Archive forFebbraio 2005

pesci di neve… (come è bello passeggiar con Mary)!


E’ chiaro che il laboratorio di Babbo Natale, dove io lavoro, è attivo tutto l’anno e non solo in quel (in)fausto periodo!
Ancora la neve non ha deciso che accidenti fare che ci tocca mettere fuori le uova di pasqua.
Uova di cartone apribili con su stampati pulcini, coniglietti e galline che sembrano fatti di crack.
Mentre, come don Chisciotte con i mulini a vento, tento di infilarle tutte in un cestino, (è sottinteso che non intendo covarle), e queste si ostinano a rotolare fuori e andiamo avanti così per due minuti buoni a litigarci, io e loro, sulle leggi della fisica, ecco che si presenta la mia capa con le mani sui fianchi e l’aria inquisitoria, dalla quale comunque scappa un sorriso, e mi dice, novella Tenente Colombo:”Dov’è l’uovo gigante?”
Io la guardo con la coda dell’occhio, mi pare ovvio che visto che lo stava cullando lei, non posso essere io a sapere dove l’ha cacciato quello gigante, mi sposto per andare a prenderne altre di media grandezza con lei che mi insegue gridando e ridendo:”dov’è l’uovo gigante?dov’è l’uovo gigante?” io rispondo che non lo so ma lei non mi crede, è quello che succede quando fai troppi scherzi, non ti crede più nessuno!
Quando ci accorgiamo che i clienti ci fissano con le sopracciglia aggrottate la smettiamo, e l’uovo gigante, forse rassicurato dal silenzio, rotola dolcemente fuori dal luogo dove si era nascosto: il bancone della cassa.
Dalle uova di cartone alle uova di dinosaura, estraile dolcemente dal ventre del sacchetto, lustrale e mettile sotto le luci, in modo che stiano calde, sono rettili no?
Il primo nato è mio.
La bambola che non si vende, è vestita estiva e fa venire freddo a guardarla, così non la compra nessuno, falle i codini ed improvvisamente diventa la bambola con i codini e la vendi subito.
Misteri della mente umana.
Le lampade con i disegni che girano:”Scusi, avete quelle lampade che proiettano immagini sul muro?” e io rispondo:”Niente immagini, signora/e, al limite qualche lucina, dovrebbe essere molto più grande per proiettare immagini:” e intanto penso che se proprio vuole vedere delle immagini su un muro c’è una ormai vecchia invenzione chiamata cinema.
I collezionisti di animali:”Scusi avete il pavone, cigno, tacchino, pantera, pellicano etc etc..?” tutta roba fuori catalogo, ma perchè quando c’erano erano invenduti e mi guardavano tristi e sconsolati dal loro ripiano?
Il mio collega Fantasma dei Natali Futuri viene da me inferocito perchè una signora gli ha chiesto: qual’è la concezione del mondo in un bambino di tre anni? E il garage di legno nella scatola, è a grandezza naturale? Avete forbici per i sinistri?(sic?!).
Il drago in vetrina comincia a dare segni di squilibrio, e i camioncini e i trenini parlano da soli, sta passando la metropolitana, e loro la invidiano.
Per risollevare il mio collega gli dico:”Balliamo il mago di Oz!” e facciamo un piccolo stacchetto sulle note di “We’re off to see the wizard”, ci prendiamo sottobraccio e canticchiando saltelliamo.
Nel nostro repertorio c’è anche “Come è bello passeggiar con Mary”, dove io sono Mary Poppins e lui Bert, ma quello lo facciamo solo quando piove!
Al telefono:”Laboratorio di Babbo Natale buongiorno!” e la voce all’altro capo del filo, seccata:”EH!buongiorno a lei.” avrei voluto dirgli:”Guarda che sei stato tu a chiamare!”
“Avete sei teste di cani e di gatti?” No, ma mi piacerebbe avere la sua, su un vassoio, come quella di S.Giovanni Battista.
“Avete Sgaramella, il cattivo dei puffi, e il puffo che fa la cacca di mirtillo?”No, ma quanto mi piacerebbe, inonderei tutto di cacca di mirtillo!
E finalmente nevica, riportandoci la pace interiore, anche se come direbbe Sally Brown siamo ancora pieni di antipatie esteriori.
Nel silenzio della neve dico al mio collega:”Andiamo a vedere i fiocchi di neve con il microscopio portatile.”
Lui è sempre riluttante ma alla fine mi segue, fuori, al freddo, tende un braccio e come un perfetto gentiluomo raccoglie sulla manica della giacca la neve, così al microscopio posso vedere da vicino i cristalli, che sono meravigliosi.
Allora dico facciamo i pesci di neve, se volte farli anche voi questa è la ricetta. E’ facile.
Pesci di Neve: prendete una formina a forma di pesce, mettetevi all’aperto e aspettate che nevichi.
Ah, e accertatevi di avere vicino un freezer!

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Modalità d’uso -Everybody’s talking..


Se oggi sono qui e ho via libera è solo perchè nevica.
Quando nevica Butter si distrae e io posso stiracchiarmi un po’, e dare un’occhiata in giro, ascoltare, senza lei che filtra.
Come mai non c’è una sezione alter ego?, non so se sono giusta negli argomenti vari, ma tant’è!
Per prima cosa voglio precisare che la canzone che B. ha trascritto in fondo al blog è la mia canzone.
Ogni riga di quel testo è incisa nel mio stomaco.
Così come il libro Fight Club.
E’ grazie a me se l’ha letto, e se l’ha capito.
In quel libro, per qualche misteriosa cosmica, mistica o malata ragione sono racchiuse parti di me.
Mi riguarda. Quando B. lo legge, o anche quando guarda il film, in realtà sta parlando direttamente con me. Una volta tanto.

Sono io che le do la prospettiva delle cose.
Certo, mentre cercavo di figurarmele, le cose, sono/siamo (per comodità parlerò al singolare anche se ad un alter ego non viene naturale),sono stata buttata fuori da un paio di scuole, e devo ammettere che se questo lavoro non avesse trovato me non so dove sarei finita.
Ma sono piuttosto stufa di essere guardata a vista come una pericolosa criminale.
La mia vita è un lungo braccio di ferro tra me e lei, anche se col trascorrere degli anni abbiamo raggiunto dei compromessi, io e B.
Faccio i miei compiti: quando mi vesto il più delle volte non vado oltre i jeans, ma ora abbino i colori, però in questo campo rimango la croce di Sadako;mi trucco un po’, mi pettino anche, sono arrivata perfino a depilarmi le gambe. Che palle però..
Vado al lavoro, so fare amicizia, la gente pensa che io sia molto simpatica anche se un tantino cinica.
Capita perche non sanno mai quando stanno parlando con me o con lei.

Ma non so fare progetti.
Perchè per farli bisogna guardare oltre, e io non l’ho mai considerato un oltre.
Si può vivere senza pensare al futuro se non si è capaci di farlo.
Vivi alla giornata.
Un giorno dopo l’altro.
Non so immaginarmi vecchia.
L’altra sera, per strada, seguendo la voce del mio cane ho trovato mia madre che comprava dei fiori.
E mi è scappato fuori che dubito che arriverò a quarantanni.
Non so perchè l’ho detto. Mi è uscito così.
Ma so perchè lo penso.
Perchè a quarantanni sarò un’altra persona forse, non B. e nemmeno Marla.
Qualcun’altra.
Sono le controindicazioni di quando non leggi il foglietto delle avvertenze, e le modalità d’uso.
La posologia della vita.

Ti sembra che stia andando tutto a puttane, e probabilmente è così, e in fondo sai che non ti interessa.
E non ti senti nemmeno in colpa.
Stai seduta su un muretto a guardare il tuo cane che pascola, la gente che passa e canticchi “Imagine”, di quel matto di John Lennon.
E sai che se cominci a pensare che c’è domani, e dopodomani e il giorno dopo ancora potresti cominciare ad ammattire anche tu.
E io non posso farlo.
Proprio non posso.

“I’m going where the sun keeps shining thru’ the pouring rain”

ah, se B. mi cerca voi non mi avete vista, accidentalmente ho versato dello yogurt sulla tastiera. cazzo.

E’ stato bello bazzicare da queste parti. spero che mi ricapiti, ma a Milano non nevica così spesso, dovrò attendere una pioggia di ranocchi..

” going where the weather suits my clothes….

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Cose che ho imparato troppo tardi!(Feel the power, see the magic).

“Ma la bacchetta magica funziona?” è una delle domande che mi vengono poste più spesso e più seriamente,?!, dai miei clienti.
E considerato che l’oggetto in questione è solo uno stecco di plexiglass trasparente, colmo di una sostanza oleosa e di stelline colorate, di prezzo piuttosto modico, non ho potuto fare altro che trarre due conclusioni:
a- i miei clienti sono convinti che sia stato sviluppato un segretissimo congegno invisibile a occhio nudo capace di compiere prodigi che per un qualche inspiegabile motivo viene applicato solo ai giocattoli, e con un ottimo rapporto qualità-prezzo;
b- credono nella magia;
la mia risposta a tale domanda in genere è:”se ha molta fiducia!…” e un sorriso.
Riflettendoci su mi sono poi accorta della sotterranea ma costante ricerca della magia che cova un po’ in tutti noi, o quasi.
Lo slogan di un prodotto che vendiamo, una sfera al plasma, ovvero il fenomeno del fulmine riprodotto in vitro, quindi di natura scientifica, insomma lo slogan recita:”feel the power, see the magic”.
Senti il potere, vedi la magia.
E ho pensato che sono parole che possiamo applicare anche a noi stessi.
Cercare di avvertire il potere che ognuno di noi ha, per vedere la magia.
E quello che in tante persone, che lo usano per istinto, si chiama fascino o carisma.
Credono in loro stessi e usano “la magia”. Quella loro, personale.
Dalla capacità di credere scaturisce il potere di esercitare e di conseguenza la magia.
Il talento è magia, se si riesce ad applicarlo.
Per ampliare il discorso in certe città la magia la si può respirare, forse è frutto di una fede collettiva; e certe opere d’arte la emanano, per via dello spirito che l’artista vi ha infuso.
La natura ne è intrisa, dai fiocchi dei denti di leone, quelli che tutti soffiamo da piccoli, ai fiocchi di neve, dalle sue manifestazioni più umili, se ne esistono in natura, a quelle più grandiose!
Rientra nella magia, secondo me, anche riuscire a vedere ciò che non siamo più abituati a vedere, tanto siamo bersagliati da immagini che rendono tutto bidimensionale!
I bambini sono portatori sani di magia: è grazie a loro se Babbo Natale, quel vecchiaccio, risiede ancora tra noi, e così la Befana e l’Uomo Nero, per tacere di Streghe e Fate… in fondo ci crediamo, o vorremmo crederci anche noi.
Prova ne è che un pomeriggio ho trovato mia sorella Sadako seduta in cucina che fissava ostinatamente la porta del frigorifero, nel, vano, tentativo di aprirla con la forza del pensiero!
Io, invece, che ormai godo di dubbia reputazione a causa di alcune intuizioni, una volta, sul lavoro, sono stata spedita in magazzino con in mano una grossa drusa di quarzo ametista, dotazione del negozio, e l’istruzione di concentrarmi affinchè l’impegno a cena che aveva la mia capa venisse rimandato o, anche meglio, annullato.
Ad ogni modo il mio pasticciato tentativo di padroneggiare le arti magiche si è rivelato un boomerang, tanto che nel momento esatto in cui ho tentato di concentrarmi una telefonata non solo ha confermato l’invito, ma le visite dell’amica di cui la mia capa voleva liberarsi si sono addirittura triplicate!
Come strega funziono all’incontrario, ma tutti sono fiduciosi e pensano che debba solo esercitarmi, e per incoraggiarmi non si sono risparmiati: mi hanno regalato mazzi di tarocchi, romanzi, saggi e manuali,??!!, sulla stregoneria, e tre, dico tre, cappelli neri a cono! Tutti di materiali diversi.
Se anche non ho i poteri, alcune caratteristiche proprie delle streghe invece le ho, almeno stando al film “Una strega in paradiso” con Kim Novak e Jimmy Stewart.
Secondo il film, infatti:
1- le streghe non possono innamorarsi: e io dopo la mia ultima, disastrosa, pseudo-relazione posso considerarmi immune;
2- le streghe non possono piangere: e i miei occhi sono così asciutti che l’oculista non sa più che collirio prescrivermi, forse le cascate del Niagara!;
3- se le butti in acqua galleggiano: io non so nuotare, ma di sicuro galleggio.
Essere una strega senza poteri dimostra che non so credere, ahimè. Forse potrei imparare se non fosse che ad un compleanno, neanche tanto lontano, due persone diverse mi hanno regalato lo stesso libriccino di vignette dei Peanuts intitolato “Cose che ho imparato troppo tardi”!
Ad ogni modo, soprassiedendo anche sul fatto che ho tre cappelli da strega e nessuna scopa, può darsi che sia perchè non ho mai preso la patente? Dicevo, bando alle ciance, voglio concludere con le parole del direttore di un giornale americano che così rispondeva ad una bambina che gli domandava se Babbo natale era solo un’invenzione:

” No, Virginia, i tuoi piccoli amici hanno torto. Sono stati contagiati dallo scetticismo di quest’epoca scettica. Credono solo a quello che vedono. Pensano che una cosa non esista, se non la possono abbracciare con la loro piccola mente…Babbo Natale non esiste?…Niente Babbo Natale!Grazie al cielo, Babbo Natale esiste, ed esisterà per sempre. Di qui a mille anni continuerà ad allietare il cuore dell’infanzia.”
Francis Parcellus Church, in The New York Sun, 21 settembre 1897.

Feel the power, see the magic….

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