Archive forMarzo 2005

Nate il 28 di marzo! – "Practical magic"


Le righe che seguono sono dedicate a mia madre, cui, il 28 marzo del 1971, oltre alla tranquillità ho scippato anche la data di nascita, che dal 1974 abbiamo dovuto condividere anche con un cugino.
Al danno di non avere una festa in esclusiva, quest’anno è pure Pasquetta…!
Auguri mamma! e anche a me e a mio cugino già che ci sono.

Come ho accennato in un post precedente, di quella scombinata tribù che è la mia famiglia, maman è lo sciamano.
E’ a lei che ci rivolgiamo tutti per un primo consulto, e per quello che mi riguarda sono anni che non vedo un medico!
I suoi rimedi sono pratici, efficaci, di facile applicazione e inventati, o, se non altro, sono libere intrepretazioni di qualcosa che ha letto, visto o sentito.
Quando non li elabora lei stessa.
I suoi ingredienti sono di facile reperimento: lei cura tutto con due farmaci: una crema a base di cortisone, e lo Iodosan in goccie.
Lo Iodosan in particolare l’ha usato per sfiammare gole, gengive, togliere verruche, disinfettare. La crema per tutto il resto!
Ma non solo, quando, questo inverno, ho avuto la tosse, una sera mi si presenta davanti con in mano un vasetto colmo di una sostanza oleosa con immersi dentro quelli che sembravano spicchi d’aglio!
Ero già pronta alla lotta perchè l’aglio io non lo digerisco, quando mi comunica che è semplice succo di rapa.
Beh, il succo di rapa fa passare la tosse!
Per tacere dei chili di chiodi di garofano che mio padre ha masticato contro il mal di denti, i chiodi di garofano piantati nel limone per tenere lontane le zanzare, le castagne che mi ritrovavo nelle tasche del piumino per “prevenire” l’influenza, il lavarsi i denti con l’acqua ossigenata,(ma questa è una prerogativa solo sua), e degli steli di foglie in camera nostra per purificare l’aria!
Maman è anche una paladina degli animali.
Quando il nostro adorato quadrupede, MrPannolino, aveva tre o quattro mesi, maman, insospettita dal suo prolungato silenzio quando invece sembrava avesse proprio tutte le intenzioni di dire qualcosa ma non sapesse come fare,è giunta alla conclusione che la sua educazione fosse stata trascurata; e ha rimediato impartendogli lezioni di abbaio ogni pomeriggio sul divano, lei simulava un abbaiata o un ululato e aspettava che il piccolo rispondesse.
Al momento non c’è sistema escogitato dall’uomo per ridurlo al silenzio!
Anche nel campo della cosmetica maman è instancabile: il suo fondotinta viene regolarmente miscelato con la crema idratante, usa il correttore come rossetto e la birra, versata in un apposito contenitore spray, come lacca.
Ci ha insegnato a non “fare le piattole”, cito testualmente, se ci fa male qualcosa.
Quando, da piccole, io e mia sorella Sadako ci lamentavamo di qualche malanno, specie per non andare a scuola, la sua risposta era:”Pensa a quelli senza gambe e senza braccia!” cosa che, com’è ovvio, ci lasciava senza parole. Un semplice mal di testa o di stomaco non può competere con quello, specie se te lo dice una che si toglie i punti da sola.
Io sono tuttora segnata da quelli senza braccia e senza gambe!
Ad ogni modo, siccome la mela non cade mai lontano dall’albero, anch’io ho un ingrediente personale: il burrocacao. Lo uso per qualunque cosa o quasi, me lo sono spalmato su screpolature, croste, bruciature, irritazioni.
Una sera me lo sono spalmato sulle palpebre e appena sotto l’occhio, avevo il contorno occhi screpolato per via del collirio che non so mettere, avendo cura di non sconfinare sulle ciglia, ma lo stesso la mattina seguente mi sono ritrovata tutti gli occhi impiastricciati al punto che non mi riusciva di aprirli.
Al che mia sorella Sadako, che vigila inutilmente sulla mia salute mentale, è andata a lamentarsi con maman soprendendola a cospargersi di burrocacao il naso arrossato dal raffreddore!
Così ci ha lasciato perdere e si è reimmersa nelle sue plurime allergie: è allergica a tutto, compresa l’aria che respira, ma morirebbe piuttosto che rinunciare al cioccolato.
Ora però devo scappare, maman ha appena scoperto che le star di Hollywood usano una pomata per le emorroidi come crema antirughe, e non vorrei essere dover fare la cavia..

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Freak happens!- cose di (quasi) tutti i giorni..


ecco alcune cose che continuano a capitarmi e da cui, nonostante il mio prossimo trentaquattresimo compleanno,(sic!?), non riesco ad emendarmi:
- girare con i baffi del latte! perchè non mi viene mai in mente di controllarmi allo specchio prima di uscire?
- la cerniera dei pantaloni abbassata! idem come sopra;
- golf allacciati storti, cartellini attaccati, cose strane tra i capelli!(ma giuro niente del genere Cameron Diaz in “Tutti pazzi per Mary”, e se mi è mai successo non voglio saperlo!);
- perdersi nei grandi magazzini o nei centri commerciali, che comunque frequento il meno possibile. Il problema è che i luoghi vasti e affollati mandano in tilt il mio sistema radar!
- dovermi fare tradurre i menu nei ristoranti, italiani o stranieri che siano, così va a finire che qualcuno deve sempre ordinare al posto mio, perchè per me, per esempio, carne alla tartara non vuol dire niente, per quante volte me lo abbiano spiegato, per me i tartari staranno sempre e solo nel deserto!!!
- scendere sulle chiappe tutte le scale a chiocciola dei negozi o locali di Milano, quando li frequentavo, questo perchè mi ostino a scendere sempre nella parte più stretta del gradino!
- dover leggere le istruzioni figurate allo specchio, o “tradurre” quelle scritte, ma di questo non ho colpa. La colpa è del mio mancinismo, anche se io ci ho messo un po’ a capire che vedevo le cose alla rovescia. Ne ho avuta lampante dimostrazione davanti ad una casa di bambole di tre piani con terrazza montata da me in maniera esatta ma speculare alle istruzione, e a un ‘infintà di tricicli che andavano solo all’indietro!
Naturalmente marcavo male sin da bambina, a parte i vari tentativi di suicidio:
- un pomeriggio, colpa di una pubblicità che tagliava a scaglie un sapone, ho costretto mia sorella Sadako a cooperare, e dopo aver tagliato la saponetta a scaglie ce la siamo mangiata a merenda!
- ci siamo lavate i denti col Fargan, pomata contro le punture di zanzara, per me un tubetto era un tubetto!;
- le ho inciso sulla fronte, con una penna a sfera, la scritta “bentornata” per accogliere mia mamma che tornava dall’ospedale! Scritta che non voleva più andare via, così per un po’ ho avuto la mia stele di rosetta vivente!
- ho sovrinteso e sponsorizzato la decapitazione di tutti i nostri Ken, anticipando Sleepy Hollow di almeno una ventina d’anni! e una testa non è mai stata ritrovata!(la stiamo ancora cercando);
- ho mangiato i carciofi con le spine e tutto quanto, e ho scoperto che non era il caso solo quando mia mamma mi ha domandato dove le avevo messe, e, saputolo, mi ha guardato con apprensione tutto il pomeriggio;
- per una giornata intera ho aspettato di venire condotta nell’amena cittadina di Capperi, questo perchè mia mamma, sorpresami con le dita nel naso, mi ha chiesto:”Andiamo a capperi?” e io l’ho presa sul serio.
E purtroppo devo dire che tutt’ora prendo molte cose in senso letterale.
- dulcis in fundo, nell’unica lettera che ho scritto in vita mia a Gesù Bambino l’unica mia vera preoccupazione è stata chiedergli se Goldrake esisteva veramente!
Ecco due domande con cui, qualche anno fa, ho fatto incazzare da morire mio padre, che sui miei svarioni ha pochissimo senso dell’umorismo, entrambe le volte l’ho colto di sorpresa, alle spalle:
-”Papà, ma la chiave della Punto apre tutte le Punto?”;
-”Papà, come mai l’Argentina non gioca negli Europei di calcio?”(A mia parziale discolpa posso dire che io stavo pensando solo a Maradona, che allora giocava nel Napoli, e mi era sembrato strano non sentirlo nominare dureante gli Europei. Ehi, ho detto PARZIALE discolpa.);
Ecco una domanda con cui ieri ho fatto incazzare il mio collega Fantasma dei Natali Futuri durante la pausa pranzo:” Ma secondo te, esistono film porno interpretati dai vecchi?”
Pertanto, viste le premesse è ovvio che:
- il medico di famiglia decida di scegliere proprio tuo padre come ambasciatore per comunicarti che o smetti di prendere la pillola,perchè l’hai presa per diversi anni di seguito o fai un esame del sangue!
-l’unica volta che sono stata al Louvre qualcuno ha fatto scattare l’allarme e sono scese le porte di sicurezza;
- sempre a Parigi, ci salta la navetta per l’aeroporto perchè doveva passare il Tour de France!
-subito dopo un Natale, con la mia capa in vacanza e io al comando, è scoppiata una tubatura e il negozio si è allagato. E la gente non voleva andarsene. Una mi ha detto che veniva da Como e io le ho risposto”Signora se aspetta ancora un po’ il lago lo ritrova qui.”;
- un ragazzino mi guarda, mi avverte che sta per sentirsi male, e si vomita nel maglione per non sporcare il pavimento; allora avvisto il padre, lo chiamo e lui invece di riprendersi il figlio, scappa in preda ai conati.
- l’altro giorno, con quaranta gradi in negozio, un corriere per fare lo spiritoso mi chiede se soffro il solletico, io gli dico che per il suo bene non è il caso ma è troppo tardi, e così intinge il suo dito nella mia ascella zuppa;
- un colpo di vento mi fa volare il giornale sulle scale della metropolitana, un vecchietto me lo raccoglie,(ma se fossimo stati in un film sarebbe stato Brad Pitt!) e dopo aver guardato bene il groviglio che ho in testa dice:”Per fortuna IO non ho i capelli” e se ne va.
- in metropolitana, vedo un tipo chiaramente innocuo ma non del tutto a posto farsi largo tra la folla, arrivare fino a me, farmi un sorriso sgangherato e chiedermi:”Ciao, sei fidanzata?”
- un barbone cliente fisso del negozio, gira con il moccio che gli scende dal naso come un elastico, sceglie qualcosa e finalmente decide di pagare. Vengo trascinata con la forza alla cassa perchè sono l’unica con abbastanza stomaco per reggerlo, anche se intanto penso che se il moccio gli cade sui soldi qualunque cosa abbia preso gliela regalo, per fortuna non è successo, ma rimpiango ancora di non aver potuto immortalare l’espressione attonita della signora in fila dietro di lui!
Comunque, tirando le somme, una domanda mi sorge spontanea: come sarebbe la mia vita se fossi un po’ più Butterfly e un po’ meno Freak?
E’ possibile esercitarsi? O forse ormai sono troppo vecchia!
Sarò una vecchia freak che parla con gli alberi……..
Aiuto!
Aiuto?

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Nonna -freak


Oggi mia sorella Sadako ed io siamo dovute andare a trovare la nonna, quella che vive con noi, nella casa di cura dove ogni tanto si concede un po’ di vacanza da noialtri.
Parcheggiamo alla fine del divieto di sosta. Un po’ prima del nuovo palo con il cartello.
Quello vecchio lo abbiamo abbattuto noi durante un’altra vacanza della nonna; in effetti mi ero accorta che il palo stava prendendo una strana postura, ma non mi è venuto in mente di segnalarlo fino a che ho visto che mia sorella non aveva proprio nessuna intenzione di smettere di strofinarci contro la mia portiera, allora le ho detto:”Guarda che si sta eccitando! Se viene io scendo dalla tua parte!”
Al che lei scarica un cumulo di improperi, tra i quali: “perchè cazzo non me l’hai detto prima!” e si ferma.
La volta seguente del palo neppure l’ombra.
Tornando al presente parcheggiamo senza problemi, una volta tanto, e ci avviamo verso l’istituto che oltre ai vecchietti da ospitalità ad altri vari personaggi, uno dei quali esce sparato dall’atrio porgendo la mano a chiunque gli si pari davanti, in questo caso mia sorella, che gliela stringe e poi mi guarda dubbiosa:” Non voglio mai sapere cosa ci ha fatto con quella mano!”
E io:”Sono tutti anticorpi”, e proseguiamo.
La nonna è al terzo piano ma, mistero, le scale si fermano al secondo!
Entriamo, seguiamo i cartelli di lungadegenza, arriviamo a una grande porta scorrevole che si apre su un corridoio che scende!
Per salire al terzo piano bisogna scendere!, forse se scendiamo ancora un po’ arriviamo al sesto piano, ma non abbiamo tempo di verificare, siamo già in ritardo.
Le stanze e i vecchietti mi ricordano alcune pagine del libro “Soffocare”, così per qualche istante mi sento un po’ letteraria.
La nonna dormicchia ma il suo radar funziona e come entriamo apre gli occhi e si tira un po’ su. E’ pettinata da punk, con una specie di cresta di lato che mia sorella le riavvia, io le metto in testa un cerchietto da bambine, pieno di perline blu, che le ho portato a casa dal negozio e che le piace tanto.
Da punk stava meglio.
Sempre meglio, comunque, dell’ultima volta in cui le ho tagliato i capelli.
Lei si è addormentata e, mentre tagliavo, la sua testa è caduta in avanti, così per un po’ ha avuto uno scalpo su cui sembrava fosse passata una folgore.
Mia mamma non aveva il coraggio di guardarla.
“Se non mi facesse male la gamba faremmo un giro” ci dice la nonna, ottimista. La gamba gli fa male dal lontano novecentottantatre e non cammina da dieci anni.
“Mi fa male questa gamba” dice toccandosi la sinistra:”e anche questa” la destra, e poi indica in diagonale.
“Come il nostro governo!” gli dico:”Non ti senti rappresentata a livello parlamentare?”
Lei mi guarda e con un dito indica il muro di fronte:”Quello lì!” grida quasi.
Il crocifisso.
“Gli chiedo tutte le notti di farmi morire!” afferma risentita:”Ma mica mi da ascolto!”
“Se fosse uno stupido non sarebbe lì da duemila anni!” dice mia sorella:”L’ha già fatto una volta di non allontanare il calice, ha imparato la lezione. Di sicuro è convinto che è mille volte meglio se tu continui a dare il tormento a papà,che è già abituato, piuttosto che a lui. Ma vedrai che se fai la brava ti accontenta.”
La nonna sorride, rasserenata.
Nel suo intimo, invece, mia sorella è convinta che le nostre nonne siano due highlander, e che prima o poi dovremo decapitarle.
Intanto la nonna ci raccomanda di spartirci i suoi gioielli, quando torniamo a casa.
“Veramente pensavamo di fare come gli egiziani, e di seppellirli nella bara con te!” dico.
“Guarda che vuole farsi bruciare.” mi fa notare mia sorella.
“Con l’oro potete fare quello che volete, se non vi piacciono così come sono i gioielli.” aggiunge la nonna.
Qualche secondo di silenzio, in cui la vecchina resetta il sistema per cambiare argomento:”Quelli delle pulizie, sono così brutti… ma gentili!”
“Mica se uno è brutto deve per forza essere cattivo.” dico, e lei:”Voi siete belle, e brave.” Bontà e ingenuità favolistiche da nonna, salvo poi girarsi verso mia sorella e dire:”Lei non è tanto brava.” riferendosi a me.
Mia sorella alza le spalle rassegnata.
La nonna parte con il racconto di come nostro padre, che secondo lei beve di nascosto, sia bravo a fare le faccende quando va lì: le lava i bicchieri, la dentiera, la fa mangiare… e noi cominciamo a domandarci se nostro padre, che non sa fare un caffè, non abbia assunto una controfigura, o un maggiordomo o se beve davvero….
La visita è quasi alla fine, la nonna ci ordina di pregare per la sua morte, di esprimere tutto il suo affetto al nostro cane, e veniamo congedate, e solo uscendo ci rendiamo conto che c’era un’altra vecchietta nella stanza, che ci guardava con i capelli ritti sulla testa.
Risaliamo il corridoio per scendere,!!, e usciamo.
Mia sorella ha scordato il cellulare in auto ed è convinta che ci abbiano rotto il vetro della macchina per rubarlo, io le dico che nessuno rompe un vetro per rubare un telefono vinto con i punti, e la conversazione continua finchè scatta una competizione su chi delle due ha un carattere più di merda.
Io dico lei, e lei dice me.
Alla fine telefoniamo a maman perchè non siamo in grado di aspettare i cinque minuti di tragitto che ci separano da casa.
Mia madre tra le risate dice che mia sorella ha una doppia personalità, e che io sono suonata.
Poi la grande rivelazione:”Voi non siete sorelle, siete due figlie uniche.”
Amen.

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Lo chiamavano Trinità.. e voi come vorreste farvi chiamare?


Madre di Trinità:”Trinità, perchè non ci hai mai scritto?”
Trinità:” Beh, perchè io non so scrivere e voi non sapete leggere.”

Bambino, dopo una rissa, chiede a Trinità quel’è stata la causa scatenante, risposta:”Ha chiamato nostra madre vecchia bagascia.”
“Ma nostra madre è una bagascia.”
“Si, ma non è vecchia.”

Il pastore mormone:”Salve fratelli.”
Bambino a Trinità:”Gliel’hai detto tu che siamo fratelli?”

Bambino prima di acconsentire alla confessione:”Rimarra tutto tra noi?”
Il frate indicando in alto:”Tra noi e Lui.”
Bambino:”No, neanche lui.”

Bambino dopo aver aggredito il frate nel confessionale, il quale stava per assolverlo dai peccati e impartirgli la benedizione:”Prima ha cominciato a parlare a bassa voce, poi è pertito con il destro…”

Come avrete capito i due film di Trinità in casa mia sono imprescindibili, quando passano alla tivù si guardano, punto.
Io e mia sorella Sadako abbiamo sempre amato Bud Spencer e Terence Hill, come tanti della nostra generazione ci siamo cresciute.
E ci è sempre piaciuto che i loro film, per quanto leggeri, fossero in tempi non sospetti ecologisti, animalisti e dalla parte dei più deboli, per esempio:”Io sto con gli ippopotami” e “Porgi l’altra guancia”.
Ma i due Trinità in particolare io li ho sempre trovati geniali, a partire dal fatto che il nome del personaggio di quel mastodonte che è Bud Spencer sia Bambino.
Amo quella rilassatezza di fondo, il prendere la vita con quella disinvoltura serafica.
Sapere di essere senza doverlo dimostrare, tant’è che “la mano destra del diavolo” si aggira per il far west facendosi trainare su una slitta dal cavallo, che considera più un amico che un mezzo di trasporto, senza fare il pistolero ne’ il baro, due dei suoi talenti riconosciuti e senza cercare soldi o consensi sociali, di un tipo o dell’altro!
Salva il messicano ricercato dai bounty killers per aver difeso la moglie da “un gringo che la voleva” a cui ha dato solo qualche coltellata…”ma sai, i messicani hanno sempre torto”, e usa il fratellastro Bambino,( che rimane il mio personaggio prediletto), per aiutare i mormoni.
Il manrovescio assestato da Bambino al bandido Mescal, lo fa girare su se stesso e cadere come un ciocco, per me è da antologia.
Quando alla fine Trinità pensa di diventare mormone perchè la poligamia non solo è consigliata ma addirittura incoraggiata, viene lui scoraggiato dalla prospettiva di una vita di duro lavoro, perciò rinforca la sua slitta e se ne va. Libero senza nessun legame ne’ possedimento. Bastante a se stesso.
Lo schema del secondo film è molto simile al primo, tranne che invece di spacciarsi sceriffo e vice diventano federali, e i mormoni diventano frati, ma a mio parere è bello uguale.
Questo modo scanzonato e sornione di vivere al di fuori delle convenzioni non finisce mai di affascinarmi.
Parlando di film, e io volevo parlare di alcuni dei miei film preferiti, il fatto che i protagonisti siano dei truffatori non è un caso.
Mi piacciono e ogni tanto mi immagino di vivere come loro.
Non è corretto forse, ma non si può pensare sempre pensieri edificanti, per me poi è quasi impossibile.
I film cui mi riferivo sono “Heartbreakers”, con Sigourney Weawer, storia di madre e figlia truffatrici; “Vendesi Miracolo” con Steve Martin, grandissimo attore e il film è uno dei miei preferiti in assoluto, in cui lui è un finto predicatore che alla fine “combina” un vero miracolo; e dulcis in fundo “Victor Victoria”, una donna che finge di essere un uomo che finge di essere una donna. Per un po’ Victoria Grant/Julie Andrews ha il privilegio di vivere nei panni di entrambi i sessi!
Chiaccherando con una mia amica fanatica di horror e specialmente di vampiri giocavamo a quale film ci sarebbe piaciuto interpretare da protagoniste, e io credevo che lei mi avrebbe risposto “Dracula” o “Intervista con il Vampiro” o “L’armata delle tenebre” o un qualsiasi altro film di genere e invece com mia grande sorpresa lei ha risposto:”Insonnia d’amore”!
E io, dopo aver scartato “Alien”,”Guerre Stellari”,”Speed” ,”Terminator 2″ e “L’amore ha due facce”, “Una strega in paradiso” e “A qualcuno piace caldo”, mi sono risolta per “Victor Victoria”, certo anche lei, come in tutti gli altri film,alla fine viene redenta, per così dire, dall’amore.
Pazienza, niente e nessuno è perfetto.
Ma ora voglio giocare con voi, quale film vi piacerebbe interpretare da protagonisti?
Ci sono solo due regole:a) dovete essere i protagonisti,b) il ruolo deve corrispondere al sesso, per intenderci una donna non può interpretare Indiana Jones, la trama ne risulterebbe alterata!
Alla prossima.

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