmiottare qualcun?altro.
La partenza da quel luogo ameno in parte è stata un sollievo.
Ero una bipede fuor d?acqua!

Comments (17)