Archive forGiugno 2006

Cinghiale, tigre, capra e il marinaio Hornsby!


?Un consiglio: ascoltate le voci se vi va, ma fate sempre una buona colazione!?
Sally Brown

Cose che ho imparato questa settimana:
- mai passare davanti ad un gruppo di persone che deve attraversare, o va a finire che ti trovi sull?altro lato del marciapiede, volente o nolente;
- esiste un cocktail che si chiama mojito,(almeno credo), e non mosquito, sigh!?!, e quella che c?è dentro è menta e non salvia, me l?ha detto il cameriere, tra una risata e l?altra. E comunque a me fa dormire;
- sono un cinghiale di metallo.

Sono un cinghiale di metallo e a comunicarmelo è stato il vecchio cinghiale d?oro che in metropolitana si è seduto vicino a me: un vecchietto con camicia gialla e un paio di anelli d?oro.
Mentre leggo un libro sulle malattie neurali, immagino non a caso, vedo che il nuovo passeggero si gira spesso e volentieri a guardarmi.
Io continuo a leggere, ma dopo tre o quattro fermate questo non ce la fa più:?Signorina, posso chiederle una cosa??
?E come ti pare?!? penso io e faccio sì con la testa.
?Lei è del 70,71,72 o 74??
Io ci rifletto un attimo, ultimamente mi è anche capitato di dimenticarmi la mia data di nascita, poi rispondo:?Del 71.?
E lui:? Allora lei è un cinghiale di metallo, io sono un cinghiale d?oro. A lei vanno bene quelli della tigre, del cane, e della capra!?
E intanto che lui snocciola date e mi predice che con la capra sarà un amore da film, io penso che non posso credere alla conversazione che sto avendo, ma che è perfettamente coerente con tutto il resto.
Nel frattempo il cinghiale d?oro ha finito e, come se fosse stato una macchina a gettoni, per il resto del viaggio si spegne.

Qualche giorno dopo all?aperitivo per il compleanno di mia sorella, la sera del mosquito per intenderci, mi si appiccica il fidanzato di una delle altre ragazze, parlando del più e del meno, dei reciproci difetti e interessi alla fine lui mi chiede:?Ma tu sei fidanzata??
?No.?
?E come mai??
Alzo le spalle:?Chiedilo al mondo esterno.? O al mio karma, per esempio.
?Voglio presentarti un mio amico, è mezzo scienziato e mezzo ingegnere, e sai, non parla mai con la gente perché ha paura che lo prendano per matto.?
Ah, ma va?, e vuoi presentarlo proprio a me?Che strano!
Però faccio buon viso a cattivo gioco, insomma baro, e gli dico:?E? una capra, almeno??
?Capra?? lui è perplesso.
?Si, per il prossimo semestre posso incontrare solo capre tigri e cani.?
?Ah!? suppongo stia pensando che il suo amico non è l?unico che dovrebbe aver paura di parlare con la gente.
Per ovviare l?inconveniente, e confermare la sua teoria, gli regalo uno dei miei nasi da clown, ne ho sempre con me un paio, per ogni evenienza.
E infatti nel giro di un quarto d?ora tutta la tavolata si sta facendo foto con il naso rosso incastrato su quello vero.
E chissà perché mi viene in mente il marinaio Hornsby.
Nel film ?Operazione sottoveste? il marinaio Hornsby era un povero maiale che gli alleati avevano rubato a un contadino per festeggiare una qualche festa e che, fermati ad un posto di blocco, coprono con un pastrano cercando di spacciarlo per un marinaio ubriaco.
Beh, da qualche parte il marinaio Hornsby grugnisce ancora!
Per fortuna.

Anche perchè, essendo io un cinghiale, mi sa che eravamo parenti!

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Buonanotte nonna! ..e non farti beccare a barare..


?Una volta eri un ottimo baro.?
Bambino a Trinità in ??continuavano a chiamarlo Trinità?

Dunque venerdì una delle mie due nonne è morta.
Non quella che viveva con noi, l?altra.
Io e mia sorella siamo rimaste senza parole, voglio dire, ormai eravamo sinceramente convinte che fossero immortali.
Siamo rimaste anche un po? deluse: in quanti possono vantare ben due nonne highlander?
Ance se da un lato mia sorella è stata felice di non dover essere lei a decapitarla, infine.

Non ho grandi ricordi su di lei, tranne uno ben nitido: da piccoli noi cinque cugini giocavamo a poker con la nonna, e lei barava.
La nonna non era capace di bluffare, ma barava benissimo.
Così abbiamo imparato a barare anche con noi.
Quando nasci e cresci in una famiglia di invadenti pseudo o proto giocatori d?azzardo è essenziale saper barare se vuoi sopravvivere.
Se non vuoi che vengano a vedere le tue carte quando non hai niente in mano.
Cosa che è quasi sempre, almeno per me.

Comunque oggi siamo andati alla camera mortuaria e io mi sentivo molto curiosa: non avevo mai visto un morto, e non ero mai stata in uno di questi luoghi in cui la morte è una consuetudine.
Pensavo ne fossero intrisi, mentre invece era solo asettico.
Almeno fino a quando mia zia, sentendo un rumore, non ha detto:?Ho immaginato che fosse la mamma che veniva su dalla sua famiglia.? Facendo scappare suo fratello fuori a prendere aria.

Non avevo mai visto un morto, ma la nonna mi è sembrata solo strana, come fatta di cera.
Una bambola di cera che dormiva, morbida e fredda al tatto.
Non mi ha fatto impressione, mi è solo venuta voglia di dire buonanotte.

Ci sarebbe voluto un po? di silenzio per comprendere davvero.
Ma in una famiglia di giocatori il silenzio è bandito, perché è troppo eloquente.

Quando ho chiesto a mia mamma come si sentiva, lei mi ha sorriso e mi ha snocciolato l?intera storia clinica della nonna: un ictus, un tumore, un? operazione al femore e svariate malattie di contorno non erano riuscite ad abbatterla, la nonna era un bulldozer.
E? stata la vecchiaia a vincere la mano, ma forse non la posta in gioco.
?Se le sparavi il proiettile tornava indietro.? ha concluso mia mamma.
E io ci credo.

E credo anche che dovunque si trovi ora, se non ha trovato un televisore con un canale di sole soap operas e un tavolo da poker farà passare un brutto quarto d?ora, e d?ira, a Qualcuno.

Beh, buona fortuna Qualcuno.
E buonanotte, nonna.

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Della noia e di altri fastidi…


Io sono nessuno. Tu chi sei?
Nessuno pure tu?
Allora siamo in due, ma non dirlo
Potrebbero cacciarci, lo sai!

Che fastidio essere qualcuno!
Che volgarità, come una rana,
che dice il suo nome, tutto giugno
a un pantano che sta ad ammirarla!

Emily Dickinson 1861

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