Archive forSettembre 2004

Butterwitch (are you a good witch or a bad witch)?

Una mia collega molto spiritosa, a sottolineare che mi considera una strega, qualche mese fa mi ha regalato un mazzo di tarocchi; prima che andasse in ferie le ho fatto un giro di carte, leggendo le istruzioni mentre glie le facevo, tanto per far capire quanto fossi a corto di pratica..
beh, non mi torna dalle ferie con gli occhi sgranati e la richiesta di farle un altro giro perchè ci avevo azzeccato?
ovviamente, come capita sempre in queste cose, a lei si è subito accodata anche l’altra mia collega..
è chiaro che io so di non avere nessun genere di poteri, (sempre stata iperscettica per questo amo il paranormale), salvo un po’ di intuizione, ma trovo buffo e interessante il fascino che queste cose ha sulla gente, le mie due colleghe in questione poi sono tutt’altro che sprovvedute anche se adesso un po’ mi guardano come se da un momento all’altro dovessi saltare sulla scopa e volare via. Così pensavo di cambiare nome, da Butterfreak a Butterwitch.
E poi mi sono chiesta, se fossi nel regno delle fiabe sarei una strega buona o una strega cattiva?
Ahimè, temo che sarei una strega molto, molto, molto cattiva, le principesse sono così lagnose, e i principi così tardi, ci vuole qualcuno che li tenga un po’ in riga no?

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Via col Circo(venghino, venghino)

Da piccola mai, neanche per un attimo, mi ha attraversato l’anticamera del cervello il pensiero che da grande avrei dovuto fare qualcosa.
E’ chiaro che per i bambini anche il solo concetto di futuro è vago, ma per me, complice forse una famiglia d’appartenenza un tantino fuori squadra, era proprio nullo.
Non c’era un “da grande”, non c’era un mestiere che avrei voluto fare perchè non sarei diventata grande, avrei sempre avuto l’eta che avevo, ero solo un puntino buttato lì nell’arco temporale.
C’ero e basta, senza alcuna idea del tempo.
Ma con un’unica idea dello spazio.
Prima o poi sarei andata via col Circo.
(molti sostengono che invece di essere andata via col circo io sia andata via di testa!…può anche essere)
Se ci sono mai stata al circo deve essere stato qualcosa come cento anni fa e devo ammettere che non mi ricordo niente di niente,tranne il tendone.
La mia idea di Circo, quello a cui mi sarei dovuta unire, non aveva quasi niente a che fare con quello vero, a parte forse il tendone e i carrozzoni, era solo l’espressione della fantasia di una ragazzina un po’ stordita o allucinata.
Il mio Circo aveva un enorme tendone a strisce verticali bianche e rosse, viaggiava con carrozzoni supercolorati, e per la verità, ripensandoci, era forse un ibrido tra un circo e una di quelle fiere itineranti che esistevano una volta, in cui si esibivano i fenomeni da baraccone.
Com’è ovvio era pieno di personaggi prodigiosi: maghi, acrobati, clown, animali parlanti, ventriloqui, lanciatori di coltelli, funamboli, comtorsionisti, giocolieri, trapezisti nonchè donne barbute, gemelli siamesi, donne cannone, nani, uomini proiettile e via dicendo..e i maghi erano veri maghi, gli acrobati volavano davvero, i clown avevano un’epidermide in genuino technicolor, i funamboli camminavano sull’aria, gli animali chiaccheravano e non erano costretti a fare cose strane, le donne barbute non volevano una pelle liscia, i gemelli siamesi non volevano essere separati, i nani non desideravano diventare alti e le donne cannone non volevano dimagrire.
Tutti erano così perfettamente felici di essere lì e di essere strani che io lo consideravo un posto meraviglioso dove stare anche se non avevo una particolare qualifica, tranne quella di essere un po’ strana e il foraggiare gli animali erbivori, e trovavo anche più meraviglioso il fatto che si spostasse in continuazione, attraversando zone e paesi bellissimi, (è scontato dire che nella mia fantasia non trovavano posto il caldo o il freddo o i contrattempi che fanno parte della vita reale), e che spesso si mangiassero frittelle, zucchero filato, croccante o mele candite.
Beh, il Circo non è mai passato, e così non ho potuto unirmici, sono diventata grande, sob, e faccio un lavoro che mi diverte in un posto che spesso diventa un ritrovo per i fenomeni da baraccone, che purtroppo non sono quelli della mia fantasia, ma controfigure sfocate e metropolitane, e nemmeno interessanti tanto sono fotocopiate.
Però era da tanto che non ripensavo al mio Circo, ed ecco che nelle ultime settimane qualcosa me l’ha riportato alla memoria, una faccia, una musica, un modo di parlare o di muoversi, un po’ di magia nell’aria…
Adesso sono grande, e nonostante questo, dopotutto, forse il Circo sta arrivando…

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Aiuto, mi sono persa tra le pagine


Forse è perchè continuo a risiedere nel lato confuso della forza, ma le cosiddette riviste femminili mi creano dei turbamenti.
- Come mai sono tutte uguali?
- come mai tutte quelle pagine di moda? spesso mi trovo a saltare in blocco almeno quaranta pagine; e poi perchè propongono dei capi o degli accessori a prezzi stratosferici? qual’è il loro target? in una, io sfoglio quelle delle amiche, ho viste una pochette di Chanel a 450 euro(!), e mi chiedo li varrà? Cos’ha di tanto prezioso a parte il nome?
(Una nota a margine voglio spenderla per una borsetta di alligatore da 1000 e passa euro, spero che lo spirito di quell’alligatore perseguiti i produttori di questa idiozia come il coccodrillo faceva con capitan Uncino.)
- come mai per i redattori, o quello che sono, non si può trascendere dalla cellulite, pagine e pagine in cui consigliano esercizi da fare in ufficio( io devo assolutamente vederlo uno di questi uffici-palestra dove le impiegate fanno le contorsioni con una sedia), prodotti costosissimi, consigli su stazioni termali dove va anche Julia Roberts(??!)?
- come mai c’è gente che scrive per sapere come si va vestiti ad un matrimonio? o come portare un pareo in spiaggia a Formentera? non ci arrivano da sole?
- come mai spesso ci sono articoli per spiegarti come pagare le bollette, come leggerle, come andare in banca, come non perdersi al supermercato? non sanno che anche per le donne la scuola è obbligatoria fino ai diciotto anni?
sulle riviste maschili non ho mai visto una spiegazione su come pagare il canone della tv;
- come mai quando fanno servizi sull’arredamento mostrano sempre case sperdute nel Mato Grosso o superattici a New York o che danno sulla Torre Eiffel?
- come mai gli articoli riguardanti il sesso si rivolgono o alle vamp o alle casalinghe anni cinquanta?
- come mai, ma questo purtroppo vale per quasi tutte le riviste, lo spazio dedicato ai libri è in un rettangolino in cui in due frasi viene spiegata la trama e per il resto c’è l’opinione di qualcun’altro?
- come mai c’è sempre la classifica dei benvestiti e dei malvestiti? Hai voglia poi ad affermare che quello che conta è quello che uno/a ha dentro;
- come mai tutti quei pettegolezzi? ma sul serio c’è qualcuno che era DAVVERO interessato a leggere del matrimonio di Vattelapesca Agnelli con Vattelapesca Sangue blu, con cui ci hanno triturato le palle nelle ultime settimane?
E soprattutto è davvero impossibile fare una rivista sobria, dove si parli di attualità, cultura, spettacolo e magari anche moda(anche se io non la capisco) senza che cerchino di trasformarti in una Bratz?( se non mi credete consultate le pagine con i consigli sul makeup, se una li segue rischia di venire scambiata per un semaforo deambulante e impazzito.)
Comunque ora devo andare, Topolino mi aspetta.

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Puah

Davvero esiste una categoria che non finisce di stupire:i pubblicitari.
Lasciando da parte il fatto che evidentemente pensano che siamo tutti dei Forrest Gump, era il caso di usare Gandhi per venderti un telefono?
Perchè per quanto cerchino di camuffarlo, è quello che stanno cercando di fare, venderti un pidocchiosissimo telefono, o quello che è.
A quando Hitler per gli insetticidi?
Che schifo.

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Farneticazioni

Mi piacerebbe sapere perchè è più di una settimana che John Lennon sta cantando la sua canzone di Natale nella mia testa!;
- mi piacerebbe sapere perchè i tre spiriti di Scrooge sono già alle mie calcagna, di solito aspettano almeno la metà di Novembre( ma i mesi si scrivono con la maiuscola?);
- mi piacerebbe sapere perchè il mio amato cane mi fissa sempre come se dovesse dirmi qualcosa, ma non si decide a parlare;
- e perchè a tutte le mie colleghe i clienti danno del lei e con me proprio non ce la fanno?(non m’interessa in senso formale solo per curiosità, forse ho una faccia che non ispira il “lei”);
- e mi piacerebbe anche sapere perchè la gente trova naturale attaccarmi bottone,(una volta sui mezzi un vecchietto del tutto sconosciuto si è messo a raccontarmi di sua figlia che continuava a cambiare lavoro! ma è solo la punta dell’iceberg.);
- e perchè i bambini mi trattano sempre come se fossi una parente, o una di loro? L’altro giorno un ragazzino di non più di tre anni mi ha mollato in mano il suo ciuccio tutto inzaccherato di saliva(sic), dicendomi “Toh!” ed è corso a giocare..
A volte penso che potrei mettere su un baracchino come quello della Lucy dei Peanuts, con la scritta “The Doctor is in”, o forse è lo spirito natalizio che mi odia a tal punto da perseguitarmi in questo modo, annullando tutto il lavoro che faccio per non apparire affabile…
a proposito, ecco che arriva… corro a nascondermi.
Felice nonNatale.

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Forza Primordiale


Perchè c’è una donna primitiva nella mia testa?
Perchè devo passare un sacco di tempo a controllarla per evitare che ruggisca come una tigre? (Anche se a quanto pare lo faccio con lo sguardo).
Perchè non sono capace di vivere come una persona normale?
Non sono capace non sono capace e non sono capace.
Odio salutare, e odio i convenevoli, e odio tutti quelli che usano i vezzeggiativi.
Se non mantenessi il ferreo controllo che mantengo sarei maleducata, e rude e violenta.
E questa donna primitiva ogni tanto si mette le piume in testa, i colori in faccia e diventa ancora più matta, e io devo stringere di più la presa sul controllo.
Spesso vorrei trovarmi da sola nel deserto o in un bosco, a rotolarmi e strisciare nella terra, arrampicarmi sugli alberi, gettarmi in acqua, correre con gli animali.
Se la donna primitiva scappa fuori, ho paura che una delle due dovrà soccombere.
Perciò se questo blog rimane trascurato, sapete che fine ho fatto.
Ah, le disposizioni per il mio funerale sono in “Soffocare”.

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La scala Mercalli della noia.


Ecco un elenco semiserio di fatti, cose o persone che mi provocano la noia e/o la perplessità più assoluta:
- che nel 2004 esistano ancora norme sull’abbigliamento, ergo si giudica ancora dall’apparenza;
- quelli che si riempiono la bocca di parole difficili ma non sanno cosa significano(vedi logorroico al posto di logorante), o non gli importa di farsi capire dagli altri;
- quelli che ti ammiccano anche se sanno che sai che sono già impegnati.
ma non si rendono conto di fare una figura meschina?
- quelli che chiedono ai tuoi amici se sei una che ci sta, e non pensano che la cosa ti verrà riferita;
- quelli che devono per forza dirti che macchina hanno. (Io di quella di mia sorella ho dovuto imparare la targa, altrimenti tutte le yaris blu erano mie e aspettavo sempre vicino a quella sbagliata);
- quelli che qualunque cosa tu dica l’hanno già fatta, vista, letta o scritta quando erano in fasce;
- quelli che hanno schifo di tutto;
- quelli che si lamentano sempre;
- quelli che all’estero si lagnano perchè non si mangia come in Italia, se sei all’estero…?!?!
- gli snob;
- quelli che sembrano usciti da Vogue;
- quelli che devono per forza parlarti di politica e cercare di tirarti dalla loro parte. Silvio chi? Massimo chi? Mollatemi.
- i superstiziosi, con i quali non puoi parlare di certi temi senza che si trasformino in contorsionisti per fare scongiuri, toccare ferro o parti del corpo scaramantiche senza farsi notare.Un mio collega si è quasi slogato un braccio in questo modo.
- quelli che pensano che sarai felice nell’apprendere che con sorpresa hanno scoperto(?) che non sei una completa deficiente;
- quelli che non capiscono quando devono smettere;
- gli ipocondriaci,(ho una conoscente che ormai rischia che sia io a mettere fine a tutte le sue sofferenze in maniera drastica e definitiva);
- quelli che sono sempre in ritardo;
- quelli che hanno la verità in tasca;
- quelli che giudicano;
- quelli che sui mezzi stanno davanti alla porta e non devono scendere, così ti tocca abbatterli, ma me ne sono fatta una ragione;
- i finti alternativi;
- quelli che per fare colpo insistono nel dirti che somigli a qualche attrice ma non sanno mai dirti quale. Non lo sanno che la gamma di attrici va da Anna Mazzamauro, che ha tutta la mia simpatia, a Nicole Kidman?
Sarebbe carino specificare.Da cancellare anche “sembri la Barbie ma con i capelli scuri”, cosa che in me evoca tristi ricordi visto che da piccola ho sempre ricevuto Barbie etniche:indiane, hawaiiane, brasiliane, perfino un’eschimese e nessuno mi ha mai regalato l’unica che volevo, la Barbie Superstar bionda e con i brillantini!
- i supercritici;
-quelli che si scandalizzano per niente;
-quelli che non hanno senso dell’umorismo;
-quelli che sono sempre superimpegnati;
-quelle che sanno che devono camminare tutto il giorno e si mettono i tacchi alti;
-quelli che davanti ad un cane, dal pincher all’alano, si comportano come di fronte a un rinoceronte incazzato;
- gli arroganti (bruttissima razza);
infine mi lascia perplessa che qualcuno sia riuscito a schivare “Il Canto di Natale” di Dickens, come hanno fatto mi domando, visto che io lo becco continuamente ovunque e in tutte le forme, film, cartoon, fumetti etc, etc?
E io lo odio così tanto il Natale!

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Soffocare

Spesso leggendo qua e là tra i post degli altri bloggers, mi rendo conto di avere quasi sempre dei problemi diametralmente opposti ai loro.
Sarà perchè sono mancina, come dice mia madre.
Se molti si sentono soli, abbandonati, annoiati e via dicendo, a me capita tutto il contrario.
Io devo mantenere sempre un certo distacco com gli altri, se no mi sento soffocare.
Devo sempre sapere di essere in grado di lasciarmi dietro chiunque.
Dietro non nel senso di voltare le spalle, una delle colonne portanti della mia etica è che se qualcuno ha bisogno di me io devo esserci, anche se non è un amico.
Gli altri devono poter contare su di me, ma sono io che non sono capace di contare sugli altri, che non mi aspetto mai niente da loro, che non riesco a stabilire un rapporto di reciprocità.
Ho diverse amiche che, in un certo senso, lo sono diventate mio malgrado, sia chiaro che sono felice di averle, ma devo anche ammettere che la nostra amicizia, alla fine, è quasi unicamente merito loro.
Ci sono diverse cose che trovo indigeste:
- la confusione, perciò per me locali, discoteche, negozi, strade principali sono off limits;
- le conversazioni telefoniche, io il telefono lo reggo al massimo per un paio di minuti;
- i nottambuli, io tiro al massimo fino all’una, poi, ovunque mi trovi cado con la faccia sul tavolo;
- quelli che si devono divertire a tutti i costi o fare tardi a tutti i costi;
- quelli che non capiscono che alla ventesima volta che declino il loro invito forse è il caso di lasciar perdere.
Com’è ovvio, visto il mio karma burlone, io divento sempre, SEMPRE, amica di gente che non riesce a stare ferma, che conosce milioni di persone, che vuole andare di qua e di là e che non molla la stretta neanche se comincio a prendermi a morsi il polso come le volpi quando vogliono liberarsi da una trappola.
Se non mi lasciano spazio vitale io comincio a soffocare.
Io devo sempre sentirmi libera perciò quando tentano di accorciare troppo le distanze comincio a ritrarmi.
Il problema, purtroppo, è che magari gli altri non capiscono che loro non c’entrano, che io gli voglio più bene di quanto non immaginano, ma che per me è necessario, almeno per il momento, sentirmi slegata.
E’ che non sono capace di spiegarlo, e questo mi rende tutto molto più faticoso, ormai sono diventata un’esperta in diplomazia. E la diplomazia è un lavoro duro, specie quando c’è di mezzo l’affetto.
Se un giorno conoscerò qualcuno in grado di intuire tutto questo, facendomi, per una volta, sentire che non dovrò sempre camminare in salita, beh, quel giorno cadrò a terra morta.
A proposito al mio funerale vorrei i saltimbanchi, vorrei che la gente dicesse:”Peccato che sia morta, ma come mi sono divertito al suo funerale!dovrebbe farlo di nuovo….”

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Ma la mamma è carne macinata?


Premetto che forse sono io che non capisco i messaggi pubblicitari, ma non posso fare a meno di pormi certe domande:
- la pubblicità della carne in scatola sottintende che la mamma è un composto di carne e gelatina? (io proprio non vedo un nesso);
- cosa c’è di prestigioso nel bere il rum più bevuto nei peggiori bar di Caracas? Fa sentire più tosti?( che tristezza);
- perchè la tizia incinta dello spot dell’auto francese si riprende il tizio che evidentemente l’ha ignorata per i nove mesi della gravidanza?
- come si può chiamare collezione qualcosa che compri ogni quindici giorni in edicola? i pezzi delle collezioni, quali che siano, non acquistano valore anche perchè costa sudore il reperirli?
- cosa c’entrano gli indiani con il detergente per la casa? e perchè li fanno parlare in quel modo strano?
- perchè un labrador vive per la cartaigienica, visto che a lui nemmeno serve?
- quante centinaia di anni occorreranno ad uno zaino, seppellito da un cretino ai piedi di un albero, per decomporsi sottoterra?
- perchè bisogna per forza essere ciuchi traditi per divertirsi?( che scema, dimenticavo che è lo spot di un alcolico. Chiaro che per loro siamo tutti repressi.)
- perchè a noi donne serve un rossetto indelebile per 48 ore? che lavoro pensano che facciamo?
- perchè il gel per capelli fa presa solo sui figli di papà?
- perchè non annegano l’ingegnera russa nello yogurt?
- perchè dovremmo scaricare suonerie a due o tre euro l’una?
- perchè un deficiente di bambino ha il frigo che contiene solo merendine di cioccolato al latte? Dove sono i suoi genitori?
- perchè non impediscono l’uso della musica classica negli spot? Per me la marcia di Radetzkj resterà sempre legata alla pellicola trasparente, mi hanno rovinato tutti i concerti di Capodanno;
- se il meglio di un uomo è il suo rasoio, possiamo buttare via l’uomo e tenere il rasoio, che magari ha anche i ricambi?
- perchè qualche persona di buon senso non fornisce a Tonino Guerra dei motivi per essere pessimista?
Per finire spero dal più profondo del cuore che il tipo che per una marca di salumi ha inventato il seguente, ignobile slogan( che ormai è vecchio ma ce l’ho sullo stomaco da un po’) “Maiale per caso, salame per scelta”(????!!!!), nel prossimo ciclo di reincarnazione nasca suino, e abbia da fare le sue scelte. Meglio salame o prosciutto?

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Forse ci stanno chiamando

Ho sentito parlare alla radio di segnali captati dallo spazio.
Probabilmente il solito falso allarme, ma se fossero gli alieni?
Se esistessero davvero? Quanto cambierebbe la nostra percezione del mondo?
Sapere che non siamo gli unici.
Che fine farebbero le religioni?

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