Archive forGennaio 2005

Le vocali di nero:


Ecco che sto per infrangere la prima regola del Fight Club, quella che recita che non bisogna parlarne mai.
Io sto per parlare del mio fight club interiore.
Sto per parlare del mio lato oscuro che ha rischiato di prendermi la mano prprio qualche giorno fa, al lavoro.
Dopo un bisticcio tra il mio capo e una delle mie colleghe, quest’ultima si chiude nel magazzino a piangere. Non era stato neanche un bisticcio, per la verità,il mio capo per noi tutte è una vice madre, solo uno scambio di battute che però dovevano aver toccato qualche nervo scoperto.
Dopo una mezzoretta in cui la ragazza in questione non riappariva, il mio capo viene da me e mi dice:”Va tu a parlarci!”
Sono il suo braccio sinistro, no?
Sono brava in queste cose, no?
E prima che potessi risponderle la luce di un riflettore si è accesa sul mio fight club.
Normalmente l’avrei fatto, avrei sfoderato Miss Bianca, il mio lato buono anzi peggio altruistico, di cui ho già parlato, e sarei andata a parlarle, tentando di arginare il flusso lacrimale ed estrarla dal magazzino.
Ma stavolta non ho potuto, perchè quella mia collega, cui sono affezionata mio malgrado, con quelle sue arie da Piccola Fiammiferaia mi fa prudere le mani con conseguente voglia di prenderla a schiaffi!
Tentare di consolarla, quando ritenevo fosse solo una stupida piagnucolosa, avrebbe fatto di me un’ipocrita,lei sa di irritarmi, e in più non sarei stata convincente.
Ma la cosa che soprattutto mi ha frenato è stato il fatto che avvertivo sempre più prepotente l’impulso di andare di là, afferrarla per un braccio, dirle di tagliare corto e sbatterla fuori dal magazzino.
Ecco il mio lato oscuro.
Ecco Marla.
Così, nonostante vari interventi esterni, dei quali nessuno mio, quella stupida è rimasta trincerata nel magazzino almeno due ore. E amen. Affari suoi.
Ma adesso Miss Bianca e Marla si stavano affrontando nel mio fight club interiore.
Se con Miss Bianca siamo intime fin dall’infanzia, Marla è spuntata nell’adolescenza.
Marla è il mio lato oscuro, è quella parte di me che non intende adattarsi, è quella che vede tutto dal di fuori e sente che quello che vede non ha senso.
Per questo si chiama come Marla Singer, l’unica femmina nel film Fight Club!
Tra le donne di mia conoscenza sono l’unica a cui Fight Club è piaciuto sul serio, e immagino sia perche il film, ma ancor di più il libro, si è rivolto a una parte di me cui in pochi si sono rivolti.
Quando l’ho visto la prima volta, il libro l’ho letto dopo, ricordo di aver pensato:”oddio, non sono sola! non sono quella stupida particella di sodio!”
Quel film e quel romanzo per me sono limpidi e cristallini come uno specchio d’acqua pura, questo perchè so perchè i personaggi agiscono in quel modo schizofrenico.
Perchè una parte di me è Marla Singer, che nel libro si brucia l’interno delle braccia con una sigaretta,(giuro che non l’ho mai fatto, ma non posso negare di averci pensato qualche volta, giusto per testare la resistenza al dolore), e che è affascinata dalla morte, perchè non avendo mai visto un morto non ha il senso della vita, e infatti,nel libro, prima di frequentare i gruppi di sostegno, dove la morte cammina, lavorava per le pompe funebri.
Ovviamente Marla Singer è preda del suo malessere tanto da essere diventata l’incarnazione del suo lato oscuro.
Nel mio fight club quella parte di me che è Marla deve vedersela prima con me,che magari sono un po’ “anomala” ma di sicuro non ho una personalità autodistruttiva, e poi con Miss Bianca.
In me Marla si esplica , per lo più, nel senso dell’umorismo, alquanto nero e cinico, prego affinchè nessuno possa mai assistere alle vette o alle profondità cui io e mia sorella Sadako ascendiamo o sprofondiamo, a seconda dei punti di vista, quando siamo sole; nell’indifferenza verso certe convenzioni sociali e nell’incomprensione di altre; nella voglia, a stento trattenuta, di ridere in faccia a chi si prende troppo sul serio o di urlare che è inutile agitarsi tanto quando tutto, in realtà, è vano!
In genere, se mi scappa fuori, lo dico, non lo urlo.
E’ un paradosso che Marla sia più integrata nella mia persona di quanto lo sia Miss Bianca.
E più sotto controllo anche,perchè altrimenti girerei con le gambe non depilate, cosa che guasterebbe il rapporto con mia madre e mia sorella e, nella nostra società, farebbe di me un’emarginata peggio che se avessi un terzo occhio!
Comunque come capita spesso con i lati oscuri, altrimenti non si spiegherebbe il motivo per cui sovente nei film, nei fumetti o nei romanzi i “cattivi” siano più affascinanti dei buoni, io amo Marla molto più di quanto non ami Miss Bianca.
Marla è più divertente, è più scaltra, e anche più sexy.
E più a rischio.
Se incontrassi, per fortuna è praticamente impossibile, l’equivalente di Tyler Durden, e cioè qualcuno che facesse così smaccatamente appello al mio lato oscuro, è probabile che in breve tempo finiremmo entrambi al cimitero o in un centro di igiene mentale, tanto Marla è a fior di pelle.
Per adesso si limita a ridersela delle vicende umane, comprese le mie, e a guardarci mentre, come dice Tyler, lucidiamo le maniglie sul ponte del Titanic.
Lei se ne frega.
O fa con me le parole crociate, la sera, mentre aspetto che la regina degli incubi, cioè mia sorella Sadako, scivoli nel sonno o cominci il suo show pirotechnicolor.
Tre orizzontale, le vocali di nero: A e A. Come Marla.

Comments (16)

It’s my life?

Prima di iniziare voglio dedicare le righe che seguono a Monimix, che con il suo bel post sulla normalità ha dissipato i vapori che mi avvolgevano la testa e riportato alla luce l’ispirazione: grazie!

Monimix ha toccato un argomento che sento molto vicino, perchè proprio l’altra sera, a teatro, guardando il palco, ho pensato che io non sarò mai in grado di avere una vita normale.
Mi sono sforzata e mi sto sforzando ancora, ma credo che non ce la farò, perchè anche se con il cuore e con l’anima io sono vicina agli altri, nel mio cervello alberga sempre, o quasi, un enorme punto interrogativo!
Il mio cuore va da una parte e la mia testa dall’altra.
Dott. Jekyll e Mister Hyde.
Butterfreak e Miss Bianca.
Butterfly & Freak.
E quello che tutti gli altri capiscono facilmente, per esempio certi codici sociali, per me è alieno.
Quello che agli altri riesce facile a me costa fatica.
Vivere per me è faticoso e quando vedo la gente che si dibatte tra i figli, le bollette da pagare, il lavoro, gli amici, i parenti etc etc a me vengono le vertigini.
Come fanno? Come FANNO? E quando lo chiedo in giro la risposta sovente è: come fanno tutti, è normale.
Eccola lì la famigerata parola.
Io ormai sono arrivata ad associare la parola normalità al grado di facilità che si ha nell’espletare un compito.
Io provengo da una famiglia che non è mai stata considerata normale,e quando ci dicono:”Ehi, ma voi siete veramente fuori” con grandi sorrisi e pacche sulle spalle so che ci stanno facendo un complimento.
Un certo tipo di eccentricità o stranezza è considerato divertente e desiderabile.
Mia mamma ha una personalità molto forte, e ci ha insegnato, a me e mia sorella Sadako, ad essere capaci di essere noi stesse.
Mio padre per me è un enigma.
Siamo stati una famiglia un po’ “disturbata”, (forse lo si evince da qualcuno dei miei post…), anche se, per fortuna, in senso costruttivo.
Ma proprio a causa di questo “disturbo” abbiamo percorso un binario distante da quello della cosiddetta normalità.
Morale: mia sorella Sadako ha gli incubi quasi tutte le notti, incubi buffi, se un incubo può esserlo, ma sintomo di qualcosa di storto.
E io che so che non potrò mai avere una vita normale nel senso tradizionale del termine!
Per carità, nessuna di noi due è infelice, anzi!
Siamo note, per fortuna, per il buonumore e il senso dell’umorismo.
E paradossalmente, almeno per me, nella vita sociale non abbiamo alcun problema, e in genere ci troviamo a dover declinare tutta una serie di proposte indecenti, miracoli che produce l’accettazione della propria parte freak.
Siamo noi stesse, un po’ instabili forse, ma va bene così.
E’ solo che alle volte, in certi momenti, mi chiedo come deve essere affrontare il mondo senza che sia lui a sembrare strano a te e viceversa!
Mi chiedo perchè non posso vivere senza stare continuamente a lambiccarmi e perchè a quasi trentaquattro anni,(presto sarò una vecchia pazza!), mi sento come un’aliena che studia le abitudini dei terrestri!
La normalità è sempre relativa, ma talvolta le anomalie sono scomode!

Comments (23)

Scent of…come si dice cacca in inglese?


Per Natale ho avuto la geniale,(?!), idea di regalare a mia sorella Sadako i DVD di Sex and the City, di cui adesso mi tocca vedere OGNI sera, cascasse il mondo, almeno tre puntate, tanto che da Natale a oggi abbiamo quasi finito le prime tre serie; comunque in una delle puntate della prima serie, mi pare, Carrie annuncia alle sue amiche di essere riuscita, per la prima volta, a fare la cacca a casa di Mr Big,(Sex and the City ha il grande pregio di parlare francamente di tutti gli argomenti che ha trattato, a mio avviso).
Al che Sadako, che soffre di stitichezza come molte donne e che come tante donne ha dei pudori su dove farla,mi dice:- Io non riesco a farla in ufficio!-
E io penso che uno dei modi più semplici per rompere il ghiaccio con i bambini è parlargli della cacca, l’ho imparato di persona, lavorando in uno degli infiniti laboratori di Babbo natale, e lo sanno molti scrittori per l’infanzia, che alla cacca hanno dedicato diversi titoli.
Ma in realtà è un argomento che, una volta sdoganato, diciamo così, tende a dilagare.
Avendo messo da parte Miss Bianca già da qualche anno, quando devo andare in bagno passo dietro al mio capo e le sussurro:- Vado a fare la cacca.- all’inizio lei mi guardava un po’ disorientata ma divertita, mentre adesso me lo annuncia a chiare lettere, e so che lo fa anche con suo marito, che essendo un tipo molto riservato forse vorrebbe essere risparmiato…
Perfino una mia collega/amica, una ragazza dal comportamento sempre impeccabile, tanto da essere stata ribattezzata Principessa, Princi per gli amici, spesso viene da me a esprimere la sua costernazione per non averla ancora fatta, e quando poi la missione è compiuta viene ad annunciarmi, massagiandosi il pancino, l’esito soddisfacente.
Mia sorella, come lei stessa ha detto, non riesce a farla in ufficio, ma le sue colleghe sì, ed è già tanto che non confrontino densità e misure.
Come facevano i miei cugini, con i quali sono cresciuta.
Uno di loro, il maggiore, si è trovato per una serie di circostanze a doverla fare all’aperto, e dopo che l’aveva guardata aveva notato, non senza un certo giubilo, che il malloppo era “fumante”, come nei cartoon.
E non era nemmeno un ragazzino!
La mia zia materna, invece, mi raccontava che dopo il caffè o un pranzo qualsiasi, le bastava accendersi una sigaretta per attivarsi.
Ma siccome ha un bar e adesso scatta la legge antifumo, ho idea che i suoi giorni felici siano terminati, e che diventerà stitica.
A me, per innescarmi come una bomba ad orologeria, basta mangiare da Mac Donald au contraire mia sorella, se mangia da Mac si inibisce e finisce con il covare il tutto fino a che non è pronta a dare alla luce il clown Ronald.
Poi c’è la mia migliore amica,che per me è una specie di “terrore dei marciapiedi”, che si tratti di pipì o cacca lei non usufruisce del bene del preavviso, se le scappa dove si trova deve farla.
Diverse volte ho dovuto farle scudo con il corpo mentre lei stava accovacciata tra le macchine o tra i cespugli.
Per concludere mio padre è diventato un esperto da quando il nostro adorato cane è entrato a far parte della famiglia, quando sale dalla passeggiata deve essere in grado di riferire colore e consistenza, cosicchè mia madre possa apportare o meno modifiche alla sua dieta.
Senza contare che ormai sa distinguere con una sola occhiata la cacca di un levriero da quella di un meticcio.
O da quella umana. Chissà, magari sa anche dirmi se era di mio cugino o della mia amica!?!

Letture consigliate:”Chi me l’ha fatta in testa?” Salani;
“Il trattamento Ridarelli” Salani
“L’incredibile storia di Lavinia” Einaudi

Comments (25)

Me, myself & Miss Bianca


In una versione al femminile de “Il dottor Jekyll e mr. Hyde” Miss Bianca starebbe a me come il dottor Jekyll stava a mister Hyde, con la differenza che io sono quasi sempre mister Hyde, anzi miss Hyde, anche se non me ne vado in giro a prendere a calci vecchi e bambini, (ma confesso che in taluni momenti la tentazione ci sarebbe e non circoscritta a vecchi e bambini).
Miss Bianca gode di un accesso strettamente limitato alla mia vita quotidiana: non posso permetterle di stare troppo alla luce del sole, perchè con lei in circolazione il rischio di combinare qualcosa di buono è davvero troppo alto! E i danni, poi, si rivelano piuttosto ingenti.
Un mio carissimo amico, un tipo molto brillante il cui nome d’arte è Fester perchè ha il vezzo di girare con una lampadina accesa in bocca a simbolo della sua propria genialità,(e che come tutti i geni è un tantino matto, ma assolutamente comodo da avere intorno quando salta la luce), insomma Fester insiste nel diagnosticarmi una forma aggravata di Sindrome di Peter Pan,lo fa in pratica da quando ci siamo conosciuti, e ha ragione; quello che forse ignora è che quando nasci vecchio e ringiovanisci crescendo è quasi inevitabile contrarre la sindrome di Peter Pan, e Miss Bianca, che mi ha infastidito per tutta l’infanzia con la sua mania di fare la cosa giusta e di usare sempre le buone maniere è stata la prima vittima dell’affiorare della sindrome.
Una liberazione!
Dopo essere emersa dallo stato catatonico/catartico in cui questa strenua lotta mi aveva precipitato nell’adolescenza, e di cui reco ancora qualche cicatrice, è una caratteristica degli alter ego quella di soccombere con molta difficoltà, ho buttato alle ortiche le ultime vestigia di quella pedante rompipalle e finalmente sono stata libera di non combinare niente di niente, di non prendere impegni e, per quanto mi è possibile, di assumere pensieri in dosi controllate, e non eccessive come prima!
Quando hai a che fare con una come Miss Bianca in età troppo precoce finisci col generare aspettative, che a loro volta generano richieste che a loro volta generano responsabilità,e all’improvviso tutti vogliono qualcosa da te, e tutto questo può diventare un po’ pesante e molto stancante!
Se hai troppo a che fare con Miss Bianca da piccolo, anzi da piccola, vuol dire che quel po’ di spensieratezza e di leggerezza che i bambini hanno in dotazione tu te la devi guadagnare e va finire che poi ne usufruisci a un’età in cui tutti sono indirizzati verso qualcos’altro!
Non che rappresenti un problema, per tutta la vita sono stata fuori binario e mi va bene così, è solo che….
E’ solo che non ha il diritto di scombinare così la vita di una ragazzina!
E’ stato per questo, soprattutto, che l’ho cacciata in un angolo.
Anche perchè, nonostante faccia il possibile e spesso anche l’impossibile per evitarlo, di tanto in tanto mi capita di combinare qualcosa di buono e di suscitare aspettative anche senza il suo aiuto e tutti i miei campanelli d’allarme cominciano a suonare incessantemente.
Essere lasciata in pace sta diventando un traguardo irraggiungibile!
E’ chiaro che Miss Bianca non è solo insopportabilmente sensata e di ottimo carattere, ha anche qualche lato positivo: per esempio è una fantastica moderatrice, dote impareggiabile quando appartieni ad una tribù instabile,(e secondo il mio amico Fester anche l’instabilità fa parte del mio corredo cromosomico),come la mia.
Far parte della tribù delle Volpi Stordite è un compito impegnativo e tendenzialmente oneroso per l’equilibrio mentale e psicologico.
Il grande capo , che è anche lo sciamano,che è anche mia madre il cui nome di battaglia è “Attenzione Sostanza Estremamente Infiammabile”, anche se noi la chiamiamo solo mamma, e mia zia, sua sorella, nota come ” Attenzione Recipiente Sotto Pressione Non Riscaldare”, sono due forze della natura ed entrambe hanno influito sulla tenera psiche mia e di mia sorella Sadako in maniera notevole, rendendo particolarmente importante la presenza, anche se defilata, di Miss Bianca, fondamentale quando si tratta di riportare allo stato di calma le correnti sanguigne che senti convergere verso il cervello.
Anche mio padre “Attenzione Sembro Normale Ma è Meglio Non Verificare”, ex guida indiana pensionata in maniera coatta dopo aver quasi ribaltato un un vecchio Apecarro con a bordo un viso pallido e la sua anziana madre; come dicevo anche mio padre ha fatto la sua parte, oltre ad essere un grande scatenatore di correnti interne, con lui nei paraggi Miss Bianca è costretta ad un superiperlavoro, è un portatore sano,(?!?), di eccentricità sotterranee cui io e Sadako abbiamo attinto a piene mani.
Ecco, in questi casi Miss Bianca e la sua innata esperienza si rivelano utili!
Se poi uno è curioso di sapere perchè le ho dato il nome di una topolina bianca con cappello e sciarpa lilla fissata con l’altruismo, beh è presto detto, qui la sindrome di Peter Pan non c’entra!, è più una questione di trappole per topi, e di veleni….

Comments (22)